Sono gli interessi la zavorra del debito pubblico
Si torna a parlare del ripristino del patto di stabilità nell'eurozona, sospeso per il periodo del covid, che dovrebbe tornare in vigore dal 2024. E come al solito, ritorna di attualità l'anacronistico tetto del 3% di scostamento tra Pil e debito. Inoltre, come è emerso nei rumors a margine dell'Ecofin, sembra che riprenda forza l'intenzione di puntare ancora con maggior sforzo alla riduzione del debito pubblico, che - sempre secondo i trattati - dovrebbe tendere al 60% del PIL. Una follia, se si pensa che ci avviamo verso una recessione e che molti Paesi hanno un tasso di crescita stentato. Basti pensare che al momento le migliori performance le fa registrare l'Italia. La reintroduzione delle regole fiscali potrebbe avere effetti nefasti per l'eurozona. Questo perché non solo la gran parte degli stati avrebbe un gran bisogno di spesa pubblica, ma anche perché per poter ripartire senza far discriminazioni, occorrerebbe rivedere caso per caso la vera natura dell'ammontare del debito, cioè i fattori che portano alla cifra finale.
