_Dicembre2012

idee

Mork & Mindy ed il terrore mediatico

 

Mork viene dal pianeta Ork e Mindy cerca di spiegargli come funziona la vita sulla terra. Una rubrica di Gian Luca Bocchi

Mork: Ciao Mindy, sono molto preoccupato. Nonostante i messaggi incoraggianti che ci giungono dalle istituzioni, i dati sull’economia italiana sono in continuo peggioramento e, soprattutto, adesso si ingrossano le fila di coloro che vorrebbero che l’Italia uscisse dall’euro. Ma in questo modo avremmo l’inflazione alle stelle!
Mindy: Quanto sei saggio Mork. Un tempo sapevi solo la classifica del campionato di calcio e i nomi di tutti i concorrenti de “La pupa e il secchione”, e ora segui addirittura i dati sulla congiuntura economica del Paese! Hai visto, a volte bisogna faticare per informarsi, ma ne vale sempre la pena. Per citare una splendida frase che ho letto su un blog italiano: “Ci sono due modi per andare a dormire tranquilli: essere ignoranti o essere consapevoli”. Tu stai migrando da uno stato all’altro.

Mork & Mindy ed il terrore mediatico

Mork: Magra consolazione Mindy, e poi questa cosa dell’avversione crescente alla moneta unica, ti ripeto, mi fa molta paura. Abbandonare l’euro sarebbe un salto nel vuoto… ma senza paracadute. E poi lo ha detto anche Draghi che l’Euro è irreversibile. Non lo credi anche tu?
Mindy: In realtà, mio caro Mork sai che ho opinioni che vanno spesso controcorrente e anche questa volta non farò eccezione. Come giustamente hai fatto notare tu, anch’io mi sono accorta che si fa molto chiasso intorno a questo argomento, ma soprattutto si fa molta disinformazione. Mi capita spesso di ascoltare politici di ogni schieramento o opinionisti, anche decisamente poco preparati ( ma questa non è una novità), esprimersi con toni apocalittici quando si tratta di confrontarsi con qualcuno che paventa una possibile dissoluzione dell’eurozona. L’argomento più gettonato per creare il terrore mediatico è quello di ipotizzare che se l’Italia si sganciasse dalla moneta unica ne conseguirebbe nel paese un’inflazione galoppante, a doppia cifra, addirittura al 20-25%.

Seguici: 

Mork: Ovvio, Mindy, che l’inflazione salirebbe alle stelle, perché tutti i prezzi dei beni d’importazione subirebbero aumenti pari alla percentuale di svalutazione della nuova moneta. A partire dal costo dell’energia.
Mindy: Beh, è indubbio che il costo dell’energia subirebbe un bel rialzo, ma forse è uno dei pochi bene importati di cui non possiamo privarci. Per il resto avverrebbe un fenomeno completamente diverso, che è quello per cui i consumatori italiani si rivolgerebbero quasi esclusivamente a beni locali. Sto pensando alle automobili, ai vestiti, al cibo, agli elettrodomestici. E’ chiaro che se tutta la domanda di questi beni si rivolgesse all’interno invece che arricchire aziende fuori dal nostro Paese, l’economia reale ne avrebbe un discreto beneficio. Le aziende italiane potrebbero da un giorno all’altro vedersi aumentare la domanda, non solo dai propri concittadini, ma anche da tutti quei compratori esteri per cui i prezzi dei nostri prodotti si ridurrebbero dallo stesso 20-25%. E poi caro Mork voglio farti un quiz: quando nel 1992 la lira abbandonò lo SME e si deprezzò mediamente del 30-40% contro dollaro, yen, marco e via così, dal 1993 in avanti che tassi raggiunse l’inflazione?

Mork: Sarà arrivata alle stelle, roba da anni ’70 almeno, non oso immaginare...
Mindy: E qui casca l’asino! Non che tu lo sia Mork, è un modo di dire. Perché noi c’eravamo e avevamo anche l’età della ragione. Come può un popolo dimenticare così velocemente fenomeni che ha vissuto sulla sua pelle meno di una generazione fa? Per farla breve l’inflazione non si mosse. Hai sentito bene Mork: NON SI MOSSE. Eravamo intorno al 4.5%-5% prima e siamo rimasti intorno al 5% dopo per 2/3 anni, per poi scendere nuovamente verso il 3% e anche meno.
Mork: Mindy non ci credo, te lo sei inventato. Ma allora perché ci spaventano con questa megainflazione che annienterebbe il nostro potere d’acquisto e il nostro tenore di vita…
Mindy: Il motivo io non lo so . Quello che so con certezza è che vent’anni fa semplicemente non è successo. Ma anche supponendo che dai livelli attuali, intorno al 2,6%, si salisse al 3% o anche al 4%, ci sarebbero non solo impatti negativi ma anche effetti molto positivi sulla nostra economia reale. Dal dopoguerra ad oggi, il nostro Paese ha utilizzato la svalutazione competitiva per sopperire ad una struttura produttiva che produce a costi più elevati di altri Paesi senza che questo comportasse tragiche conseguenze, ma solo un insieme di costi da gestire e di benefici da sfruttare che ci hanno permesso di campare dignitosamente. E indubbiamente penso che in parte questo abbia “impigrito” lo slancio verso certe riforme strutturali che sono da decenni in cassetti che nessuno apre, ma l’Eurogeddon che ti propinano le televisioni non ha basi economiche credibili. E poi, perdonami Mork se oggi sono prolissa, ma consentimi di fare un po’ di filosofia spicciola. E’ vero che vivere la cronaca ci fa spesso perdere il filo della storia ma tutti noi abbiamo studiato, e sui libri, a volte, ci sono salti di decine o centinaia di anni: pensiamo alle grandi civiltà, ai Maya, agli Egizi, alla dinastia Ming, all’impero Romano, a quello Ottomano. Molti sono durati secoli e poi, come ogni cosa di questa terra, si sono estinti. Figuriamoci se in tale prospettiva si può affermare, con tutto il rispetto, che l’Euro è irreversibile.

Mork: Mindy, ormai non mi stupisco più delle argomentazioni che mi porti a sostegno di tesi che a prima vista sembrerebbero campate per aria. E comunque ci sarebbero però dei problemi pratici qualora questo avvenisse.
Mindy: Ce ne sarebbero molti e da non sottovalutare. Ma certamente superabili. Magari riprendiamo il discorso un’altra volta… E visto che si è fatto tardi vai a dormire tranquillo, ora che sei un po’ più consapevole.



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