
25/06/2025
Una notizia importante arriva dal mondo dell'intelligenza artificiale. Anthropic, una delle aziende in rapida crescita nel settore dell'AI, ha annunciato aggiornamenti significativi per la sua piattaforma consumer, Claude.Ai. L'obiettivo principale è rendere più semplice per chiunque, anche senza competenze tecniche specifiche, creare applicazioni software innovative direttamente conversando con l'AI. Il cuore di queste novità risiede nell'evoluzione di una funzionalità già apprezzata: gli Artifacts.
Ma cosa sono esattamente gli Artifacts? Immaginate una finestra separata su Claude.Ai che si apre quando chiedete all'AI di realizzare qualcosa di complesso, come generare il codice per una piccola app, creare documenti strutturati o disegnare diagrammi elaborati.
È uno spazio dedicato dove Claude costruisce e modifica in tempo reale il contenuto richiesto. Potete pensarla un po' come la finestra di composizione di una email in un client come Gmail, ma invece di scrivere testo, qui l'AI crea una vasta gamma di contenuti interattivi. È un processo dinamico dove si vede l'AI lavorare passo dopo passo e si possono chiedere modifiche strada facendo, quasi come co-creare in diretta.
Adesso, Anthropic introduce una capacità ancora più potente. È diventato possibile incorporare l'intelligenza
- di Claude direttamente all'interno di questi Artifacts. Questo si ottiene permettendo alle creazioni di connettersi all'API di Anthropic, abilitando così funzionalità generative al loro interno. Prima, ad esempio, un chatbot creato come Artifact poteva avere risposte predefinite, ma non poteva generare contenuti nuovi e pertinenti in tempo reale per ogni query. Ora, quell'identico chatbot può usare la connessione all'API di Claude per creare risposte uniche e dinamiche a qualsiasi domanda.
È una vera svolta per chi desidera sperimentare e sviluppare app AI senza doversi immergere nel codice tradizionale.
Attivare questa nuova funzione è un processo semplice e accessibile. È disponibile sia per gli utenti con piani gratuiti che per quelli con abbonamenti a pagamento su Claude.Ai. Basta navigare nelle impostazioni della piattaforma e attivare l'opzione etichettata “Create AI-powered artifacts”.
Per quanto riguarda i costi di utilizzo, la scelta è chiara. Non c'è una tariffa separata per ogni singola chiamata all'API effettuata dall'Artifact. Queste operazioni rientrano e vengono gestite all'interno dei limiti di utilizzo (i cosiddetti rate limits) del vostro abbonamento a Claude. Se possedete un piano come il Claude Max, che ha un costo di 200 dollari al mese, i vostri limiti sono significativamente più elevati, consentendo agli Artifacts di gestire molta più attività e interazioni complesse rispetto a un piano gratuito. Questo modello incoraggia la sperimentazione estesa.
Per integrare questa nuova capacità generativa nei vostri Artifacts, la comunicazione con Claude.Ai rimane il mezzo principale. Potete usare frasi dirette e naturali, come “usiamo l'intelligenza di Claude per gestire questa specifica funzione”
- o “potremmo usare Claude per generare un elenco di opzioni qui?”. L'interazione conversazionale è fondamentale per guidare l'AI.
Parallelamente a questa potente integrazione, Anthropic ha anche introdotto una comoda novità organizzativa: una nuova scheda interamente dedicata agli Artifacts sulla piattaforma Claude.Ai. In passato, ritrovare le proprie creazioni significava scorrere e cercare attentamente all'interno delle conversazioni precedenti. Adesso, questa scheda raccoglie tutti gli Artifacts creati dall'utente in un unico spazio ordinato e facilmente consultabile.
All'interno di questa nuova scheda, c'è anche un prezioso menu chiamato “Inspiration”. Qui è possibile esplorare una galleria di Artifacts realizzati da altri utenti della community di Claude.
Cliccando su uno di essi, si ha la possibilità di vedere il prompt iniziale che ha dato il via alla creazione, visualizzare l'intera chat che ha portato al risultato finale e, cosa ancora più interessante, personalizzare il contenuto dell'Artifact. È una fonte eccellente per scoprire nuove idee e approcci a quello che informalmente viene chiamato “vibe coding”, ovvero il processo di sviluppo conversazionale e iterativo.
C'è però un aspetto importante da considerare. Attualmente, gli Artifacts che sfruttano l'API integrata di Claude sono accessibili e funzionano solo all'interno dell'ambiente di Claude.Ai stesso. Se l'obiettivo è trasformare un Artifact sperimentale in un'applicazione pronta per la produzione e ospitata esternamente, sarà necessario impostare una connessione API autonoma e separata. Ciononostante, questo non impedisce di continuare il processo di vibe coding. Per proseguire l'iterazione e lo sviluppo, è sufficiente copiare il codice generato all'interno dell'Artifact e incollarlo in un'altra applicazione di editing codice basata sull'AI, come ad esempio Cursor o lo stesso Claude Code offerto da Anthropic.
Questo crea un ponte fluido tra la sperimentazione rapida sulla piattaforma e lo sviluppo app AI più strutturato.
Articolo del 25/06/2025

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