Questo margine è inferiore al tipico swing del 7,6 % registrato negli ultimi cicli, secondo i dati di Option Research & Technology Services (ORATS).
Il clima di ottimismo si traduce in operazioni concrete. Lunedì, un trader ha acquistato uno spread di call da 25 000 con scadenza 1 giugno, pagando 1,78 dollari per contratto, scommettendo su un rialzo del 16 % del titolo, ovvero fino a 260 dollari per azione.
- Gli operatori stanno acquistando call a scadenza breve, puntando a un guadagno rapido;
- Al contempo, alcuni stanno vendendo put per proteggere i guadagni già accumulati;
- I fondi ETF legati ai semiconduttori mostrano segni di profit‑taking, nonostante la crescita del settore. Il settore dei semiconduttori, trainato da AI, registra un rally impressionante. Il titolo di Nvidia è salito del 19 % quest’anno, mentre l’indice Philadelphia SE Semiconductor Index (SOX) ha guadagnato il 57 %. Il S&P 500 è in rialzo dell’8 % nello stesso periodo. Questo divario suggerisce che gli investitori stanno valutando attentamente la capacità di Nvidia di sostenere la crescita del mercato dei data center, le spese degli hyperscaler e i margini futuri.
L’analisi dei contratti su opzioni mostra anche una tendenza a coprire le posizioni in altri titoli “crowded”.
Il mercato non paga più solo per la protezione al ribasso, ora paga anche per la possibilità di partecipare a un ulteriore rialzo.
In pratica, chi ha già guadagnato su titoli affollati sta cercando di consolidare i profitti, mentre continua a puntare su Nvidia. Le aspettative per la presentazione dei risultati sono alte, e il bar per la società è più alto che mai. Gli analisti si concentreranno su segnali chiave come la domanda di data center, le spese degli hyperscaler, i margini operativi e le previsioni future. Se Nvidia riuscirà a confermare il trend positivo, potrà spingere ulteriormente la fiducia nel rally AI‑driven, altrimenti il mercato potrebbe assistere a un rapido aggiustamento. L’ironia della situazione è che, mentre gli operatori cercano di prevedere il futuro di un’impresa da trilioni di dollari, il prezzo di una pizza in centro città sembra ormai più stabile.
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Articolo del 20/05/2026