Inflazione in Italia: a giugno una nuova spinta, ma l'energia rallenta

Inflazione in Italia: a giugno una nuova spinta, ma l'energia rallenta

30/06/2025

Le stime preliminari dell'ISTAT per giugno 2025 mostrano un lieve aumento dell'inflazione in Italia. Il dato nazionale dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato una crescita dello +0,2% su base mensile e un +1,7% rispetto a giugno 2024, un leggero incremento dal +1,6% del mese precedente. Questo andamento riflette dinamiche contrastanti tra i diversi settori dell'economia italiana, con alcune categorie che mostrano una decisa accelerazione e altre che, al contrario, esercitano un effetto frenante. Una delle principali forze trainanti di questa risalita è rappresentata dai beni alimentari. Sia quelli non lavorati, che hanno visto i loro prezzi balzare dal +3,5% al +4,2%, sia i lavorati, saliti dal +2,7% al +3,0%.


Anche i servizi relativi ai trasporti hanno contribuito in modo significativo all'accelerazione complessiva, passando da un +2,6% a un +2,9%. Si nota inoltre una attenuazione della flessione per i beni durevoli, che passano da un -1,1% a un più contenuto -0,8%. Nondimeno, non tutte le voci hanno seguito la stessa tendenza. Nel cruciale comparto energetico, si è osservata una netta decelerazione per i beni energetici regolamentati, il cui tasso di crescita si è ridotto drasticamente dal +29,3% al +22,7%. Con tutto ciò, la flessione dei beni energetici non regolamentati si è addirittura accentuata, passando da un -4,3% a un -4,6%. Questo gioco di forze opposte è essenziale per comprendere il quadro macroeconomico attuale. L'inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili come l'energia e gli alimentari freschi, ha mostrato un'accelerazione, salendo dal +1,9% al +2,1%. Questo suggerisce una pressione sui prezzi più ampia e radicata nell'economia. La componente al netto dei soli beni energetici, però, è rimasta stabile al +2,1%.


La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si è lievemente accentuata, passando da +0,8% a +1,0%, in un parallelo con l'incremento dei servizi, che hanno toccato il +2,7% dal +2,6%. È interessante notare come il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si sia leggermente ridotto, attestandosi a +1,7 punti percentuali dal +1,8 del mese precedente. Particolare attenzione merita il cosiddetto "carrello della spesa". I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno mostrato una dinamica in decisa accelerazione, passando da un +2,7% a un +3,1%. Anche i prodotti ad alta frequenza d'acquisto hanno registrato un balzo significativo, dal +1,5% al +2,1%. Questi dati indicano una pressione persistente sui bilanci delle famiglie. La variazione congiunturale positiva dell'indice generale è stata il risultato di un insieme di fattori:
- L'aumento dei servizi relativi ai trasporti, che hanno segnato un +1,1%;
- I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, con un incremento dello +0,8%;
- I beni alimentari lavorati, cresciuti dello +0,6%.


Questi aumenti, eppure, sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione di:
- I beni energetici regolamentati, con un calo del -2,9%;
- I beni energetici non regolamentati, che hanno registrato un -1,1%;
- I beni alimentari non lavorati, scesi del -0,4%.

L'inflazione acquisita per il 2025 si attesta a +1,4% per l'indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. Sul fronte europeo, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato una variazione pari a +0,2% su base mensile e ha mantenuto una stabilità su base annua, confermandosi a +1,7% rispetto al mese precedente. Questo quadro complessivo suggerisce che, nonostante alcune moderazioni in settori chiave, l'inflazione resta un elemento dinamico e centrale per l'economia italiana.


Inflazione in Italia: a giugno una nuova spinta, ma l'energia rallenta
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Articolo del 30/06/2025


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