I prezzi alimentari, per esempio, continuano la loro corsa, segnando un aumento del 3,0%, in accelerazione rispetto al 2,4% del mese precedente. Non solo il cibo, ma anche i costi legati alla mobilità sono cresciuti in modo significativo; i prezzi servizi trasporti hanno registrato un balzo notevole, passando da un più contenuto +1,6% a un robusto +4,4%. Sono voci che pesano direttamente sul portafoglio delle famiglie.
Parallelamente, il settore energetico ha virato in territorio negativo, mostrando una deflazione complessiva dello 0,8% su base annua. Questo dato è trainato in particolare dai prezzi dell'energia non regolamentata, scesi bruscamente al -3,4% dopo essere stati in positivo a marzo (+0,7%). Però, non tutta l'energia segue lo stesso andamento. L'energia regolamentata, quella sotto stretto controllo governativo, ha invece segnato un'ulteriore, forte accelerazione, raggiungendo un impressionante +31,7%, in aumento rispetto al già elevato +27,2% di marzo.
Il cosiddetto "carrello della spesa", che include alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona, vede anch'esso i prezzi accelerare: l'incremento si attesta ora al 2,6%, superando il 2,1% del mese precedente.
Anche l'inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari freschi, ha mostrato un'accelerazione. È passata dall'1,7% di marzo al 2,1% di aprile, un segnale che le pressioni sui prezzi non sono limitate solo ai beni più volatili.
Un'analisi più dettagliata rivela che i prezzi dei beni nel loro complesso hanno rallentato la loro crescita, fermandosi all'1,0% rispetto all'1,5% precedente. Viceversa, i prezzi dei servizi hanno accelerato, raggiungendo il 3,0% dal 2,5%. Questo divario tra l'andamento dei prezzi di beni e servizi si è ampliato significativamente.
Sul fronte mensile, il lieve incremento complessivo dello 0,1% è stato influenzato da diverse dinamiche. Hanno spinto verso l'alto i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+3,4%), ma anche quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,8%), spesso soggetti a variazioni stagionali. Hanno contribuito all'aumento mensile anche gli alimentari, sia quelli non lavorati (+0,7%) che quelli lavorati (+0,5%), insieme ai servizi relativi all'abitazione (+0,3%).
A compensare parzialmente questi rialzi sono state le diminuzioni dei prezzi energetici, sia regolamentati (-6,9% mensile) che non regolamentati (-5,8% mensile), e dei beni durevoli (-0,3% mensile).
Per quanto riguarda le proiezioni future, l'inflazione acquisita per il 2025 si attesta all'1,4% per l'indice generale e all'1,6% per la componente di fondo. I dati Istat includono anche altri indici. L'IPCA, l'indice armonizzato utilizzato a livello UE, ha mostrato un aumento dello 0,4% su base mensile, riflettendo in parte la fine dei saldi stagionali non considerati dal NIC. Su base annua, l'IPCA è al 2,0%, in lieve decelerazione rispetto a marzo. L'indice FOI, per le famiglie di operai e impiegati, ha registrato una variazione negativa dello 0,1% mensile e un aumento dell'1,7% su base annua.
In sintesi, la stabilità del dato aggregato dell'inflazione Italia ad aprile 2025 non deve trarre in inganno. Sotto la superficie, il costo della vita continua a cambiare in modo disomogeneo, con i rincari sui generi alimentari e sui trasporti che incidono sui bilanci familiari, parzialmente mitigati dal calo dei prezzi energia, pur con la nota dolente dell'energia regolamentata.

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Articolo del 16/05/2025