L'inflazione in Italia a maggio 2025 rallenta ancora (ISTAT)

L'inflazione in Italia a maggio 2025 rallenta ancora (ISTAT)

16/06/2025

I prezzi al consumo in Italia hanno segnato un'ulteriore frenata a maggio 2025. L'indice nazionale, noto come NIC (Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo per l'intera Collettività), ha registrato un aumento dell'1,6% su base annua. Si tratta di un calo rispetto al +1,9% osservato ad aprile. La stima iniziale si era posizionata a un leggero +1,7%.

Questo rallentamento è stato determinato in gran parte dalla dinamica dei costi energetici. Sia i Beni energetici regolamentati, il cui tasso di crescita è sceso dal +31,7% ad un comunque elevato +29,3%, sia quelli non regolamentati, che hanno visto accentuarsi la loro flessione (dal -3,4% al -4,3%), hanno pesato sulla media generale.


Ma le spinte al ribasso non si sono fermate qui.

Anche i prezzi degli Alimentari non lavorati hanno contribuito a questo calo, passando da un aumento del +4,2% a uno del +3,5%. Un impatto si è avvertito pure sui servizi. I Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona hanno rallentato dal +3,6% al +3,1%, mentre i Servizi relativi ai trasporti hanno mostrato un freno ancora più deciso, scendendo dal +4,4% al +2,6%.

Ma non tutto ha rallentato. Alcune componenti, al contrario, hanno fornito un sostegno alla dinamica dell'indice generale, limitando il calo complessivo dell'inflazione. I prezzi dei Beni alimentari lavorati hanno accelerato, passando dal +2,2% al +2,7%. Questa spinta si riflette direttamente sul cosiddetto carrello della spesa, l'insieme dei prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, il cui tasso di crescita è salito al +2,7% (dal +2,6% di aprile). Anche la flessione dei Beni durevoli si è attenuata, pur rimanendo in territorio negativo (da -1,4% a -1,1%).


Guardando all'inflazione di fondo, quella che esclude gli elementi più volatili come energetici e alimentari freschi, si nota una leggera decelerazione. è scesa dal +2,1% al +1,9%. Anche l'inflazione al netto dei soli beni energetici ha segnato un piccolo passo indietro, passando dal +2,2% al +2,1%.

Analizzando separatamente beni e servizi, notiamo un calo dell'inflazione per entrambi. La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si è attenuata, passando dal +1,0% allo +0,8%. Per i servizi, il calo è stato più marcato, dal +3,0% al +2,6%. Di conseguenza, il divario inflazionistico tra i servizi e i beni si è ridotto, portandosi a +1,8 punti percentuali, contro i +2,0 del mese precedente.

Concentrandosi sul breve termine, la lieve diminuzione congiunturale, ovvero quella su base mensile, dell'indice generale (-0,1%) è stata determinata prevalentemente dal calo dei prezzi di alcune voci specifiche:
- - degli Energetici non regolamentati (-2,1%);
- - dei Servizi relativi ai trasporti (-1,7%);

Questi effetti ribassisti sono stati solo in parte controbilanciati dalla crescita di altri prezzi, come quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,0%), degli Alimentari non lavorati (+0,7%) e degli Alimentari lavorati (+0,3%).


Anche l'indice armonizzato dei prezzi al consumo, noto come IPCA (Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo), ha seguito un andamento simile. A maggio 2025 ha registrato una variazione pari a -0,1% su base mensile e a +1,7% su base annua, in calo rispetto al +2,0% del mese precedente. La stima preliminare si attestava al +1,9%.

Infine, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, l'indice FOI (Indice dei Prezzi al Consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati), al netto dei tabacchi, ha segnato una variazione congiunturale di -0,1% e una tendenziale del +1,4%.

Guardando avanti al resto del 2025, l'inflazione "acquisita", ovvero la crescita media dei prezzi che si avrebbe se l'inflazione rimanesse zero per i restanti mesi dell'anno, si attesta al +1,3% per l'indice generale e al +1,6% per la componente di fondo. Il quadro che emerge è quello di una pressione inflazionistica in progressivo allentamento, guidata principalmente dal comparto energetico e da alcune voci dei servizi, ma con aree di resistenza, come quella degli alimentari lavorati, che mantengono una dinamica di crescita più sostenuta.



L'inflazione in Italia a maggio 2025 rallenta ancora (ISTAT)
Clicca per ingrandire l'immagine


Articolo del 16/06/2025


marketing - retail - ecommerce - intelligenza artificiale - AI - IA - digital transformation - pmi - high yield - bitcoin - bond - startup - pagamenti - formazione - internazionalizzazione - hr - m&a - smartworking - security - immobiliare - obbligazioni - commodity - petrolio - brexit - manifatturiero - sport business - sponsor - lavoro - dipendenti - benefit - innovazione - b-corp - supply chain - export - - punto e a capo -