

È una variazione drastica, specialmente se confrontata con il lieve calo osservato nel 2024.
Anche il comparto alimentare ha contribuito in modo significativo al rincaro generale. I prezzi dei beni alimentari non lavorati sono saliti in media del +3,4%, un incremento notevole rispetto al +2,3% dell'anno precedente. Ciononostante, non tutti i costi sono aumentati con la stessa intensità. I prezzi degli energetici non regolamentati, per esempio, hanno mostrato una decelerazione.
A dicembre 2025, l'indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, ha evidenziato un aumento dello 0,2% su base mensile e dell'1,2% su base annua. Questo valore conferma pienamente la stima preliminare e riporta l'inflazione al livello toccato in ottobre.
Per le aziende e gli investitori che guardano alla solidità strutturale dell'economia, un fattore fondamentale è rappresentato dalla dinamica inflazione di fondo. Questo indicatore, calcolato al netto delle componenti più volatili come l'energia e gli alimentari freschi, ha mostrato un leggero rallentamento, stabilizzandosi a +1,9% nel 2025.
Nel 2024 era a +2,0%. L'inflazione al netto dei soli energetici si è invece attestata al 2,0% in media d'anno. Questi dati indicano che, escludendo gli shock esogeni sui costi, la pressione interna sui prezzi mantiene comunque una certa consistenza, ma senza un'accelerazione critica.
L'accelerazione di dicembre, che ha portato l'inflazione annuale a +1,2%, è stata alimentata principalmente da alcuni settori:
- Servizi relativi ai trasporti, in crescita dal +0,9% al +2,6%;
- Alimentari non lavorati, che sono passati da +1,1% a +2,3%;
- Servizi vari, in aumento dal +2,0% al +2,2%.
Al contrario, si è verificato un rallentamento nei prezzi dei beni non durevoli, che sono scesi da un incremento del +1,0% a uno del +0,6%. Anche i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona hanno frenato la loro corsa.
La spinta inflazionistica si è manifestata con forza anche nel paniere dei beni di prima necessità e ad alta frequenza. I prezzi dei prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, hanno accelerato, passando da +1,5% a +1,9%.
Analogamente, i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto hanno segnato un aumento del +2,2%. L'aumento congiunturale dell'indice generale di dicembre riflette la crescita robusta nei Servizi relativi ai trasporti, che hanno registrato un +3,1% anche a causa di fattori stagionali, e negli Alimentari non lavorati, in crescita dello 0,4%.
A livello internazionale, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo, l'indice IPCA, ha seguito una traiettoria simile, crescendo in Italia in media d’anno del +1,7% nel 2025. Questo valore è superiore al +1,1% registrato nel 2024 ed è l'indicatore chiave monitorato dalla BCE per le decisioni di politica monetaria nell'Eurozona.
Infine, l'indice FOI, che misura i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi, ha chiuso l'anno con una crescita media del +1,4%, rispetto al +0,8% dell'anno precedente. Questi dati certificano che la risalita dei costi ha toccato ogni livello della spesa delle famiglie e delle imprese.

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