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20/05/2025

Banco BPM lancia bond AT1 da 400 milioni: forte domanda

Banco BPM lancia bond AT1 da 400 milioni: forte domanda

Una significativa operazione sul mercato finanziario è stata portata a termine da Banco BPM. La banca ha annunciato il successo della sua nuova emissione di capitale. Si tratta di uno strumento chiamato Additional Tier 1, uno dei pilastri della solidità di una banca. L'ammontare raccolto è stato di 400 milioni di euro.

L'interesse degli investitori istituzionali è stato eccezionale. Oltre 200 soggetti hanno partecipato all'asta. La domanda ha toccato un picco di 3,2 miliardi di euro. Questo successo notevole ha consentito di fissare lo spread, il rendimento aggiuntivo richiesto rispetto ai tassi base, al livello più contenuto nella storia di questo tipo di operazioni per il Gruppo.


Una vera testimonianza della fiducia del mercato. Questo bond, perpetuo nella sua natura formale, offre all'emittente la possibilità di richiamarlo, ovvero rimborsarlo anticipatamente, a partire dal quinto anno. Il titolo è stato collocato alla pari. Garantisce agli investitori una cedola fissa del 6,25% fino al 27 novembre 2030. Il pagamento della cedola avviene ogni sei mesi. Una particolarità di questi strumenti è che il pagamento non è garantito in ogni circostanza; è totalmente discrezionale e soggetto a precise limitazioni legate alla solidità della banca.

Nel caso in cui Banco BPM decidesse di non esercitare l'opzione di rimborso anticipato, la cedola futura non rimarrebbe fissa. Sarebbe ricalcolata. La nuova base di calcolo sarebbe il tasso swap in euro a 5 anni vigente alla data del ricalcolo, a cui verrebbe aggiunto uno spread di 406,6 punti base. Questa nuova cedola resterebbe fissa per i successivi cinque anni, fino a una potenziale nuova data di ricalcolo. Un elemento chiave di questo tipo di bond riguarda la sua capacità di assorbire le perdite in scenari di crisi.




Se il coefficiente patrimoniale CET1 consolidato o individuale di Banco BPM dovesse scendere al di sotto di una soglia specifica, fissata al 5,125%, il valore nominale del titolo verrebbe temporaneamente ridotto. Questo meccanismo aiuta a preservare la stabilità della banca in situazioni di stress finanziario. L'analisi della composizione degli investitori che hanno sostenuto questa emissione rivela un quadro diversificato e internazionale. I principali partecipanti sono stati:

- Gestori di fondi, con il 69% del totale;

- Banche, che hanno rappresentato il 17% degli acquirenti.

Dal punto di vista geografico, la presenza di investitori esteri è stata preponderante. Spiccano in particolare la Francia, con una quota significativa del 25%, e il Regno Unito, con il 14%. L'Italia, il mercato domestico, ha comunque giocato un ruolo importante, assorbendo il 30% dell'emissione.

L'operazione di collocamento è stata gestita da un consorzio di banche di rilievo internazionale. I ruoli di Global Coordinators sono stati ricoperti da Morgan Stanley e Barclays.


Hanno agito come Joint Bookrunners: Banca Akros, Crédit Agricole (entrambe legate all'emittente, un dettaglio importante), Barclays, BNP Paribas, BofA, Citi, e Morgan Stanley. La presenza di questi nomi evidenzia la portata e l'importanza dell'emissione sul mercato globale.


Banco BPM lancia bond AT1 da 400 milioni: forte domanda
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Articolo del 20/05/2025