Investimenti costruzioni PNRR: l'edilizia sfida le peggiori previsioni

Investimenti costruzioni PNRR: l'edilizia sfida le peggiori previsioni

20/01/2026

Il settore costruzioni in Italia ha dimostrato una resilienza superiore alle aspettative del mercato. L'analisi condotta dall'Osservatorio Congiunturale 2026 di ANCE, l'Associazione Nazionale Costruttori Edili, ha messo in luce una performance molto più solida di quanto temuto. Nel 2025, gli investimenti costruzioni PNRR hanno registrato una flessione minima, pari all'1,1 per cento.

Questo dato è eccezionale se si considera che le previsioni iniziali indicavano una contrazione drammatica, vicina al 7 per cento. La lieve battuta d'arresto è stata causata principalmente dalla debolezza nell'edilizia abitativa previsioni B2B, dove gli investimenti hanno subito un crollo del 15,6 per cento.


Nondimeno, questa carenza è stata ampiamente compensata dalla spinta inarrestabile delle opere pubbliche. I cantieri finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno garantito una crescita robusta del 21 per cento.

Le proiezioni per il 2026 sono decisamente positive. Gli investimenti sono attesi in netta risalita, con un incremento stimato del 5,6 per cento. Il completamento del PNRR continuerà a fungere da motore primario. Non solo si prevede un'ulteriore accelerazione delle opere pubbliche (+12 per cento), ma si assisterà anche alla ripresa della riqualificazione abitativa. Quest'ultima beneficerà della proroga degli incentivi fiscali, con una crescita attesa del 3,5 per cento.

Il PNRR ha innescato una vera e propria stagione di efficienza che l'Italia non può permettersi di disperdere. Il Paese è riuscito a velocizzare i processi di spesa e, cosa più importante, a migliorare la qualità degli investimenti realizzati. Questo successo ha creato un modello virtuoso, contagiando ogni livello amministrativo.


A dimostrazione di questa ritrovata capacità realizzativa, i Comuni hanno registrato performance di spesa ritenute impensabili fino a pochi anni fa. Similmente, le grandi stazioni appaltanti e le imprese coinvolte hanno dimostrato grande maturità e competenza nell'esecuzione dei lavori. Piero Petrucco, vicepresidente ANCE per il Centro Studi, ha sottolineato come questo sistema di appalti pubblici efficienza spesa abbia permesso alle aziende più strutturate e con standard qualitativi elevati di rafforzarsi. Le imprese hanno migliorato le loro dimensioni, aumentato la redditività e ridotto l'indebitamento, agendo con responsabilità finanziaria.

L'impatto sul mercato del lavoro è stato cruciale. Le costruzioni sono state un pilastro per la crescita del Prodotto Interno Lordo e dell'occupazione nazionale. Tra il 2020 e il 2025, il settore ha creato 350.000 nuovi posti di lavoro, pari al 20 per cento dell'incremento complessivo dei lavoratori in tutta l'economia. Questa dinamica positiva è proseguita anche nel 2025: nei primi nove mesi, si è registrata una crescita dell'1,4 per cento delle ore lavorate e un aumento del 3 per cento degli iscritti alla cassa edile.


Oltre la metà dei fondi PNRR finora erogati, una cifra che ammonta a 101,3 miliardi di euro, è destinata direttamente alle costruzioni. Il ritmo di spesa si è intensificato nell'ultimo anno, raggiungendo una media di circa 3,4 miliardi di euro al mese. Sul territorio nazionale risultano aperti quasi 16.000 cantieri. Due terzi di questi sono in fase avanzata o prossimi al completamento. L'ANCE rileva che il 70 per cento dei cantieri non ancora avviati riguarda opere di minore entità, il che suggerisce tempi di realizzazione più brevi. È indispensabile ora garantire che il completamento di tutti i progetti in corso avvenga nei termini previsti.

L'accelerazione nella spesa è stata evidente in diverse aree strategiche. I Comuni, per esempio, hanno aumentato la loro capacità di investimento del 15 per cento rispetto al 2024. Le grandi infrastrutture hanno beneficiato di risorse massicce. Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha investito ben 11 miliardi di euro nel 2025, un miliardo in più rispetto all'anno precedente. Anche ANAS ha segnato un incremento della spesa del 15 per cento nel primo semestre del 2025 in confronto allo stesso periodo dell'anno precedente.


Le 5.600 aziende attive direttamente nei cantieri finanziati dal PNRR rappresentano il nucleo di questo rilancio. Queste realtà non solo hanno registrato una crescita dimensionale significativa ma hanno anche visto la produttività aumentare. Il numero dei loro dipendenti è cresciuto del 67 per cento rispetto ai livelli del 2017. Questo aumento della forza lavoro e delle dimensioni aziendali dimostra come il Piano stia favorendo la creazione di un ecosistema B2B dell'edilizia più forte, efficiente e preparato per le sfide future.


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Articolo del 20/01/2026


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