_Gennaio2013

economia

Ottimismo anche in tempi di volatilità

 

Federici (Fidelity): Le strategie di investimento dovranno tenere conto del contesto e identificare i migliori strumenti per ottenere la stabilizzazione dei portafogli


Il 2012 si è dimostrato alla prova dei fatti un anno positivo per i mercati, ma per gli investitori è stato anche particolarmente complesso da interpretare. Si sono registrati, infatti, numerosi momenti di incertezza, accompagnati da un’elevata volatilità che non ha risparmiato nessuna classe di attivi. Il bilancio positivo registrato sull’obbligazionario, nonostante le particolari tensioni registrate sul debito governativo europeo, è il risultato della provata efficacia dei fondi obbligazionari globali ad ampia delega sviluppati specificamente per stabilizzare i portafogli attraverso un approccio dinamico e flessibile. Inoltre, sempre in un’ottica difensiva, sono risultate efficaci le soluzioni di investimento globali maggiormente diversificate a livello geografico e valutario.

Ottimismo anche in tempi di volatilit

Guardando all’azionario, nonostante l’elevata volatilità, i rendimenti sono stati positivi sia a livello globale che regionale. In particolare la ricerca basata sui fondamentali e la selezione dei migliori titoli attraverso un approccio bottom up si sono dimostrati particolarmente efficaci. I migliori gestori attivi hanno saputo tramutare la volatilità in un’opportunità, identificando le società più solide con le migliori prospettive future e beneficiando della possibilità di acquistare a sconto proprio nei momenti di maggiore tensione sui mercati.
Outlook Azionario - Dominic Rossi, CIO Azionario di Fidelity Worldwide Investment
Nel 2013 assisteremo a un\'espansione significativa e sincronizzata del bilancio delle banche centrali. Nell\'era del quantitative easing ciò che, fino a pochi anni fa, veniva considerato non convenzionale è oggi divenuto prassi comune. I rendimenti sui titoli di Stato resteranno probabilmente bassi e cioè negativi al netto dell’inflazione, incoraggiando gli investitori a cercare rendimenti positivi puntando sugli asset con la capacità digenerare reddito. Vi sono, comunque, tre fattori di rischio da tenere in considerazione per il 2013: il primo è che senza una soluzione favorevole del fiscal cliff gli Stati Uniti andrebbero in recessione trascinando con sé anche l\'economia globale. Il secondo riguarda la crisi in Europa, che sebbene abbia preso una direzione positiva grazie anche all’intervento della BCE, potrebbe subire ulteriori ondate d\'instabilità se si radicalizzasse lo scontro politico nei Paesi periferici. Il terzo fattore da tenere in considerazione, infine, è l\'evoluzione della situazione geopolitica in Medio Oriente, con particolare riguardo all’Iran.

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In questo contesto, pur non esente da fattori di incertezza, una rivalutazione dell’azionario non è affatto da escludere, soprattutto se alcune delle questioni ancora irrisolte dovessero avvicinarsi a un esito favorevole. Di norma, un rialzo dei titoli azionari può essere determinato dalla crescita degli utili o dall\'espansione dei multipli. L\'ottimismo in tal senso viene, dunque, principalmente dalle valutazioni azionarie, contenute rispetto al dato storico. Negli ultimi anni il comparto azionario ha subito, infatti, importanti deflussi, tanto che la presenza di investitori istituzionali è attualmente ai minimi degli ultimi 30 anni; le azioni non hanno riscosso grandi favori ultimamente e, pertanto, c\'è ampio margine per un\'inversione di tendenza. La volatilità poi, seppur non ancora superata, si è ridotta. Infatti, dal 2008 la volatilità misurata dall\'indice VIX è balzata spesso oltre la soglia del 20% ed è incoraggiante che dal mese di luglio 2012 il VIX sia invece sceso.

Per il 2013 vi sono possibilità concrete di una rivalutazione delle azioni. Se, come ci si aspetta, i rendimenti dei titoli di Stato si manterranno su livelli ridotti e inferiori all’inflazione, gli investitori alla ricerca di rendimenti reali positivi continueranno a prediligere asset più remunerativi con capacità di generare reddito. In un contesto del genere le azioni che distribuiscono dividendi rappresentano senza dubbio un\'opportunità interessante in termini di rendimento complessivo.
A livello regionale i mercati emergenti presentano tassi di crescita superiori e valute a elevato rendimento, in grado di attirare afflussi significativi di capitale. Proprio il tema dell\'apprezzamento valutario andrà crescendo d\'importanza nei Paesi emergenti, dato che le banche centrali delle economie sviluppate stanno attuando un\'espansione sincronizzata della propia politica monetaria. L\'economia cinese, in particolare, ha tutte le carte in regola per mettere a segno un rimbalzo nel 2013: l\'inflazione è sotto controllo e il cambio di leadership si è ormai conlcuso aprendo le porte a una politica più accomodante. Il mercato si attende tassi di crescita nell\'ordine del 6-8% e il comparto azionario cinese dovrebbe beneficiare del fatto che le incertezze economiche e politiche sono state dissipate.

