08/11/2023

editoriale

Una eurotransizione dai costi folli

Va bene fare piani ambiziosi, ma nel caso del perseguimento delle fonti energetiche rinnovabili, si è superato ogni limite.

Secondo la Commissione Europea si stima che sia necessario arrivare al 2030 con 600.000 MW di capacità produttiva fotovoltaica e 500.000 MW di capacità eolica. Numeri da fantascienza, che richiedono investimenti che sfiorano i 1.000 miliardi di euro.  A questi ci sono da aggiungere poco meno di 600 miliardi per gli investimenti sulle reti elettriche.

Un totale di circa 1.600 miliardi. Da stanziare e spendere in soli sei anni. L'intero Pil italiano, la terza economia europea, è stato di poco più di 1.900 miliardi nel 2022, tanto per dare una dimensione.  Secondo McKinsey, l'investimento fisico verso Net Zero raggiungerà i 275 trilioni di dollari, tutti a carico di Nord America e UE.  Ora, probabilmente anche senza l'ecoinvasato Timmermans, dalle parti di Bruxelles vivono in una realtà parallela. L'Europa sta vivendo un momento economicamente difficile, quasi una recessione, e questi pensano solo alla transizione energetica.

Seguici: 

Molti Paesi avranno avuto un 2023 con crescita zero, o addirittura negativa. Come la Germania che ha visto un terzo trimestre di contrazione (-0,1%, come nell'eurozona) e che le previsioni danno a -2,2% su anno. Altro che locomotiva d'Europa. Peraltro è il Pil a decretare i versamenti dei vari stati all'Unione Europea, pro quota. Se questo cresce poco o cala, diminuiscono anche i fondi per la Commissione. Dove andranno a reperire le somme di denaro per la transizione energetica? Di sicuro non li possono stampare, come farebbero in USA e UK. Scommettiamo che arriveranno da nuove tasse ed emissione di green bond, di concerto con la BCE, così da zavorrare ulteriormente l'economia europea? Meno male che nel 2024 si vota per il Parlamento di Bruxelles e molte cose (e tanti volti) potrebbero finalmente cambiare. 

 



Claudio Gandolfo


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