_Ottobre_2013

economia

Prediligere società forti in grado di evidenziare un livello ragionevole di crescita

 

Burgess (Threadneedle): Il miglioramento del quadro economico a livello mondiale è un fattore positivo e dovrebbe favorire una buona crescita degli utili societari dopo un periodo di stasi

Nelle ultime settimane le prospettive economiche per il Regno Unito e l'Europa continentale hanno continuato a progredire. Nel Regno Unito, le politiche per l'edilizia immobiliare varate dal ministero delle Finanze stanno dando buoni risultati e hanno determinato un miglioramento del mercato, sia in termini di prezzi che di operazioni. 

La flessione del tasso di risparmio e le richieste di rimborsi per gli episodi di vendita scorretta delle assicurazioni sui mutui (payment protection insurance, o PPI) hanno favorito i consumi. I rimborsi PPI, che fino ad oggi ammontano a oltre 10 miliardi di sterline, sembrano essere uno dei fattori principali della ripresa del mercato dell'auto. 

I sondaggi prospettici sul settore dei servizi evidenziano livelli impressionanti. Per quest'anno abbiamo rialzato le nostre previsioni sulla crescita all'1,25% e per il 2014 al 2,25%. La sostenibilità a medio termine della ripresa resta al centro del dibattito, soprattutto in considerazione della permanenza delle misure di austerità del governo. Se la ripresa dei mercati dell'esportazione è incoraggiante, perché la componente principale dell'economia – i consumi − possa essere considerata solida, occorre che sia sostenuta da un incremento del reddito reale. Tuttavia, le nostre previsioni di crescita del reddito reale per il prossimo anno sono limitate a un livello stabile dal dato negativo di quest'anno.

Anche a livello di Europa abbiamo rivisto al rialzo le previsioni di crescita per il prossimo anno, seppure limitatamente a un esiguo 0,7%. Se la Germania resta la forza trainante di tutta la regione, le prospettive sono migliorate anche in altri Paesi. L'economia francese si sta dimostrando un po' più reattiva rispetto all'inizio dell'estate, mentre Spagna e Italia potrebbero uscire dalla recessione nella seconda parte di quest'anno. A tale miglioramento ha contribuito la ripresa dei mercati dell'esportazione, ma anche la mitigazione dell'austerità nel breve periodo. Continueranno a frenare la crescita le ristrutturazioni bancarie, la necessità di mantenere le politiche di austerità e di procedere a ulteriori interventi di bail-out.

L'economia del Giappone nel corso di quest'anno evidenzia una crescita insolitamente robusta, che riteniamo possa aggirarsi intorno al 2,5%. Ci aspettiamo una certa flessione il prossimo anno, all'1,5%, per effetto dell'imminente aumento della tassa sui consumi dal 5% all'8%, deciso allo scopo di risanare le finanze pubbliche. Il primo ministro ha annunciato un pacchetto di stanziamenti finalizzati a mitigare in parte l'impatto dell'iniziativa. Inoltre, il terzo elemento in questo piano di crescita, relativo alle misure estranee alle principali politiche fiscali e monetarie, fino a questo momento sfuggenti, potrebbe comportare risultati migliori per il 2014.

La crescita dei consumi, dell'edilizia abitativa e dell'occupazione è ancora piuttosto positiva negli Stati Uniti. La presenza di situazioni patrimoniali solide, la svalutazione delle attrezzature e il miglioramento della fiducia delle imprese ci inducono a prevedere una buona ripresa degli investimenti societari nella seconda metà di quest'anno. Nonostante questi fattori, la ripresa stenta per ora a manifestarsi in modo significativo. Inoltre, le trattative politiche sul bilancio federale potrebbero penalizzare la produzione, per cui abbiamo ridimensionato le nostre previsioni di crescita per quest'anno all'1,5%.

Le prospettive delle economie emergenti sono eterogenee. La crescita cinese sembra essersi stabilizzata, mitigando i timori di un rallentamento più marcato, sebbene sia stata sostenuta tramite il tradizionale canale della spesa in progetti infrastrutturali. A più lungo termine, la Cina continua a incontrare difficoltà nel cercare di adeguarsi a un modello incentrato sui consumi. Sembrano peraltro incoraggianti le prospettive di economie più legate alle esportazioni, tra cui la Corea e Taiwan, mentre appaiono meno favorite le economie caratterizzate da una bilancia commerciale più debole e quelle maggiormente dipendenti dai consumi, come l'India e il Brasile.

Le principali strategie dei nostri portafogli continuano a puntare sui temi che già da qualche tempo perseguiamo con successo, che prediligono società forti in grado di evidenziare un livello ragionevole di crescita, quelle con dividendi consistenti e in aumento e quelle favorite dall'attività di fusioni e acquisizioni. Abbiamo di recente introdotto società che dovrebbero essere favorite da una ripresa dei piani aziendali di investimento. Dopo un lungo periodo in cui queste attività sono rimaste in sordina, oggi gli investimenti sono decisamente abbordabili e sempre più necessari. Abbiamo aggiunto ai portafogli una certa esposizione a titoli ciclici, in misura variabile in base alla regione, in considerazione della solidità e delle caratteristiche della ripresa economica e di quanto sia già stato scontato nelle quotazioni delle azioni.

Continuiamo a ritenere che le azioni siano la più interessante tra le principali asset class. Il miglioramento del quadro economico a livello mondiale è un fattore positivo e dovrebbe favorire una buona crescita degli utili societari dopo un periodo di stasi. Le valutazioni sono ragionevoli, nonostante le ottime performance degli ultimi anni, e ci aspettiamo che continui la ripresa dell'attività di fusioni e acquisizioni, con operazioni significative nei settori media e IT. Abbiamo recentemente aumentato l'esposizione ai mercati azionari europei, passando a un posizionamento neutrale. Le valutazioni sono basse rispetto ad altri mercati e i margini di profitto vantano un buon potenziale di recupero rispetto ad altre regioni. Abbiamo aggiunto ai portafogli europei titoli bancari e di altre società esposte al mercato interno, che dovrebbero essere i principali beneficiari di questo miglioramento. Al contempo, abbiamo ridimensionato la ponderazione delle azioni USA, passando a una posizione di sottopeso. Dopo un periodo di buone performance, i titoli di questa regione sono scambiati a un netto sovrapprezzo rispetto ad altri mercati. Inoltre, avendo iniziato presto la fase di ripresa, oggi l'economia statunitense si trova esposta ad alcune difficoltà, come la possibile graduale riduzione delle misure di quantitative easing e le discussioni sul bilancio federale.

I mercati obbligazionari hanno registrato una consistente ripresa dopo la decisione della Federal Reserve nell'incontro di settembre di non iniziare a ridurre le misure di allentamento. Ai livelli di rendimento correnti, i titoli del Tesoro USA a 10 anni non offrono un grande valore. I titoli di credito hanno sovraperformato i titoli di Stato, risultato favorevole alle nostre posizioni, e continuiamo a considerare interessanti i livelli di differenziale.

Gli immobili commerciali hanno attirato parecchio interesse da parte degli investitori negli ultimi mesi e i prezzi immobiliari, sia per gli acquisti che per le locazioni, sono molto più stabili, soprattutto nei mercati secondari degli immobili ad uso ufficio. La nostra esposizione a questo tipo di asset è superiore a quella del benchmark.

Mark Burgess, Chief Investment Officer di Threadneedle

 


Prediligere societ forti in grado di evidenziare un livello ragionevole di crescita

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