
27/06/2025
Un traguardo storico segna una nuova era per le aziende fornitrici in Italia. La Pubblica Amministrazione italiana, dopo anni di battaglie, ora rispetta i tempi di pagamento stabiliti dalla legge. Un obiettivo cruciale dei 40 fissati dal Pnrr per il 30 giugno, essenziale per sbloccare l'ottava rata da 12,8 miliardi di euro, è stato brillantemente raggiunto. Il monitoraggio pubblicato dalla Ragioneria Generale dello Stato lo conferma: i tempi di pagamento medi per la PA centrale, le Regioni, la sanità e gli enti locali si sono allineati ai 30 giorni previsti per le imprese e ai 60 giorni per il settore sanitario. Questa impresa è riuscita in ogni comparto del settore pubblico italiano, a dimostrazione di un cambiamento profondo e atteso.
La strada per questo successo è stata lunga, avviata nel lontano 2013, quando le fatture presentate agli uffici pubblici languivano in media per 120-130 giorni prima di essere saldate. Quel periodo rappresentava un colpo durissimo per un'economia già in recessione a causa della crisi finanziaria. In risposta a quella situazione drammatica, il Governo Letta diede il via a una delle più massicce misure di politica economica mai realizzate fino a quel momento. Attraverso un meccanismo di anticipazioni di liquidità, il Mef e Cassa Depositi e Prestiti distribuirono 34,4 miliardi di euro, di cui 25,4 miliardi alle Regioni e 9 miliardi agli enti locali, con il preciso scopo di estinguere i debiti commerciali e mitigare il triste fenomeno delle imprese soffocate non dai debiti, ma dalla mancanza di pagamenti. Insieme ai fondi, una vera pioggia di regole ha gradualmente imbrigliato i pagamenti pubblici entro i termini di legge, superando anche qualche tentativo iniziale non andato a buon fine. Si conclude così il cantiere di una delle riforme più incisive per la macchina pubblica e, di riflesso, per l'economia reale, purtroppo circondata da un disattenzione generale nel dibattito politico.
I calcoli del Ministero dell’Economia rivelano che, alla fine del 2023, il tempo medio impiegato dalle PA per onorare i propri debiti commerciali si è ridotto a 30 giorni. Si tratta di una discesa costante, iniziata dai 43 giorni medi del 2019, passando per i 33 giorni del 2022. I Ministeri, per esempio, hanno visto l'attesa media scendere a 29 giorni, un netto miglioramento rispetto ai 53 giorni del 2019. Ancora meglio si comportano gli enti locali, che oggi pagano in 26 giorni, a fronte dei 42 giorni di cinque anni fa. Nel settore della sanità, dove le norme concedono 60 giorni, il contatore si ferma a 35 giorni. Grazie a questa accelerazione, ben l'81% degli importi è stato saldato entro i termini, una condizione che nel 2019 riguardava solo il 69% delle somme totali. Tutto questo è avvenuto nonostante la netta crescita delle fatture presentate agli uffici delle diverse amministrazioni. Questa crescita è stata alimentata sia dalla moltiplicazione degli interventi introdotti in questi anni, anche per attuare gli altri rami del Pnrr, sia dall'inflazione che tra il 2021 e il 2023 ha gonfiato molti importi.
Lo scorso anno, l'intero complesso delle Pubbliche Amministrazioni ha ricevuto 30.419 richieste di pagamento, per un importo complessivo di 197,99 miliardi di euro. Questo rappresenta un aumento del 7,3% rispetto all'anno precedente e un notevole incremento del 35,5% rispetto al 2019. Di queste richieste, il 95,9% è stato effettivamente pagato, per un totale di 189,85 miliardi di euro; in questo caso, l'incremento in cinque anni è stato del 38,82%. Anche questa metrica evidenzia un tasso di virtuosità ancora maggiore da parte degli enti locali: Comuni, Città metropolitane e Province hanno saldato il 97,6% delle fatture nell'anno, corrispondenti a 53,3 miliardi di euro su 54,6. Questi importi rappresentano un impressionante +44,3% rispetto ai pagamenti conclusi nel 2019. I risultati raggiunti sono il frutto di una pluralità di interventi adottati nel tempo, dove le attività di monitoraggio hanno rappresentato il principale presupposto e punto di sintesi. Un riferimento chiave in questo processo è la Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC), uno strumento telematico che ha reso trasparenti le abitudini di pagamento di tutte le PA italiane.
Ha permesso di verificare puntualmente le dinamiche e di applicare eventuali sanzioni. La trasparenza, si dimostra, ripaga sempre. Essa, tra l'altro, permette di individuare ciò che ancora non funziona, magari celato dietro una media di successo. Pur con risultati eccellenti, tra gli stessi Ministeri vi è chi registra ancora un ritardo medio, come i modesti 2,4 giorni indicati dal Ministero delle Infrastrutture o i più significativi 10,7 giorni del Viminale. Persino tra le ASL e gli enti locali, i ritardatari, anche se in minoranza, non mancano. La strada è tracciata, ma la vigilanza rimane essenziale per consolidare questo successo.
Articolo del 27/06/2025

Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Il magazine ha cadenza settimanale, esce online il mercoledì mattina alle 7. La redazione posta alcune notizie quotidianamente, senza alcuna cadenza fissa.
Inoltre BusinessCommunity.it realizza la miglior rassegna economico finanziaria sul web, aggiornata in tempo reale.
Tutti gli articoli pubblicati dal 2014 nei magazine
© 2009-2026 BusinessCommunity.it. Tutti i Diritti Riservati. P.I 10498360154