Il Petrolio Ritorna Al Centro Dell'attenzione Finanziaria

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Il caso finanziario del giorno è ancora il petrolio, dopo le manovre Usa in Venezuela e dintorni. Il valore dell'oro nero si era impennato subito dopo il blitz del 3 gennaio a Caracas per catturare Maduro e l'annuncio dell'appropriazione del potenziale energetico del Paese caraibico da parte di Washington. Oggi è di nuovo in rally, col Brent che a Londra tocca i 61 dollari al barile, mentre il Wti Crude a New York sfiora i 57 dollari. Gli effetti sui titoli petroliferi italiani sono però modesti, non tali da recuperare il tonfo degli ultimi giorni: Eni respira un po’ (+0,25%) ma rimane sotto i 16 euro per azione, stesso discorso per Saipem +0,3%. I grandi protagonisti a Piazza Affari sono invece Campari +3,6% e Italgas +1,6%, e ancora una volta Leonardo, che continua a beneficiare delle crescenti tensioni geopolitiche e porta a casa un altro 2%.




Nel resto d'Europa i listini non hanno molto altro da dire: Francoforte poco sopra la parità, Parigi idem, un po’ meglio fa Madrid mentre Londra addirittura perde qualcosa. Oltreoceano apre male il Dow Jones ma poi gira in positivo, trainato dai titoli della Difesa e dagli industriali dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato l’intenzione di chiedere al Congresso un budget militare record da 1.500 miliardi di dollari per il 2027, 500 miliardi in più rispetto all’attuale livello di spesa. In rosso invece sia il Nasdaq-100 che il Nasdaq composite, con i titoli tecnologici in affanno: Nvidia cede oltre il 2%, Apple -1,6%, Micron -4,5% e Sandisk addirittura -10%. Dagli Usa arrivano pure dati macro: uno su tutti, il deficit commerciale degli Stati Uniti, a sei mesi dall’introduzione dei dazi del presidente Donald Trump, è crollato al livello più basso dalla metà del 2009, cioè da quando gli Stati Uniti stavano appena uscendo dalla crisi finanziaria e dalla Grande Recessione.


- Il deficit commerciale è stato di soli 29,4 miliardi di dollari a ottobre, in calo del 39% rispetto al mese precedente. - L'aumento delle esportazioni e il calo delle importazioni hanno contribuito a questo calo. - Il Tesoro ha ricevuto una domanda da record per la prima emissione del 2026, con richieste che hanno superato i 190 miliardi di euro.


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