_Ottobre_2013

economia

Occorre ripensare l’Investimento obbligazionario

 

Rovelli (BlackRock): La stabilità del passato è venuta meno e gli investimenti in questa asset class mostrano un andamento molto più altalenante

La discesa nei rendimenti ha guidato le performance delle asset class obbligazionarie negli ultimi 25 anni. Osservando la curva dei rendimenti del periodo, tenendo conto di Treasury (USA e UK) e Bund a 10 anni, si può osservare che si è passati da una media dell’8% del 1990 a 2-3% di quest’anno. Ciò significa che è cambiata, per non dire crollata, l’intera struttura dell’obbligazionario Tripla A, che attualmente offre rendimenti di scarso interesse per gli investitori. In pratica, ciò che per decenni è stato considerato un investimento sicuro, e soprattutto stabile, oggi non lo è più.

La combinazione di un costante aumento dei prezzi e una bassa volatilità hanno reso per decenni attraenti le obbligazioni. Il problema è che la stabilità del passato è venuta meno e gli investimenti obbligazionari oggi hanno un andamento molto più altalenante.

“Per garantire gli investitori – afferma Bruno Rovelli, Country Head BlackRock Italia – dobbiamo quindi spostarci su titolo high yeld, magari con rating BB, che assicurino un buon rendimento, anche se aumentano i rischi. Va considerato che oggi i tassi sono simili a quelli degli anni ‘40, che per un decennio sono saliti di circa 2 punti l’anno, ma che vengono di fatto azzerati dall’inflazione. E’ come se fossimo in un “bear market” strisciante. E per un periodo molto lungo i rendimenti saranno bassi, per cui è meglio esser preparati. Oggi abbiamo più del 50% dei mercati obbligazionari che produce redditi negativi. Abbiamo il più basso tasso di interesse con i più alti tassi di rischio della storia recente. Il livello attuale dei tassi di rendimento indica una performance futura eccezionalmente bassa per l’investimento obbligazionario. E quest’ultimo è molto più vulnerabile ad un rialzo dei tassi. Guardando un indice obbligazionario globale, oggi troviamo un rendimento a scadenza che è ai minimi, mentre la duration è ai massimi degli ultimi 30 anni. Questo significa che anche un modesto aumento del tasso di interesse può causare una perdita significativa in conto capitale”.

Che cosa influenza il comportamento di breve periodo?

“Innanzitutto – continua Rovelli - la ripresa del ciclo economico globale che favorisce le economie. In secondo luogo, le politiche delle banche centrali con i tassi bassi. Finchè non ci sarà un rialzo non ci sarà alcun guadagno. Sono due piatti della bilancia che operano in modo diverso. I mercati obbligazionari sono guidati dal cambiamento delle condizioni della liquidità a livello globale e dalla divergenza della politica monetaria. Negli USA siamo vicini al tapering del QUE3; la BCE opera con una riduzione di bilancio ma ha una politica guidata con “forward guidance”; la Banca del Giappone supporta le Abenomics con un programma di quantitative easing senza limiti; e sui mercati emergenti si assiste a una riduzione delle partite correnti e difesa delle valute. Noi riteniamo che la natura della politica monetaria globale per i prossimi tempi sarà espansiva.

Nell’eurozona c’è stata una riduzione principalmente per due motivi: le manovre fiscali hanno ridotto i pericoli di sistema, e l’aggiustamento degli avanzi delle partite correnti, al punto che oggi molti Paesi si muovono in surplus o in pareggio. Questo porta a una minore fragilità intrinseca. Fuori dall’eurozona non c’è una ricetta per abbassare la volatilità, troppo elevato il rischio sottostante nell’aumento della duration. E’ tutta la struttura dei rendimenti che si è indebolita e la volatilità è destinata ad aumentare. Negli USA, prima o poi il tapering è destinato ad arrivare e quindi si avrà una diminuzione degli acquisti di asset class, che rimarrà comunque alta. Rendimenti minori e volatilità aumentano i rischi: il processo per rialzare i tassi, ripeto, sarà lunghissimo, e dovrà andare in coerenza con il ciclo economico globale".

Quindi, in uno scenario economico caratterizzato da bassi tassi di interesse e dall’introduzione di iniziative di politica monetaria eccezionali a livello globale, gli investitori si trovano nella condizione di dover bilanciare al meglio rischi e rendimenti nei loro portafogli obbligazionari.

 

   


Occorre ripensare l’Investimento obbligazionario

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