Per quanto riguarda i mercati sviluppati, in Europa sono prevedibili dividendi nell\'ordine del 3-4% (fatta eccezione per il comparto finanziario dove la distribuzione dei dividendi è stata in molti casi sospesa). I bilanci sono solidi, i flussi di cassa sostenuti, mentre i payment ratio sono ridotti e, dunque vi è margine per un incremento. Abbinando i dividendi alla crescita stimata il rendimento complessivo può raggiungere l\'interessante livello del 7-8%, che dovrebbe incoraggiare ulteriori afflussi verso i fondi equity income. Gli Stati Uniti, invece, possono rappresentare un investimento interessante in caso di risoluzione favorevole del fiscal cliff. Il mercato immobiliare residenziale è in fase di ripresa e anche la fiducia dei consumatori sta migliorando. Nel mercato dell\'energia gli Stati Uniti potrebbero diventare i maggiori produttori di petrolio e di gas grazie alle riserve di scisti (shale), senza contare che il significativo calo dei prezzi alla produzione non potrà che favorire anche molti altri settori, dall\'industria chimica all\'ingegneria.

A livello settoriale, infine, le posizioni dominanti dell\'ultimo anno dovrebbero confermarsi tali. La qualità rimane un tema sensibile e i titoli con rendimenti elevati sul capitale investito continueranno a essere valutati a premio rispetto alle controparti. I titoli selezionati nel comparto sanitario, in quello tecnologico e, in particolare, in quello dei beni di consumo dovrebbero conseguire buone performance anche nel prossimo futuro. Sono presenti sul mercato titoli di buona qualità emessi da società che vantano una presenza consolidata nei propri settori e beneficiano di tendenze strutturali favorevoli, oltre a essere in grado di restituire valore agli azionisti sotto forma di dividendi.
Outlook Obbligazionario - Andrew Wells, CIO Obbligazionario di Fidelity Worldwide Investment
Le prospettive di crescita economica dipendono in larga misura dall’evoluzione della questione del fiscal cliff negli Stati Uniti. In questo scenario il PIL statunitense dovrebbe registrare una crescita nell\'ordine del 3-3,5%, superiore dunque al tasso stimato anche solo sei mesi fa. Buona parte di questa espansione è legata al miglioramento delle previsioni di crescita per il mercato immobiliare residenziale negli Stati Uniti: i prezzi delle abitazioni stanno salendo, la disponibilità di case in alcune zone non è molto alta e anche le compravendite stanno aumentando. Inoltre, l\'occupazione sta dando segnali di miglioramento e i consumatori americani iniziano a spendere di più. Tutto questo favorisce la crescita economica, anche se a un ritmo contenuto. Guardando poi alla Cina la produzione industriale è prossima a un rimbalzo e si rafforzano le condizioni per un’accelerazione della crescita, con effetti positivi per l’intera regione asiatica. Prevedo che il quantitative easing continuerà a essere sostanzialmente praticato nel corso del 2013 su scala globale, con la Federal Reserve, la BCE, la Banca d\'Inghilterra e la Banca del Giappone a fare da capofila.

Circa le voci di una possibile bolla obbligazionaria, a mio parere un\'inversione di tendenza sostanziale sui mercati potrebbe avere luogo solo qualora la fase attuale sfociasse in un periodo di crescita sostenuta, con tassi d\'interesse in aumento e in un contesto nel quale i fondamentali che favoriscono l\'investimento nel reddito fisso venissero meno. Tuttavia la probabilità di un simile scenario resta remota. Inoltre, i timori legati alla volatilità e alle incertezze macroeconomiche continueranno a portare flussi verso l’obbligazionario, un’asset class meno volatile che offre un elevato livello di diversificazione.
Nei mercati sviluppati i titoli di Stato ritenuti più sicuri appaiono sopravvalutati e offrono rendimenti ai minimi. Di conseguenza può essere opportuno prediligere i titoli con duration più corta. Il credito societario di elevata qualità ha invece fondamentali che continuano a essere buoni, grazie al fatto che le società hanno in gran parte bilanci solidi. Gli spread sono ancora interessanti, anche se c’è un potenziale di contrazione inferiore rispetto ad altre fasi. Circa il rischio che alcune società approfittino della convenienza dei finanziamenti per aumentare la leva sui bilanci, la ricerca e la selezione del credito in base all’analisi dei fondamentali consentono di evitare questa tipologia di aziende, maggiormente a rischio di riduzione dei rating.

