_Novembre2012

economia

Tassi d’interesse a zero e QE sono efficaci nel lungo tempo

 

Keating (Credit Suisse): Nel 2013 l’accumulo di liquidità e l’economicità del capitale, più la crescente ripresa nel settore residenziale, inizieranno ad aiutare l’economia reale

L’economia spesso sembra più un’alchimia che non una scienza, in particolare nella sua spiegazione incerta dei meccanismi con cui la politica delle banche centrali si ripercuote su mercati dei capitali ed economia.
A fronte di tutto questo, molti investitori sono scettici per quanto riguarda l’efficacia dei tassi d’interesse pari a zero e dell’allentamento quantitativo (QE), e alcuni ritengono che il venir meno dell’impatto iniziale sui mercati del QE3 sia più o meno la fine della storia.

Tassi d’interesse a zero e QE sono efficaci nel lungo tempo

La mia opinione è diversa: ritengo che i tassi d’interesse pari a zero e il QE abbiano bisogno di molto tempo, ma che alla fine forniscano uno stimolo consistente, forse eccessivo. Non sono stati molti efficaci nei primi anni poiché il sistema bancario era in difficoltà. Ora esso è più in salute (negli USA, ma non ancora in Europa), e ciò consente quindi ai tassi pari a zero di inizare ad avere un impatto tardivo. Inoltre, è presente un processo lento nell’ambito delle diverse parti dei mercati dei capitali, che gradualmente arriva all’economia reale. Inizialmente i rendimenti dei titoli di stato vengono diminuiti prevedendo che i tassi a breve resteranno bassi e in virtù degli acquisiti diretti nell’ambito del QE.
Successivamente, ciò spinge gli investitori ad acquistare obbligazioni corporate di tipo investment-grade, e nel momento in cui i rendimenti registrano una flessione, gli investitori passano ai titoli high yield.

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Questo è ciò che si è verificato nel 2012. Poi gli investitori si stancano dei bassi rendimenti del reddito fisso e incominciano ad acquistare malvolentieri azioni – dapprima titoli con dividendi elevati e difensivi e, da ultimo, un’esposizione più energica – ricominciando poi ad entrare nel settore immobiliare.
L’economia risponde a tutto ciò solo lentamente – quest’anno le società stanno raccogliendo liquidità tramite emissioni obbligazionarie poco costose, ma non stanno facendo molto con i proventi. Gradualmente, l’accumulo di liquidità e l’economicità del capitale, più la crescente ripresa nel settore residenziale iniziano ad aiutare l’economia reale.
Questo è quello che dovrebbe verificarsi nel 2013. L’impatto sarà parzialmente celato dall’inasprimento fiscale, ma lo stimolo monetario è così forte che, da ultimo, l’economia potrà crescere rapidamente, forse a fine 2013 o nel 2014. Nel contempo, gli investitori dovrebbero sfruttare gli interventi delle banche centrali, dai mercati obbligazionari alle azioni.

Giles Keating, Head of Research for Private Banking and Asset Management di Credit Suisse


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