_Ottobre_2013

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Imprese piu' fiduciose sul fronte della domanda e sulla situazione economica

 

Le aspettative di inflazione e variazione dei prezzi di vendita delle imprese secondo l’indagine di settembre di Bankitalia

In settembre le attese a sei mesi sulla dinamica dei prezzi al consumo si sono stabilizzate all’1,5%. Anche le aspettative a uno e due anni sono rimaste invariate rispetto alla precedente rilevazione di giugno, all’1,6% e 1,7% rispettivamente. Questi sono evidenze dell’Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita di Bankitalia condotta su oltre 800 imprese. Queste ultime segnalano, tra l’altro, un modesto incremento dei propri prezzi di vendita negli ultimi dodici mesi (0,2%); per i prossimi dodici mesi ne prevedono un aumento più marcato (0,8%). L’intensità delle pressioni provenienti dai costi delle materie prime è giudicata in lieve crescita rispetto all’inchiesta precedente, mentre si sarebbe ridotta la spinta alla moderazione dei prezzi per fronteggiare la debolezza della domanda.

Imprese piu' fiduciose sul fronte della domanda e sulla situazione economica

Valutazioni sulla situazione economica generale
Nel terzo trimestre del 2013 si è decisamente attenuato il pessimismo delle imprese sull’evoluzione della situazione economica generale, proseguendo la tendenza già rilevata nella segnalazione precedente. Il saldo negativo fra valutazioni di miglioramento e di peggioramento dello scenario corrente si è ulteriormente ridotto, a -17,4 punti percentuali contro -49,9 nella rilevazione di giugno (tav. 4). L’andamento più favorevole dei giudizi è risultato di analoga entità nei comparti dell’industria e dei servizi. La probabilità media attribuita al miglioramento della situazione economica nei prossimi tre mesi è lievemente aumentata (al 12,7%, dal 9,9 della precedente rilevazione), e in misura più intensa per le imprese di maggiori dimensioni (20,5%).
Evoluzione della domanda

Imprese piu' fiduciose sul fronte della domanda e sulla situazione economica

La quota di operatori che valuta negativamente l’andamento della domanda dei propri prodotti nel terzo trimestre ha continuato a ridursi: il saldo fra giudizi positivi e negativi è sceso a -9,4 punti percentuali (-22 punti nell’indagine di giugno), il più basso nell’ultimo biennio; il miglioramento è stato più pronunciato tra le imprese esportatrici. Il saldo fra i giudizi di miglioramento e peggioramento circa le prospettive della domanda a breve termine è tornato positivo, pari a 2 punti percentuali (era -6,9 nell’inchiesta precedente).
I giudizi sull’andamento congiunturale della domanda estera dei propri prodotti nel terzo trimestre di quest’anno sono migliorati: il saldo tra giudizi positivi e negativi è risultato pari a 17,5 punti percentuali (da 7,5 nella rilevazione di giugno). Anche le prospettive sul trimestre in corso permangono favorevoli, in misura sostanzialmente invariata nel confronto con l’inchiesta precedente (21,9 punti percentuali).

Seguici: 

Valutazioni delle condizioni operative delle imprese
Le attese a tre mesi sulle condizioni operative delle imprese, pur rimanendo orientate al pessimismo, sono risultate meno sfavorevoli rispetto alla precedente rilevazione. Il saldo fra le risposte di miglioramento e di peggioramento si è portato a -12,3 punti percentuali, da -17 in giugno; oltre il 70% degli operatori anticipa condizioni invariate, in linea con la rilevazione precedente. Le aspettative formulate dalle imprese industriali hanno registrato un miglioramento più accentuato. Permane l’influenza negativa delle condizioni di credito sul contesto operativo.
In una prospettiva di più lungo periodo (tre anni) le valutazioni si confermano più ottimistiche. È in crescita l’incidenza delle imprese che indicano un miglioramento dello scenario in cui si troveranno a operare (64,4% contro 61,1 in giugno), soprattutto tra quelle del comparto dei servizi (60,4% contro 55,1 in giugno).

Condizioni per l’investimento
Le condizioni per investire nel terzo trimestre sono state considerate meno sfavorevoli rispetto al trimestre precedente. Il saldo negativo tra le risposte che indicano un miglioramento e quelle che ne segnalano un peggioramento è sceso a -13,7 punti percentuali (da -32 nell’inchiesta di giugno), riportandosi su valori prossimi a quelli precedenti l’estate del 2011.
Condizioni di liquidità e accesso al credito
Le difficoltà di accesso al credito appaiono in attenuazione rispetto al secondo trimestre. La quota di imprese che segnalano un peggioramento delle condizioni di finanziamento si è attestata al 20,8%, in diminuzione rispetto al 26,9% dell’inchiesta di giugno.
Le attese delle imprese sulla posizione di liquidità nei prossimi tre mesi sono leggermente migliorate rispetto all’inchiesta precedente: la quota di coloro che ritengono che tale posizione sarà insufficiente è scesa al 21,4% (dal 25,6 di giugno), mentre è salita al 15,6 (dal 13,2) quella

delle aziende che la giudica più che sufficiente. Il quadro permane relativamente più favorevole per le imprese di maggiore dimensione.


Fase congiunturale e pagamenti della Pubblica Amministrazione
Circa il 30% delle imprese ha dichiarato di avere crediti arretrati con la Pubblica Amministrazione e poco più del 10% di averne recentemente recuperato un importo consistente (16,2% nei servizi e 5,4 nell’industria). Come destinazione prevalente dei fondi recuperati, il 4,2% delle imprese indica il finanziamento di nuovi investimenti, quasi il 25 il saldo di passività con fornitori e dipendenti, il 30,3 la riduzione dell\'indebitamento bancario. Il 28,5% delle imprese giudica di aver superato nel corso dell’estate la fase più difficile della congiuntura (31,1 nell’industria e 25,6 nei servizi); circa le aspettative di crescita nei prossimi mesi, quasi il 34% del campione di imprese si attende un solido miglioramento dei propri ritmi produttivi, soprattutto nell’industria (37,8%).

Nell’inchiesta emerge che la quota di imprese che si attendono un solido miglioramento dei propri ritmi produttivi nei prossimi mesi è significativamente maggiore tra quelle che hanno ricevuto il pagamento di crediti arretrati da parte della Pubblica Amministrazione rispetto al resto
del campione.
Dinamica dell’occupazione
Non migliorano le attese sulla dinamica dell’occupazione nel breve termine: la quota di imprese che stimano un aumento del numero di addetti nei prossimi tre mesi è rimasta poco al di sotto del 10%; quella delle aziende che ne prefigurano una riduzione è lievemente scesa (23,1% da 24,5 nell’inchiesta precedente).



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