Il debito high yield ad alto rendimento a nostro avviso continua a offrire valore, ma all’interno di questa asset class prediligiamo il segmento di qualità più elevata. Prevediamo che le obbligazioni high yield possano continuare a offrire rendimenti interessanti, anche se difficilmente questi saranno ai livelli eccezionali registrati negli ultimi tre anni. Il debito dei mercati emergenti ha registrato buone performance nel corso dell\'ultimo anno e continua a godere di ottime prospettive grazie all’attrattiva esercitata dalle valute locali con rendimento maggiore. Un eventuale rally del debito emergente coinvolgerebbe probabilmente in primo luogo le emissioni in valuta locale.
Infine, non va dimenticato il possibile rialzo dell\'inflazione. Sebbene le strategie con protezione dell\'inflazione esercitino un certo richiamo, questo tipo di obbligazioni registra performance migliori in contesti di crescita sostenuta. Pertanto risulta maggiormente efficace, al fine di proteggere i portafogli, una strategia che privilegi le obbligazioni indicizzate dei mercati emergenti, che possono contare su tassi di crescita economica più elevati. Data l\'ampia gamma di opportunità nel reddito fisso, nel 2013 l\'approccio strategico all\'investimento in questa asset class continuerà a riscuotere successo. I fondi obbligazionari con la flessibilità necessaria per fare allocazioni su segmenti diversi e orientarsi tatticamente verso le aree più interessanti sono nelle condizioni di fornire un buon rendimento ponderato per il rischio nell\'attuale contesto, caratterizzato da elementi di incertezza economica.

Alcune riflessioni sulle opportunità di investimento per il 2013
Paolo Federici, Country Head per l’Italia di Fidelity Worldwide Investment
Riteniamo che vi siano le premesse perché anche il 2013 risulti positivo per gli investitori, nonostante il probabile permanere di un certo livello di volatilità e - elemento non secondario - le maggiori aspettative da parte dei clienti in seguito ai successi del 2012, che si confronteranno però con un mercato in cui può essere meno semplice dell’anno passato individuare fonti di valore. Sarà dunque quanto mai importante in questa fase l’adozione di strategie di investimento che tengano conto del contesto specifico che si prospetta e che identifichino i migliori strumenti per raggiungere i principali obiettivi di investimento: la stabilizzazione dei portafogli, l’ottenimento di flussi di reddito supplementare e, laddove possibile, la crescita del capitale. Le manovre delle banche centrali per lo stimolo della crescita economica hanno portato all’immissione di elevate quantità di liquidità nel mercato, e sono in molti a ritenere che un rialzo dell’inflazione sia nel medio termine estremamente probabile. Alla luce di ciò potranno risultare favorite le società capaci di un forte controllo sui prezzi nei settori di riferimento o che operano in comparti legati ad asset reali, i quali solitamente beneficiano dell’aumento delle pressioni inflattive anziché esserne penalizzati.

Guardando poi alle diverse aree geografiche, nell’azionario europeo sono presenti numerose aziende che pur essendo valutate a sconto sono in realtà caratterizzate da bilanci solidi e prospettive di crescita positive. Queste aziende sono spesso grandi società, proprietarie di marchi globali, con un’esposizione in termini di ricavi alle aree che presentano i migliori ritmi di crescita. Questi titoli sono particolarmente favoriti in questo momento, grazie alle basse valutazioni che caratterizzano il mercato azionario europeo nel suo complesso. Anche i Paesi emergenti restano interessanti, grazie ai contenuti livelli di indebitamento e a ritmi di crescita nettamente superiori a quelli dei Paesi sviluppati. Gli attuali livelli delle valutazioni, lontani dai massimi storici, possono rappresentare una buona opportunità di ingresso per il 2013. Nello specifico, l’aumento dei consumi è un tema di investimento da privilegiare rispetto a settori più esposti all’economia globale. Vi sono, infatti, molti Paesi nei quali trend politici, demografici ed economici concorrono a supportare l’aumento dei consumi interni, a beneficio delle società meglio posizionate. Investire sulle aziende legate ai consumi può risultare una scelta vincente anche a livello globale, alla luce della centralità del tema relativamente anche al PIL di molti Paesi sviluppati, le politiche di incentivo in atto e, non da ultimo, la capacità difensiva di questo settore rispetto alle oscillazioni dei mercati.

Per quanto concerne il reddito fisso, le obbligazioni societarie europee, sia di elevata qualità (investment grade) che ad alto rendimento (high yield), possono risultare interessanti in quanto utile fonte di reddito, anche mensile, per gli investitori. Inoltre, in considerazione delle pressioni inflattive che derivano dalla massiccia immissione di liquidità da parte delle banche centrali, godono di buone prospettive le obbligazioni indicizzate all\'inflazione, specialmente quelle dei Paesi emergenti in valuta locale, dove le pressioni sui prezzi e il potenziale di apprezzamento valutario tendono a essere più elevate. Il tema della diversificazione valutaria all’interno dei portafogli si dimostrerà un fattore chiave anche nel 2013, considerate anche le pressioni ribassiste sul dollaro e l’incertezza che ancora permane sull’area euro.
Infine, vista la fase di perdurante incertezza, riteniamo che possano risultare particolarmente utili in ogni portafoglio fondi obbligazionari globali ad ampia delega, disegnati per affrontare al meglio periodi come quello attuale. Queste soluzioni dovranno adottare strategie fortemente flessibili che consentano di coniugare stabilità e rendimenti andando a cogliere le migliori opportunità a livello mondiale.



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