_Dicembre2012

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Investire in talento per battere la crisi

 

Maffei (infojobs.it): Le politiche di Talent Management, se opportunatamente gestite, sono uno strumento chiave per il successo delle aziende

Le buone pratiche di Talent Management (TM) hanno un reale impatto sui risultati di mercato dell’azienda e sulla sua capacità di far fronte alle sfide competitive. Puntare sui talenti, attraverso la loro attrazione, è uno dei fattori identificati per battere l a crisi. Ma come si muovono le aziende italiane? InfoJobs.it, la principale realtà in Italia e in Europa nel settore del recruiting online per numero di offerte di lavoro, traffico Internet e numero di CV in database, ha recentemente rilasciato una ricerca su questa tematica.
L’indagine conoscitiva è stata elaborata tra ottobre e novembre 2012 e mira a identificare la struttura, le pratiche e l’organizzazione delle attività di Talent Management nelle aziende del nostro Paese, dando seguito alle indagini condotte nel 2010 e 2011, con l’obiettivo di esaminare e approfondire le politiche di engagement e motivazione, volte a creare un ambiente organizzativo positivo, in cui i collaboratori siano stimolati ad attivare e valorizzare le loro migliori capacità e competenze e perseguire i risultati aziendali. I risultati dell’analisi si basano su questionari provenienti da aziende italiane di piccole, medie e grandi dimensioni, che operano nel Centro-Nord (85% Nord, 15% Centro). Ad ognuna di esse verrà assegnato un punteggio, al fine di individuare la case history più meritevole a cui verrà assegnato il Premio 2012.

Investire in talento per battere la crisi

La situazione in Italia
In relazione all’attuale crisi del mercato del lavoro, l’indagine evidenzia una correlazione sempre più positiva tra l’utilizzo di pratiche di TM (valutato secondo i punteggi complessivi ottenuti nei questionari) e il tasso di crescita dell’azienda sul mercato. Il gruppo di aziende che dichiarano di non essere mai state toccate dalla recessione (un 33% del campione) ha registrato i punteggi medi più alti per l‘implementazione di politiche di TM. Il 29% che afferma di essere in una fase di uscita dalla recessione registra punteggi inferiori in questo ambito e il 38% che mostra il punteggio più basso nelle strategie di gestione dei talenti, riconosce di essere ancora in fase recessiva.
Questi dati dimostrano che gli investimenti in capitale umano hanno un impatto reale sui risultati dell’impresa e sono un vero strumento per il successo delle realtà aziendali a breve e, soprattutto, a lungo termine. Da sottolineare la crescita dei punteggi medi relativi alle pratiche di TM, rispetto al 2011, per ciò che riguarda le aziende non toccate dalla recessione (da 75% a 78%). Al contrario le aziende maggiormente colpite dalla crisi e ancora in fase di ridimensionamento, non solo sono quelle coi punteggi più bassi, ma registrano anche un calo rispetto all’anno precedente (da 71% a 68%).

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Che cosa intendono le aziende per “talento”?
Nel contesto professionale, la definizione di talento è duplice: la prima accezione, più chiusa ed elitaria, indica un individuo singolo dotato di capacità superiori, la seconda, invece, più aperta, riconosce che ci sono ambiti in cui ognuno di noi sa fare meglio ed è lì che il nostro peculiare talento andrebbe utilizzato e valorizzato.
Nel campione intervistato prevale l’accezione aperta del termine: il 52% delle aziende infatti considera il talento una caratteristica sviluppabile in tutti gli individui motivati, mentre solo il 19% ne fa una caratteristica innata che si ritrova in pochi individui eccellenti. Questa prima concezione si traduce in un processo di ricerca e valorizzazione delle capacità individuali ad ampio raggio, ovvero in un talent scouting diffuso all’interno dell’azienda, orientato di volta in volta alle necessità più sentite.

Soltanto per il 14% del campione, il talento è sinonimo di una caratteristica esclusiva di alcuni manager legata al possesso di tutti i tratti fondamentali del leader, secondo il modello di ciascuna azienda.
La cultura della gestione dei talenti si sta diffondendo sempre più nelle imprese italiane, impattando in molti casi sull’intera organizzazione. Infatti, il TM è considerato, se non ancora una filosofia del lavoro (solo per il 14%), un processo integrato di politiche del personale secondo circa la metà del campione (48%).
Scelta e gestione dei talenti
Passando a considerare le questioni operative, il 48% delle aziende considera la gestione dei talenti una responsabilità precisa ed autonoma dei loro diretti superiori, mentre il 29% la considera parte di processi specifici indipendenti dal resto del business a carico di professionisti interni e dedicati. Bassa la percentuale di coloro che sostengono una gestione dei talenti esternalizzata (5%).

Analizzando gli strumenti scelti dalle aziende per identificare i talenti, scopriamo che il 33% delle aziende intervistate ritiene che i colloqui personali siano il mezzo migliore. È’ interessante il fatto che nel 29% dei casi presi in rassegna non esista – ancora – un metodo formalizzato per individuare internamente le risorse ad alto potenziale.
Passando ai criteri scelti per l’identificazione dei talenti, si rileva che, secondo le imprese del campione, le caratteristiche strategiche sono legate più alle attitudini caratteriali (57%), che a competenze tecniche ed esperienze pregresse. Anche curiosità e intuito creativo sono biglietti da visita molto importanti al momento della scelta dei talenti (57%), seguiti a ruota dalla capacità decisionale in condizioni di incertezza, stress e ambiguità (52%).
Investire in talento per battere la crisi

Il 57% delle aziende intervistate rileva di svolgere già da tempo attività di Talent Management. Questa percentuale è particolarmente interessante, se confrontata con quella dell’anno precedente (+23%). Il 20%, invece, dichiara di avere appena introdotto questa attività e il restante 24% di prevederla a breve. Questi dati mostrano come il sistema di TM sia destinato ad accrescere il suo ruolo strategico, diventando ad alta priorità nella maggior parte delle aziende italiane.
“InfoJobs.it dal 2010 si concentra sul tema del Talent Management come driver per lo sviluppo e la crescita aziendale, indagando quale sia la realtà delle aziende italiane in questo ambito e le evoluzioni dello scenario ad oggi. Facendo un raffronto fra il 2010 e il 2012, emerge come nelle aziende italiane, oggi, il talento viene sempre più riconosciuto come una risorsa presente in ogni collaboratore. Buone pratiche di Talent Management hanno, infatti, un reale impatto sui risultati di mercato dell’azienda e sulla sua capacità di far fronte alle sfide competitive e di questo le aziende si stanno rendendo conto”, dichiara Vittorio Maffei, Managing Director di InfoJobs.it. “E’ per questo che investire in capitale umano è un punto di partenza fondamentale per le imprese, di qualsiasi settore, per rimanere competitive, nonostante la congiuntura economica sfavorevole. Resta il fatto che le pratiche di Talent Management sono complesse e impattanti sull’organizzazione aziendale e molto resta ancora da fare nel nostro paese, ma se opportunatamente gestite, sono uno strumento chiave per il successo.”


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