L'indifferenza dei mercati alle tariffe di Trump: il fattore TACO

L'indifferenza dei mercati alle tariffe di Trump: il fattore TACO

10/07/2025

I mercati finanziari globali hanno mostrato negli ultimi giorni una notevole resilienza di fronte alle continue ondate di annunci sulle tariffe da parte di Donald Trump. Una calma quasi sorprendente si è diffusa tra gli investitori, evidente nella performance azionaria più recente.

Un segnale forte è arrivato dalla borsa asiatica, che giovedì ha cavalcato l'onda della breve ascesa di Nvidia a una valutazione di 4 trilioni di Dollari. Questo slancio si è esteso anche all'Europa, dove i futures
- indicavano guadagni simili, ciononostante le ultime mosse di Trump sul fronte del commercio globale. Il grafico che mostra il rendimento totale per gli azionisti di Nvidia e dell'S&P 500 rivela una divergenza interessante, con la tecnologia che continua a trainare in modo significativo.


Il Presidente statunitense ha intensificato la sua offensiva tariffaria mercoledì, annunciando un nuovo dazio del 50% sulle importazioni di rame negli USA e una tariffa analoga del 50% sulle merci provenienti dal Brasile. Entrambe le misure dovrebbero entrare in vigore dal 1° agosto. Le reazioni immediate sono state contenute: i prezzi del rame a Londra e in Cina hanno subito una pressione, e il real brasiliano è scivolato, ma l'impatto sui mercati finanziari altrove è stato piuttosto attenuato. In un contesto apparentemente controintuitivo, Bitcoin è rimasto vicino a un massimo storico, e il Dollaro è persino diminuito, segno che gli investitori erano propensi ad assumersi maggiori rischi, guardando oltre la raffica di titoli di giornale legati a Trump. Il sentimento generale che si percepisce tra gli operatori di mercato è quello di una progressiva "desensibilizzazione" o persino di torpore. Questi sono i concetti che spesso riaffiorano nelle conversazioni tra gestori di denaro e analisti ultimamente. La domanda aperta rimane: per quanto tempo questa tendenza potrà sostenersi? Molti Paesi, infatti, non hanno ancora ricevuto comunicazioni dirette sulle tariffe dall'amministrazione Trump.


Gli investitori sono anche in attesa di progressi su un potenziale accordo tra gli USA e l'Unione Europea. Trump ha accennato che "probabilmente" informerà presto l'UE sul tasso che potrà aspettarsi per le sue esportazioni negli Stati Uniti, aggiungendo che il blocco dei 27 Paesi è diventato molto più cooperativo. A tal proposito, il commissario al commercio dell'UE, Maros Sefcovic, ha dichiarato che sono stati fatti buoni progressi su un accordo quadro commerciale e che un'intesa potrebbe persino essere possibile entro pochi giorni. Se da un lato l'ultimo rinvio delle tariffe da parte di Trump ha alimentato la speranza per i principali partner commerciali come il Giappone, la Corea del Sud e l'Unione Europea di raggiungere accordi per alleggerire i dazi, dall'altro ha lasciato perplessi alcuni esportatori più piccoli, come il Sudafrica, e le aziende senza alcuna chiarezza sul percorso da seguire. Per il momento, però, gli investitori sembrano affrontare le notizie con compostezza e vedono pochi motivi per farsi prendere dal panico.


La loro fiducia si fonda su un concetto ormai consolidato: "Trump Always Chickens Out", noto con l'acronimo "TACO". Questo significa che, alla fine, il Presidente tenderà a fare marcia indietro sui suoi propositi più estremi, portando a una risoluzione più morbida rispetto alle minacce iniziali.


L'indifferenza dei mercati alle tariffe di Trump: il fattore TACO
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Articolo del 10/07/2025


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