_Febbraio2014

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Si inverte la tendenza negativa dei mancati pagamenti e dei ritardi delle imprese

 

De Bernardis (Cerved Group): Il miglioramento è concentrato soprattutto tra le piccole e le microimprese, che sempre più spesso devono accettare scadenze immediate per ottenere le commesse

Il terzo trimestre del 2013 si chiude con un bilancio positivo sia sul versante dei protesti, che diminuiscono dopo numerosi trimestri anche tra le imprese non individuali, sia su quello dei ritardi e dei mancati pagamenti.
La situazione complessiva dell’economia rimane ancora difficile, ma questo contemporaneo calo di fenomeni negativi, benché non diffuso su tutte le aree del territorio, potrebbe indicare il superamento del picco della crisi”, commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved Group.
Tra luglio e settembre 2013 si contano 196mila protesti levati a oltre 62mila aziende, registrando così rispettivamente una diminuzione del 7,2% e del 6% rispetto a quanto osservato nello stesso trimestre dell’anno precedente. Questo miglioramento è da attribuire principalmente al calo registrato presso le imprese individuali: nel terso trimestre 2013 le società protestate ammontavano a 41mila, in decrescita dell’8,5%.

Si inverte la tendenza negativa dei mancati pagamenti e dei ritardi delle imprese

Per le altre forme giuridiche il miglioramento è meno marcato, ma comunque importante, poiché interrompe un trend negativo in atto dal terzo trimestre 2011: si osserva infatti, una diminuzione del numero dei soggetti protestati dello 0,9% e della numerosità dei titoli contestati del 4,5%.
“Nel caso delle società i dati indicano che si è interrotta la lunga striscia negativa dell’edilizia: dopo otto trimestri consecutivi di aumento del fenomeno– prosegue De Bernardis –, il numero di aziende protestate cala dell’1,2% su base annua. Nell’industria, la situazione risulta stabile, nel terziario si osserva un aumento del 2% mentre negli altri settori (energia, utilities e agricoltura) il miglioramento è con tassi a due cifre, -13%”. Anche dal punto di vista territoriale, il miglioramento non riguarda tutta la Penisola: a trainare il miglioramento è il Nord Ovest, -5,5% grazie alla forte diminuzione della Lombardia (-8,9%), seguita dal Centro (-4,7%). Ancora in crescita il numero di società protestate nel Nord Est, a ritmi sostenuti (+10,4%), e nel Mezzogiorno e nelle Isole (+1,3%), aree in cui la diffusione del fenomeno è su livelli molto critici.

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Il miglioramento sui protesti è stato accompagnato da un altro dato positivo, ovvero la diminuzione del valore dei mancati pagamenti, un indicatore ottenuto da Payline – il database di Cerved Group che raccoglie le abitudini nelle transazioni commerciali di oltre 2 milioni di aziende – e presentato in questo osservatorio per la prima volta.
Non è stato saldato il 31,7% del valore delle fatture in scadenza, un dato inferiore di più di un punto se paragonato allo stesso periodo del 2012. Questo progresso è da collegare alla forte riduzione osservata sulle fatture con pagamento immediato rispetto alla consegna della merce: in un anno il valore non saldato su queste fatture si è ridotto di oltre sette punti percentuali, passando dal 43,6% al 36,4%.
“Si tratta di un fenomeno che interessa soprattutto le imprese di dimensione minore, quelle con meno potere negoziale che più spesso devono accettare pagamenti immediati, spesso in contanti: in un anno il valore non saldato di queste fatture è diminuito di nove punti percentuali per le microaziende con ricavi inferiori a 2 milioni di euro (da 41,7% a 32,7%), di quasi tre punti per le piccole nella fascia 2-10 milioni di euro, mentre è risultato in aumento tra le imprese medio-grandi”, conclude de Bernardis.

I dati di Payline indicano che nel terzo trimestre non solo si sono ridotti i mancati pagamenti ma anche i tempi di incasso delle fatture. Le imprese hanno pagato mediamente in 77,7 giorni, ossia 3,5 giorni prima rispetto a quanto avveniva nello stesso periodo dell’anno precedente. All’origine vi è sia un accorciamento dei tempi medi concordati tra cliente e fornitore, sia una riduzione dei giorni medi di ritardo, che toccano un minimo di 17,7 giorni. Il quadro positivo è confermato anche dal calo della presenza di aziende che in media hanno accumulato ritardi di oltre due mesi, casi che frequentemente possono sfociare in default, e che riguarda tutte le fasce dimensionali considerate.



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