_Gennaio2013

economia

Prospettive e opportunità nell’immobiliare in Brasile

 

Secondo un report di Fenice Investimenti, il Paese vanta un’invidiabile prospettiva di lungo termine nonchè una delle storie di crescita più interessanti al mondo

Il Brasile si appresta a concludere l’anno in corso come settima economia al mondo e secondo le ultime stime relative al 2013, il Paese supererà Gran Bretagna e Francia, attestandosi al quinto posto. Il sorpasso avverrà non esclusivamente a fronte di una performance economica migliore, ma soprattutto a causa delle difficoltà economiche che stanno attraversando i due Paesi europei. Secondo la Banca Centrale Brasiliana, nel 2013 il Brasile crescerà del 4%, mentre Francia e Gran Bretagna rimarranno in stagnazione. Il Brasile è uno dei paesi emergenti che ha guadagnato più posizioni nelle ultime decadi, pur entrando a far parte delle prime dieci economie al mondo solo nell’anno 2000. Quest’anno quattro delle prime dieci economie al mondo sono di paesi emergenti e le previsioni dicono che queste nazioni nel 2020 rappresenteranno il 50% del PIL globale e nel 2025 addirittura il 60%.

Prospettive e opportunit nell’immobiliare in Brasile

Secondo un outlook di Fenice Investimenti, nonostante le difficoltà incontrate dal paese nell’ultimo biennio, il Brasile sta proseguendo il suo grande momento storico caratterizzato da una crescita economica continua, capace di attrarre un volume di investimenti stranieri sempre maggiore. Per l’anno che verrà sono attese importanti riforme nel settore fiscale e in quello del lavoro, oltre ad un sensibile miglioramento delle infrastrutture, soprattutto in previsione dei due grandi eventi sportivi che avranno luogo rispettivamente nel 2014 (Mondiali di calcio) e nel 2016 (Olimpiadi). A fronte di un livello del credito ancora contenuto (attualmente rappresenta solo il 55% del PIL), di un carico fiscale sostenibile (pari a circa il 35% del PIL) e di un basso livello di disoccupazione (pari al 5.3%), che in ottobre è risultato essere il minore della serie storica per il decimo mese consecutivo, esistono ampi margini per poter continuare nel corso del 2013, a dare impulso agli investimenti necessari all’ammodernamento del Paese. Gli investitori stranieri possono inoltre contare sul giudizio di rating Baa2, da poco confermato da Moody’s con prospettive positive per i prossimi dodici mesi, beneficiando inoltre della riduzione ad un anno, rispetto ai 2-5 anni in precedenza, dell’incidenza dell’Imposta sulle Operazioni Finanziarie compiute da operatori esteri (IOF, aliquota applicata al momento del cambio pari al 6%).

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Gli ingenti investimenti previsti nel piano pluriennale di crescita economica “PAC” - lanciato dal governo nel 2007 e giunto ormai nella seconda fase dopo che è stato completato oltre il 70% degli obiettivi di spesa per il primo piano, PAC I - sosterranno anche nel 2013 gli investimenti fissi da parte delle imprese nazionali e straniere, i quali hanno ormai raggiunto livelli record. Anche l’abbondanza di risorse naturali, e l’intensificarsi delle relazioni commerciali con l’estero (in primis la Cina) continueranno a favorire l’economia del paese con la ripresa della crescita globale.
A fronte della solida politica macroeconomica implementata dal Paese negli ultimi 15 anni, sostenuta da un incremento rilevante dei consumi favoriti da un’ascesa costante del reddito reale soprattutto della classe media, l’outlook per il 2013 rimane decisamente positivo, sia per quanto riguarda le interessanti opportunità di investimento nel mercato azionario, sia per quanto concerne il settore del Real Estate (con particolare attenzione all’area Nord-Est del paese). Il mercato immobiliare brasiliano, si mantiene in continua espansione, sostenuto sia da programmi di sviluppo governativi come ilMinha Casa, Minha Vida”, tesi a ridurre il gap abitativo esistente di prime case stimato in circa 8 milioni di unità, sia da investimenti diretti privati concentrati nelle aree del Paese che presentano tassi di crescita superiori alla media nazionale.

Investire in Brasile nel settore del Social Housing (“Minha Casa, Minha Vida”), è possibile attraverso il Brazil Real Estate Fund gestito da Fenice Investimenti, che ha attualmente aperto due cantieri in Brasile, uno a Maceiò ed uno a Fortaleza. Entrambi i progetti consegneranno entro due anni al programma di Social Housing, oltre 500 abitazioni. Investire nel fondo significa partecipare ad uno dei più interessanti piani di investimento sociale degli ultimi anni. Con le ultime sottoscrizioni, il fondo si propone anche di acquisire terreni localizzati nell’area di Pecem, destinati allo sviluppo residenziale di fascia medio/bassa nei prossimi anni.
A Pecem, sorge il più importante porto del nord-est del Brasile (il più vicino a Stati Uniti, Europa e Africa). Il governo si è impegnato in un programma di sviluppo industriale dell’area, tale da portare nuovi insediamenti industriali e commerciali che comporteranno più di 300.000 nuovi posti di lavoro e altrettanti nuclei familiari nei prossimi 5 anni, all’interno della municipalità di Sao Goncalo de Amarante, dove si trova il porto di Pecem, la quale conta ad oggi meno di 50.000 abitanti. In particolare, la strategia di investimento consiste nell’acquisizione di lotti di terreno edificabile in aree caratterizzate da un forte sviluppo demografico prospettico, trainato dalla crescita industriale e commerciale oltre che dalla spinta dei processi di urbanizzazione e migrazione verso le aree urbane del paese, con l’obiettivo di incrementarne la valorizzazione lungo un orizzonte temporale di 2-4 anni.

In sintesi, se è vero che l’economia brasiliana ha mostrato un certo rallentamento, il Brasile vanta un’invidiabile prospettiva di lungo termine nonchè una delle storie di crescita più interessanti di tutto il mondo e con le valutazioni che diventano sempre più attraenti, gli investitori devono ormai tenere in considerazione il Brasile nell’allocazione internazionale del proprio portafoglio. I paese BRIC, ed in particolare il Brasile, non rappresentano più semplici paesi emergenti con economie in via di sviluppo, bensì paesi “emersi” in piena crescita economica.



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