A complicare la scena, l’impasse nei negoziati di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran, che proseguono da sette mesi, mantiene alto il prezzo dell’energia e alimenta un’inflazione eurozona più veloce del previsto in alcune grandi economie del blocco. Il dollaro, ancorato ai picchi di due mesi, trova sostegno proprio nella forza dei rendimenti.
In Asia i risultati trimestrali di Micron hanno confermato una domanda robusta per l’AI, ma il mercato non è riuscito a prendere slancio, anche perché Hong Kong e la Cina continentale osservano le festività. La rilevazione Tankan della Bank of Japan ha evidenziato la più alta fiducia aziendale degli ultimi otto anni; il verbale dell’ultima riunione suggerisce che diversi policymaker potrebbero accelerare il ritmo del tightening, dopo aver portato i tassi ai massimi da 31 anni.
Oggi la scena economica è costellata da diversi dati chiave:
- indice dei prezzi delle case UK Nationwide (settembre);
- PMI manifatturieri di Francia e Germania (settembre);
- tasso di disoccupazione dell’area euro (agosto).
I futures dello STOXX 50 aprono in calo dello 0,75 % e l’attenzione è rivolta all’asta di debito francese, mentre il differenziale OAT‑Bund resta ai massimi dal 2017.
E, tra una notizia e l’altra, il caffè della mattina sembrava più forte del solito – un piccolo promemoria che, a volte, anche i mercati più seri hanno bisogno di una spinta extra.
Articolo redatto da Francesca Curtone, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.
Economia
Articolo del 01/10/2026

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