14/06/2023

editoriale

Sono gli interessi la zavorra del debito pubblico

Si torna a parlare del ripristino del patto di stabilità nell'eurozona, sospeso per il periodo del covid, che dovrebbe tornare in vigore dal 2024. E come al solito, ritorna di attualità l'anacronistico tetto del 3% di scostamento tra Pil e debito. Inoltre, come è emerso nei rumors a margine dell'Ecofin, sembra che riprenda forza l'intenzione di puntare ancora con maggior sforzo alla riduzione del debito pubblico, che - sempre secondo i trattati - dovrebbe tendere al 60% del PIL. Una follia, se si pensa che ci avviamo verso una recessione e che molti Paesi hanno un tasso di crescita stentato. Basti pensare che al momento le migliori performance le fa registrare l'Italia. La reintroduzione delle regole fiscali potrebbe avere effetti nefasti per l'eurozona. Questo perché non solo la gran parte degli stati avrebbe un gran bisogno di spesa pubblica, ma anche perché per poter ripartire senza far discriminazioni, occorrerebbe rivedere caso per caso la vera natura dell'ammontare del debito, cioè i fattori che portano alla cifra finale.

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Secondo l'economista Florian Schuster, ex Bundesbank, "se si vuole ridurre il rapporto debito/PIL, si dovrebbe cercare di avere i tassi di interesse più bassi possibili sui titoli di Stato. Questo perché i costi degli interessi contribuiscono in modo sostanziale all'aumento del rapporto debito/PIL e rappresentano la parte più importante dei deficit di bilancio". E questo è ancora più valido per l'Italia. Se facciamo il confronto con la Germania, il nostro avanzo primario è superiore a quello tedesco, inflazione e spese sono quasi analoghe, ma è la voce interessi sul debito a fare la differenza, visto che da noi è altissima e arriva quasi alla metà del totale contro meno di un quinto della Germania. Una Banca centrale che, come la BCE, permetta dei premi al rischio diversi per diversi titoli di stato della propria area monetaria, è una banca centrale che non fa il suo lavoro. Prima di reintrodurre le regole fiscali la BCE dovrebbe o sterilizzare gli interessi sul debito, oppure agire in modo da minimizzarli ed uguagliarli a livello europeo. Come fa la Bank of Japan, senza causare nessun incremento inflazionistico. Ma a Francoforte da questo orecchio non ci sentono.

 



Claudio Gandolfo


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