Congiuntura Confcommercio: quadro positivo, ma consumi restano deboli

Congiuntura Confcommercio: quadro positivo, ma consumi restano deboli

16/06/2025

L'economia italiana ha continuato a mostrare segnali di vivacità anche nel secondo trimestre 2025, nonostante un contesto internazionale ancora segnato da incertezze. Questa vitalità è emersa in un quadro dove la previsione di una crescita congiunturale dello 0,3% per il primo trimestre era già vista con un certo scetticismo da alcuni osservatori. Non ci sono rischi prevalenti al ribasso nell'immediato futuro, il quadro sembra reggere. Il secondo trimestre presenta un quadro più positivo, con due elementi di spicco che danno fiducia. L'occupazione si mantiene ai massimi storici e la produzione industriale ad aprile è tornata in terreno debolmente positivo dopo oltre tre anni di difficoltà.


Questi dati concreti si riflettono nel significativo recupero della fiducia di imprese e famiglie registrato a maggio. È vero che, guardando al sentiment di lungo termine (secondo l'indagine Confcommercio-Censis), la fiducia non ha ancora superato i livelli del 2024. Ma queste oscillazioni congiunturali, finalmente favorevoli, rappresentano comunque un passo avanti importante. Questo contesto, che trae beneficio anche da un'inflazione stabilizzata su valori inferiori al 2%, ha spinto la BCE a riportare i tassi di riferimento ai livelli di fine 2022. Ciononostante, restano alcune incognite, soprattutto legate all'evoluzione delle politiche commerciali globali. L'incertezza che deriva da queste dinamiche internazionali potrebbe frenare il recupero della fiducia, elemento essenziale per sostenere gli investimenti e i consumi nella seconda parte dell'anno.

Secondo le nostre stime, a maggio e giugno il PIL mostrerebbe una crescita congiunturale dello 0,1%. Questi valori porterebbero, nel mese di giugno, la variazione su base annua allo 0,8%.


Nella media del secondo trimestre, la nostra stima è di una crescita congiunturale dello 0,4%, influenzata dai buoni risultati di aprile, e tendenziale dello 0,9%. Queste proiezioni sono coerenti con la possibilità di raggiungere una crescita nell'intero 2025 prossima allo 0,8%, a condizione che non si verifichino shock particolari. Tuttavia, l'anello debole della catena rimane la difficoltà dei consumi nel trovare un percorso di crescita solido. Le famiglie italiane, pur beneficiando di miglioramenti sul fronte occupazionale e reddituale, mostrano ancora una scarsa propensione alla spesa.

Queste considerazioni trovano conferma nell'andamento dei consumi misurati dall'ICC (Indicatore Consumi Confcommercio). Sulla base delle prime stime, a maggio l'indicatore ha registrato una variazione nulla rispetto allo stesso mese del 2024, dopo il recupero visto ad aprile. Questo dato è la sintesi di una crescita della spesa per i servizi (+0,4%) e una riduzione per i beni (-0,3%). Questi andamenti consolidano la tendenza alla terziarizzazione del consumo, mentre i beni, soprattutto quelli più tradizionali – alimentari, abbigliamento, calzature, mobili, autovetture – continuano a mostrare segnali di difficoltà.


Nonostante i benefici sul reddito disponibile reale derivanti dalla stabilizzazione dell'inflazione, i comportamenti delle famiglie non sembrano ancora riflettere pienamente questa situazione. L'inflazione si conferma sotto controllo anche a giugno. Le nostre stime per il mese in corso indicano una variazione dei prezzi al consumo dello 0,1% congiunturale e una crescita dell'1,7% su base annua. Il progressivo esaurirsi delle moderate spinte inflazionistiche di fine 2024 e l'ipotesi che l'inflazione si mantenga sugli attuali livelli nei prossimi mesi sono rafforzati dalle scelte della BCE. Una politica monetaria meno restrittiva da parte della Banca Centrale Europea evidenzia come, in questo momento, il problema principale non sia rappresentato dall'andamento dei prezzi, ma dalla crescita economica.

Secondo l'ICC, a maggio 2025 l'Indicatore dei Consumi Confcommercio ha mostrato una variazione nulla rispetto allo stesso mese del 2024. Questa stima è la sintesi di una diminuzione della spesa per i beni (-0,3%) e di un aumento di quella per i servizi (+0,4%).


Dopo un bimestre in cui il confronto annuo era influenzato da molteplici effetti di calendario, il dato destagionalizzato di maggio, pur confermando una situazione di domanda sostanzialmente statica, presenta qualche debole segnale di vivacità. Per il terzo mese consecutivo, si rileva una marginale crescita (+0,1%) in termini congiunturali.

In linea con una situazione che, su base annua, non mostra grandi mutamenti né nelle dinamiche né nelle preferenze dei consumatori, anche a maggio 2025 le diverse funzioni di consumo che compongono l'ICC hanno mostrato andamenti variegati. L'unico incremento di rilievo ha interessato, come spesso accade, i consumi relativi ai beni e ai servizi per la comunicazione (+7,6%). Variazioni lievemente positive si sono registrate per la domanda di alberghi e pasti e consumazioni fuori casa (+0,2%) e per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,2%). Tutte le altre macro-funzioni evidenziano un arretramento, su base annua, dei quantitativi acquistati dalle famiglie, sebbene con intensità diverse.


In particolare, per gli alimentari, le bevande e i tabacchi, dopo la decisa crescita di aprile, la domanda è tornata in territorio debolmente negativo (-0,1%), confermando le difficoltà nell'uscire da una fase di ridimensionamento strutturale dei consumi. Marginali variazioni negative hanno interessato anche i beni e i servizi per la mobilità (-0,2%). A maggio, le difficoltà maggiori rispetto allo stesso mese del 2024 si sono registrate per i beni e i servizi ricreativi (-1,6%), per i beni e i servizi per la casa (-1,4%) e per l'abbigliamento e le calzature (-1,0%).

All'interno di questi grandi gruppi, si notano dinamiche molto diverse:

- i trasporti aerei mostrano un buon incremento, segnando un +5,7%;

- anche i servizi ricreativi crescono con un +4,7%;

- il settore alberghiero registra un aumento dell'1,0%;

- si osserva un recupero per le spese in carburante, con un +1,6%;

- la spesa per pasti e consumazioni fuori casa è sostanzialmente stabile;

- l'automotive soffre ancora molto, con una riduzione del 4,0% nell'acquisto di autovetture da parte dei privati;

- la domanda di mobili e articoli d'arredamento rallenta al -0,9%;

- gli elettrodomestici calano del 3,5%;

- anche il consumo di energia elettrica mostra una tendenza al rallentamento.


Sulla base degli andamenti osservati per le variabili che influenzano i prezzi al consumo, per giugno si stima una variazione dello 0,1% dell'indice in termini congiunturali e una crescita dell'1,7% su base annua. Il consolidamento di questa fase di stabilizzazione dell'inflazione dovrebbe favorire, nei prossimi mesi, un ulteriore recupero della fiducia da parte delle famiglie. Questo elemento, unito al permanere di dinamiche positive per molti indicatori reali, in primis occupazione e redditi, potrebbe portare nella seconda parte dell'anno al tanto atteso, e necessario, miglioramento della domanda interna.


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Articolo del 16/06/2025


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