_Febbraio2014

idee

Italia: il 74% dei CEO e’ fiducioso a 12 mesi sulla crescita dei ricavi della propria societa’

 

Anzivino (PwC): in Italia i CEO prevedono un 2014 positivo. Tra le principali opportunità, crescita internazionale ed investimenti in tecnologia collegata ai processi d’innovazione

Migliora il clima di fiducia dei CEO delle società italiane che vedono un 2014 positivo, il 74% (59% l\'anno scorso) è fiducioso a 12 mesi sulla crescita dei ricavi della propria società. Tale dato è ancor più positivo a 36 mesi dove la percentuale sale all\'88% (84% l\'anno scorso).
Secondo la 17a Global CEO Survey di PwC, i CEO Europei sono convinti che l\'economia globale migliorerà nel 2014 con una crescita più bilanciata tra mercati emergenti e grandi economie grazie soprattutto alle prospettive della locomotiva statunitense. Le principali opportunità di sviluppo percepite dai CEO Italiani riguardano l\'innovazione di prodotto e processo (35%) e la crescita sui mercati internazionali sia in quelli attualmente presidiati che in nuovi mercati. Tra i mercati internazionali più attraenti oltre a Cina, Russia e Brasile anche gli USA e la Germania, ancora in fase di "studio" nel medio periodo Turchia, Indonesia e Messico.

Italia: il 74% dei CEO e’ fiducioso a 12 mesi sulla crescita dei ricavi della propria societa’

Nell\'attuale fase di difficoltà economica oltre il 90% dei CEO Italiani si è impegnato in rilevanti attività di riduzione dei costi focalizzandosi soprattutto sul right sizing aziendale per affrontare la crisi del mercato domestico, la necessità di accelerare la crescita internazionale ha portato diverse Società italiane a riconsiderare gli attuali partners in relazione a JVs ed alleanze strategiche. Inoltre, solo il 26% dei CEO Italiani pianifica di aumentare il numero dei dipendenti aziendali contro il 58% dei CEO tedeschi ed il 59% di quelli Francesi.
Sul tema delle operazioni di natura straordinaria le Società europee e quelle statunitensi sono fortemente impegnate in attività di consolidamento dei propri mercati locali perseguendo opportunità collegate alla "sofferenza" di alcuni concorrenti, gli operatori cinesi guardano invece alla crescita in Asia Orientale e Sud-orientale come prioritarie rispetto ad Europa e Nord America.

Nonostante la crisi della nostra economia, molte società italiane hanno saputo reagire trasformando la propria value proposition e cambiando in modo sostanziale la propria organizzazione, ma il cambiamento d\'indirizzo strategico non è terminato i CEO Italiani evidenziano di avere attualmente in corso piani collegati al miglioramento dell’efficienza organizzativa (31%) e dei meccanismi di corporate governante (31%), nuovi investimenti tecnologici (27%) ed un ripensamento delle strategie per la gestione e valorizzazione dei talenti (27%).
Tra le principali minacce alla crescita del loro business, i nostri CEO individuano l\'aumento del carico fiscale e la risposta governativa alla riduzione del deficit e del debito pubblico, oltre ovviamente alla debole ripartenza della nostra economia e dell\'Euro zona nei prossimi 12 mesi.

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Nicola Anzivino, Partner, PwC Strategy Group commenta: "I CEO italiani guardano al 2014 con più fiducia rispetto a quanto emerso nella precedente analisi 12 mesi fa. Non solo valutano che la nostra economia possa tornare in territorio positivo in termini di crescita del PIL, ma hanno la consapevolezza di aver saputo lavorare per trasformare la loro Società nell\'ultimo periodo per competere meglio a livello internazionale.
Non siamo però alla fine del percorso di rilancio delle nostre società, il tema dell’innovazione di prodotto e processo è ancora al centro dell’agenda dei top manager del nostro Paese. Inoltre, emerge chiaramente la volontà dei nostri CEO di non lavorare solamente per il breve termine ma anche di avere una prospettiva di sviluppo industriale di medio periodo, come un CEO intervistato ha detto occorre pensare in prospettiva a 10 anni, pianificare a 5 anni ed agire con un respiro a 3 anni. L\'industria italiana nonostante la complessa situazione della nostra economia continua ad esprimere ottime competenze distintive che hanno successo nei mercati internazionali. Forse è il momento di accelerare con nuove operazioni di natura straordinaria a livello internazionale o JVs che rafforzino il posizionamento delle aziende italiane sui mercati globali".



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