
23/06/2025
Un pesante ricorso legale è stato depositato contro Apple. Azionisti scontenti hanno avviato una class action. L'accusa è chiara: frode sui titoli. Sostengono che Apple abbia deliberatamente esagerato i progressi compiuti nello sviluppo di funzionalità avanzate basate sull'AI, in particolare quelle previste per Siri nell'ambito del progetto Apple Intelligence. La causa è stata depositata il 20 giugno presso il tribunale federale di San Francisco.
Non solo l'azienda è nel mirino, ma anche figure chiave. Il ceo Tim Cook, Kevan Parekh e Luca Maestri sono stati inclusi nell'azione legale.
Secondo i ricorrenti, questi dirigenti avrebbero diffuso dichiarazioni ingannevoli. Avrebbero dipinto un quadro eccessivamente ottimistico sullo stato di Apple Intelligence. Hanno indotto gli investitori a credere che le nuove funzioni sarebbero state pronte per l'arrivo degli iPhone 16, previsto per l'autunno 2024. L'investitore Eric Tucker è a capo di questa iniziativa legale. Il suo ricorso, basato su documentazione presentata in tribunale, solleva un punto cruciale. Apple avrebbe omesso di rivelare un dettaglio fondamentale. Le tecnologie AI annunciate alla WWDC 2024, evento dedicato agli sviluppatori, non disponevano ancora di un prototipo pienamente funzionante. Questo rendeva la loro implementazione nei tempi previsti estremamente improbabile. Chi ha avviato la causa ritiene che questa discrepanza tra le promesse pubbliche e la realtà interna abbia avuto conseguenze negative. Avrebbe impattato sulle vendite degli iPhone 16. E, cosa ancora più grave per gli azionisti, avrebbe contribuito a un crollo del titolo in Borsa.
Si parla di una perdita di circa 900 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato dal picco raggiunto nel dicembre 2024. Il periodo preso in esame dalla causa si estende dal 10 giugno 2024 al 9 giugno 2025. Durante questa finestra temporale, Apple ha presentato Apple Intelligence come una delle innovazioni di punta. Le promesse per Siri erano ambiziose: un assistente più naturale, capace di capire il contesto, personalizzabile, in grado di agire all'interno delle diverse app e con una comprensione avanzata del linguaggio umano. Queste caratteristiche erano state posizionate strategicamente come un fattore d'acquisto determinante per i nuovi iPhone 16. Ma il documento ufficiale depositato in tribunale suggerisce una diversa realtà. Apple, stando all'accusa, non solo era consapevole che queste funzionalità non erano pronte, ma avrebbe consapevolmente scelto di procedere con una massiccia campagna promozionale. Questa includeva spot televisivi con testimonial famosi e video online. Molti di questi materiali pubblicitari sono stati in seguito ritirati.
La conferma ufficiale dei ritardi è arrivata il 7 marzo 2025. Apple ha annunciato il rinvio a tempo indeterminato di alcune delle funzioni più avanzate di Siri. L'azienda ha ammesso pubblicamente che avrebbero richiesto significativamente più tempo del previsto per essere finalizzate. Dichiarazioni interne, attribuite a un senior director responsabile di Siri durante un incontro aziendale, sembrano corroborare questa versione dei fatti. Avrebbe affermato che "Apple ha mostrato le funzionalità prima che fossero pronte", definendo il ritardo come "imbarazzante". La reazione del mercato non si è fatta attendere. Il titolo Apple ha iniziato a scendere. Il 10 marzo ha registrato una flessione del 4,85%. Nei due giorni immediatamente successivi la perdita è stata del 5,05%. Un colpo ancora più duro è arrivato dopo un articolo del Wall Street Journal pubblicato il 4 aprile, che criticava apertamente la strategia di marketing dell'azienda. Quel giorno, il titolo ha chiuso in ribasso del 7,28%.
La WWDC 2025, svoltasi il 9 giugno, non ha risollevato le aspettative sul fronte AI. Non sono stati presentati aggiornamenti sostanziali per Siri. L'evento è stato ampiamente percepito come deludente. Molti osservatori hanno notato come Apple sembri ancora inseguire i suoi principali concorrenti, come Google, Microsoft e Amazon, nel campo dell'AI. Anche in quella giornata, il titolo ha perso l'1,21% a fine seduta. Una chiara indicazione che la percezione di un'innovazione incompleta continua a pesare. Il ricorso in tribunale include anche riferimenti a un report di Morgan Stanley. Questo studio suggerisce che circa il 50% degli utenti che hanno deciso di non aggiornare il proprio iPhone nel 2024 ha indicato specificamente il rinvio delle funzionalità di Siri come motivo principale della loro scelta. Ciò implica che il ritardo nelle promesse sull'AI potrebbe aver concretamente compromesso il ciclo di aggiornamento dei dispositivi su cui Apple contava.
Le basi legali del procedimento sono solide, facendo riferimento a specifiche sezioni della normativa federale sui titoli. Si tratta delle sezioni 10(b) e 20(a) del Securities Exchange Act. Queste norme proibiscono la diffusione di informazioni false o fuorvianti nel mercato azionario. Gli azionisti sostengono che Apple e i dirigenti chiamati in causa abbiano violato queste disposizioni. A sostegno della loro tesi, il ricorso porta come elemento probatorio le significative vendite di azioni effettuate dagli stessi dirigenti proprio nel periodo in cui le funzionalità AI venivano promosse come imminenti. - Il ceo Tim Cook avrebbe venduto titoli per un valore superiore a 81 milioni di dollari;
- Luca Maestri avrebbe ceduto azioni per oltre 15 milioni di dollari;
- Kevan Parekh avrebbe venduto titoli per almeno 1,4 milioni di dollari. Le comunicazioni ufficiali rilasciate da Apple tra giugno 2024 e l'inizio del 2025 sono anch'esse citate come prova. Queste includono comunicati stampa, trascrizioni di conference call con gli investitori e dichiarazioni pubbliche.
Secondo i ricorrenti, questi materiali avrebbero ritratto Apple Intelligence come una funzionalità imminente e pienamente operativa. Tutto questo avveniva mentre, internamente, l'azienda nutriva forti dubbi sulla reale fattibilità del rilascio entro l'anno previsto. Questa non è l'unica sfida legale che Apple si trova ad affrontare. Un secondo procedimento simile è stato avviato. Anch'esso riguarda presunte dichiarazioni ingannevoli sulle reali capacità di Apple Intelligence e Siri. L'esito di queste azioni legali è al momento incerto. Però, rappresentano indubbiamente un elemento di pressione aggiuntivo per Apple. Il contesto attuale è caratterizzato da una crescente attenzione normativa e mediatica. Le promesse commerciali legate all'AI sono sotto stretta osservazione. Questo aggiunge un rischio reputazionale considerevole per il gigante tecnologico.
Articolo del 23/06/2025

Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Il magazine ha cadenza settimanale, esce online il mercoledì mattina alle 7. La redazione posta alcune notizie quotidianamente, senza alcuna cadenza fissa.
Inoltre BusinessCommunity.it realizza la miglior rassegna economico finanziaria sul web, aggiornata in tempo reale.
Tutti gli articoli pubblicati dal 2014 nei magazine
© 2009-2026 BusinessCommunity.it. Tutti i Diritti Riservati. P.I 10498360154