Perchè la strategia del rigore europea è controproducente
Anche l’FMI se n’è accorto: stretta fiscale e crescita non sono compatibili. Almeno in questo momento di recessione
“Ci vorranno più di 5 anni per superare l’attuale crisi economica. Forse di più. La stragegia del rigore è necessaria per convincere gli investitori internazionali a investire in Europa, perchè il rischio è che questi non credano che possiamo mantenere le promesse fatte. L\'Europa è sulla strada giusta. Purché gli Stati più esposti mantengano fede agli impegni presi per ridurre il debito e consolidare i bilanci”. Parole e musica di Angela Merkel, nel pieno della sua campagna elettorale.Peccato che la strategia del rigore, se attuata in fase di frenata economica mondiale, porti dritto a una recessione senza vie d’uscita. Non possono convivere rigore, austerità fiscale, rischio debito sovrano, credit crunch da una parte e rispresa economica dall’altra. Perchè, mentre in tempi normali, il consolidamento fiscale porterebbe a una diminuzione sul tasso debito/PIL, mentre nelle circostanze attuali è totalmente controproducente per l\'intera UE. Il risanamento del bilancio attualmente previsto determinerà un aumento, non certo un abbassamento, degli indici di indebitamento nel 2013. E questo accadrà per tutti gli stati dell’Unione Europea, UK compresa.
L’impatto delle misure di austerità sarà così devastante sui rapporti debito/PIL che persino il Fondo Monetario Internazionale ha dovuto ammetterlo, anche se colpevolmente in ritardo, affermando che bisogna rimodulare il “moltiplicatore fiscale”.Già, le tasse... Aumentarle (per ridurre i debiti) in un momento di recessione e alta disoccupazione porta solo a un minor gettito complessivo. Inoltre, l'incremento della pressione fiscale, in una situazione come quella attuale, diminuisce l’ammontare delle disponibilità di imprese e consumatori, con conseguenti meno risorse, meno spese, meno investimenti, e meno risparmio. Senza contare l’implicito (per sopravvivenza) aumento dell’evasione, della delocalizzazione delle aziende, della disoccupazione, e un fallimento nella riduzione del premio di rischio sui titoli di stato, che colpirà i Paesi con alto debito e deficit. Altro che luce in fondo al tunnel!
Misure di austerità possono funzionare solamente se accompagnate da un allentamento della politica monetaria da parte del sistema bancario. Ma questo, casualmente, avviene solo in Germania, che da tempo emette titoli di stato a tasso negativo. Negli altri stati capita esattamente l’opposto.
Ecco perchè le misure di austerità fiscale, in questo frangente, rischiano di essere il de profundis anzichè la panacea dei mali. E colpiranno anche la Grande Germania, che arriverà quanto prima al redde rationem.In medicina c’è un detto: la terapia era giusta, ma il paziente non l’ha sopportata ed è deceduto. Ma i medici sono stati di parola e l’hanno applicata fino in fondo. Ne andava della loro credibilità.
Claudio Gandolfo
