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10/03/2025

Mercati asiatici contrastati: Cina in difficoltà, Tokyo brilla grazie ai salari


Mercati asiatici contrastati: Cina in difficoltà, Tokyo brilla grazie ai salari

Inizio di settimana altalenante per i mercati azionari dell'area Asia-Pacifico. Mentre la borsa di Tokyo mostra segnali di vitalità, trainata da dati positivi sul fronte salariale, i listini cinesi faticano a trovare una direzione chiara.

Il Nikkei giapponese avanza dello 0,5%, sostenuto da un andamento stabile dello yen rispetto al dollaro (147,6). Un fattore chiave è l'aumento dei salari dei lavoratori giapponesi, cresciuti al ritmo più sostenuto degli ultimi 32 anni.


Secondo i dati del ministero del Lavoro, la retribuzione base è aumentata del 3,1% a gennaio rispetto all'anno precedente, segnando il progresso più significativo da ottobre 1992.

Sul fronte opposto, le borse cinesi mostrano debolezza. L'indice Hang Seng di Hong Kong cede l'1,5%, mentre l'indice CSI 300, che include i listini di Shanghai e Shenzhen, arretra dello 0,6%. Anche il Taiex di Taipei registra un calo dello 0,3%.

A pesare sul sentiment cinese è il calo dell'inflazione, scesa sotto lo zero per la prima volta in 13 mesi. L'indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,7% rispetto all'anno precedente, secondo l'Ufficio nazionale di statistica, un dato inferiore alle attese degli analisti che avevano previsto un calo dello 0,4%. Questo dato, pur influenzato da fattori stagionali, evidenzia persistenti pressioni deflazionistiche sull'economia cinese.

Nel resto dell'Asia, la borsa di Seul mostra un lieve rialzo (+0,2%), in un contesto di tensioni geopolitiche legate ai lanci di missili balistici da parte della Corea del Nord, in risposta alle esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud.




L'indice di riferimento dell'azionario australiano si attesta sulla parità, mentre il BSE Sensex di Mumbai guadagna lo 0,3%. Sul mercato valutario, l'euro si rafforza, guadagnando lo 0,3% a 1,0866 dollari, mentre la sterlina sale dello 0,2% a 1,2946 dollari. L'indice del dollaro statunitense, che misura la forza della valuta rispetto alle sei principali valute, scende dello 0,1% a 103,59. La criptovaluta Bitcoin ha subito un calo del 7,2% rispetto a venerdì, toccando il minimo mensile a 80.085,42 dollari. L'ottimismo legato a una possibile regolamentazione più flessibile e alla creazione di una riserva di criptovalute sotto l'amministrazione Trump aveva portato il token a un massimo storico di 109.071,86 dollari a gennaio, ma da allora ha incontrato difficoltà. L'atteso ordine esecutivo per la creazione della riserva, emanato venerdì, ha deluso molti investitori, in quanto non prevedeva ulteriori acquisti di Bitcoin. Per quanto riguarda le materie prime, il Brent cede lo 0,4% a 70,11 dollari al barile, mentre il greggio West Texas Intermediate degli Stati Uniti registra un calo simile a 66,76 dollari al barile.


L'oro guadagna lo 0,15%, raggiungendo i 2.915 dollari l'oncia. In sintesi, i mercati asiatici mostrano una partenza di settimana caratterizzata da andamenti divergenti, con la Cina che continua a destare preoccupazioni per le pressioni deflazionistiche e Tokyo che beneficia di segnali positivi dal mercato del lavoro.


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Articolo del 10/03/2025