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Deboli le ragioni per la crescente cautela degli investitori sull’azionario USA

Feuerman (AllianceBernstein): La recente volatilità dei titoli è stata salutare. Ha aiutato a tenere a freno le attese degli investitori, che erano elevate alla fine dello scorso anno

Dopo molti anni di guadagni, culminati con un 2013 davvero forte, nel 2014 lo S&P ha avuto dei mesi un po’ meno brillanti. Sebbene le turbolenze e le revisioni al ribasso dei profitti siano in parte attribuibili a questo inizio difficile, la robusta performance degli ultimi anni ha spinto le valutazioni e ciò spiega questa rimuneratività.
Sebbene alcuni passi indietro sull’azionario siano giustificabili, riteniamo che la crescente cautela degli investitori sul mercato immobiliare e sulla capacità di spesa dei consumatori sia mal riposta. I dati economici stanno raggiungendo livelli che non si registravano dal 2006/2007. Allora i consumatori spendevano i soldi presi in prestito mentre i propri bilanci erano pericolosamente risicati. Oggi i bilanci e la disponibilità di liquidità delle famiglie sono i migliori degli ultimi decenni.
Crediamo che questa tendenza sia estremamente positiva per i consumatori. Con i prezzi delle case e le azioni in crescita negli ultimi anni, il valore netto delle famiglie ha raggiunto il record di 80 migliaia di miliardi nel primo trimestre. Contemporaneamente, il debito delle famiglie è sceso al minimo generazionale, in quanto gli individui hanno ridotto il debito e chiesto nuovi finanziamenti a tassi inferiori. Non sorprende, dunque, che il sentiment dei consumatori sia in crescita.
Dal nostro punto di vista non è una questione di se i consumatori daranno una svolta e cominceranno ad assumersi maggiori rischi di prestiti e spesa, ma quando. Un trend che potrebbe supportare un’economia e flussi più forti attraverso utili societari.
Un altro punto a favore del potenziale azionario è il rafforzamento dei fondamentali delle società. I bilanci societari sono in buona salute rispetto alla storia. Insieme a valutazioni ragionevoli e a bassi tassi di interesse, i solidi bilanci societari indicano riacquisto di azioni e attività di M&A più aggressivi. A nostro avviso questo trend potrebbe risultare positivo per i titoli azionari.
Ciò non significa tuttavia che vediamo tutti i segmenti del mercato allo stesso modo. Continuiamo a preferire, infatti, il valore corretto per il rischio delle large cap rispetto alla controparte delle small cap.
Sempre dal nostro punto di vista, la recente volatilità dei titoli è stata salutare. Ha aiutato a tenere a freno le attese degli investitori, che erano elevate alla fine dello scorso anno. I titoli hanno registrato un rally sostanziale ma il premio di rischio dell’azionario è ancora alto rispetto ai precedenti picchi del 2000 e del 2007, se confrontiamo i multipli P/E ai tassi di interesse.

Kurt Feuerman, gestore dei fondi Select US Equity e Select Absolute Alpha di AllianceBernstein


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