_Aprile2013

economia

Perché l’allentamento monetario non è così semplice nei mercati emergenti

 

Wassermann (Credit Suisse): I differenziali dei tassi d’interesse rispetto ai mercati avanzati favoriscono alcune valute emergenti e obbligazioni in valute locali, mentre penalizzano le azioni

Dopo aver tagliato i tassi d’interesse quasi a zero, le banche centrali di molti grandi mercati avanzati (MA) sono passate a qualche forma di QE (Fed statunitense, Banca d’Inghilterra, Banca del Giappone). Al contrario, i tassi d’intervento nominali sono rimasti più elevati in molti mercati emergenti (ME).
Un peggioramento del profilo crescita-inflazione
La crescita del PIL nei ME è rallentata, scendendo al di sotto del ritmo pre-crisi (2004–07), l’inflazione core è piuttosto favorevole, mentre la crescita del credito e dell’offerta di moneta è relativamente stagnante in molti grandi ME. E allora per quale ragione le autorità dei ME non imitano le scelte dei colleghi dei MA, riducendo ulteriormente i tassi d’intervento? A nostro parere, questo approccio più prudente ha tre ragioni. Innanzitutto, il mix crescita-inflazione è peggiorato in molti ME. In altri termini, la crescita del PIL è diminuita più dell’inflazione, mentre in tre grandi ME su nove l’inflazione è ora più alta di quella del periodo 2004–07. In secondo luogo, le banche centrali temono la debolezza valutaria, soprattutto laddove occorrono afflussi di capitali per finanziare deficit fiscali o esteri. La terza ragione è che, mentre molte autorità dei MA temono i processi di deleveraging, le autorità dei ME invece temono ancora l’eccessivo incremento del debito del settore privato.

Perch l’allentamento monetario non  cos semplice nei mercati emergenti

Un quadro delle politiche monetarie piuttosto differenziato
Soprattutto in Brasile, India e Sud Africa, l’elevata inflazione, l’incremento dei deficit fiscali e/o delle spese correnti, livelli differenti di apprezzamento delle valute hanno limitato la flessibilità delle banche centrali. A causa delle imminenti elezioni, sono state rinviate le riforme necessarie per correggere squilibri. Il Brasile dovrà probabilmente aumentare i tassi d’intervento a causa dell’incremento dell’inflazione, mentre la debolezza valutaria dovrebbe mantenere invariati l’India e il Sud Africa. La Corea del Sud, la Russia e il Messico sembrano per il momento nella migliore posizione per mantenere un atteggiamento espansivo, grazie alla modesta crescita della moneta, oltre che l’attuale solidità della bilancia delle partite correnti, e delle valute. In Turchia e in Cina, le banche centrali dovrebbero mantenere una posizione attendista dopo il recente rimbalzo della crescita e dell’inflazione.

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Nora Wassermann, Credit Suisse 



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