
12/08/2025
Un cambiamento profondo sta ridefinendo il panorama imprenditoriale europeo. Le medie imprese, pilastro dell’economia del vecchio continente, non vedono più la transizione verde come un semplice obbligo, ma come un autentico motore di sviluppo. Questa visione inedita emerge con forza dall’ultima edizione del “Climate Transition Barometer”, realizzato da Boston Consulting Group (BCG) in collaborazione con Argos Wityu. Il clima è sempre più al centro delle loro strategie di crescita. Lo studio, che ha coinvolto circa settecento medie imprese distribuite tra Francia, Germania, Italia, Benelux e, per la prima volta, il Regno Unito, rivela dati sorprendenti.
Ben l'85% di queste aziende oggi considera la decarbonizzazione una leva fondamentale per la propria espansione, un balzo significativo rispetto al 67% registrato nell’edizione precedente del 2024. Questo aumento di diciotto punti percentuali in appena dodici mesi sottolinea una maturità climatica in rapida evoluzione. La sostenibilità non è dunque solo una questione di conformità normativa, ma un fattore strategico che influenza decisioni industriali, scelte di investimento e il posizionamento competitivo sul mercato. Infatti, l'88% delle imprese individua oggi la transizione ecologica come una priorità strategica assoluta per mantenere e rafforzare la propria competitività. Non è più un’istanza marginale o un mero esercizio formale; essa rappresenta una vera e propria leva industriale che plasma investimenti, governance aziendale, strategia commerciale e posizionamento competitivo. Le medie imprese rivestono un ruolo cruciale nella decarbonizzazione delle complesse catene del valore.
“Quando le grandi aziende calcolano le proprie emissioni, le medie imprese rientrano nello Scope 3 e rappresentano il 60% delle emissioni indirette delle grandi aziende”, afferma Ferrante Benvenuti, Managing Director e Partner di BCG.
“Di conseguenza, svolgono un ruolo cruciale nella decarbonizzazione delle catene del valore. Questa interdipendenza sta aumentando la pressione in tutti i settori, in particolare nel mercato B2B, sebbene la domanda dei consumatori sia anche una motivazione importante in termini di relazioni B2C”.
Il cambiamento coinvolge ogni settore analizzato dal Barometer. Persino ambiti tradizionalmente più complessi come l’agricoltura e l’agroalimentare mostrano un’evoluzione notevole. Qui, la percentuale di imprese che individua nella riduzione delle emissioni di gas serra un’opportunità strategica è passata da un 50% registrato nel 2024 a un notevole 80% nel 2025. Questo testimonia una trasformazione significativa, anche nei comparti più esposti alle sfide operative della transizione. Non si tratta solo di intenzioni. Il 48% delle medie imprese europee ha già avviato concreti investimenti in progetti di decarbonizzazione. L’approccio è sempre più sistemico: il 32% delle imprese investe seguendo un piano strutturato e ben definito, disponendo di roadmap chiare, una quota tre volte superiore rispetto al 2023.
Anche tra le aziende che non hanno ancora intrapreso azioni concrete, l’intenzione di agire è manifesta: il 65% prevede di valutare la propria impronta di carbonio nei prossimi tre anni, a conferma di un impegno che continua a crescere. Le motivazioni principali che guidano questo percorso restano la domanda dei clienti e i requisiti normativi. Il 63% delle imprese considera l’attrattività commerciale, specialmente nel dinamico mercato B2B, come una leva determinante per intraprendere il percorso di decarbonizzazione. Già il 29% riconosce in queste iniziative un tangibile vantaggio competitivo. Il 53% prevede che la sostenibilità rappresenterà nei prossimi anni un elemento chiave per distinguersi sul mercato e acquisire nuove quote. Il ruolo dei fondi di investimento nella strutturazione delle strategie di decarbonizzazione delle medie imprese è fondamentale. Tra le aziende supportate da questi fondi, c'è un impegno del 13% superiore verso la decarbonizzazione rispetto a quelle che non beneficiano di tale sostegno. Ciò conferma che il loro ecosistema fornisce un supporto cruciale nell'aiutare le aziende a realizzare la loro transizione ambientale.
Parallelamente, le normative ambientali si confermano un fattore cruciale che determina le scelte strategiche delle aziende: il 70% degli intervistati ritiene che le politiche regolatorie siano uno stimolo essenziale per definire la propria agenda di sostenibilità. Ebbene, metà delle imprese segnala come ostacolo la complessità delle nuove disposizioni e la loro scarsa chiarezza, rendendo difficile strutturare risposte efficaci. Al contrario, le barriere finanziarie restano il principale freno: il 62% delle aziende individua nei vincoli economici il maggiore ostacolo alla realizzazione di investimenti green. In questo scenario, la distanza tra ambizione e capacità di esecuzione rimane un nodo da sciogliere, in particolare nei contesti in cui l’accesso al capitale o la corretta interpretazione del quadro regolatorio si rivelano più complessi. Il percorso è iniziato, rafforzandosi anno dopo anno, ma per accelerare ulteriormente sarà indispensabile agire in modo coordinato su più fronti.
Articolo del 12/08/2025

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