In particolare, si notano rallentamenti nei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (scesi da +3,6% a +3,0%) e nei servizi relativi ai trasporti (in calo marcato da +4,4% a +2,6%).
Ma, con tutto ciò, non mancano le spinte rialziste. Un contributo importante alla dinamica generale arriva dall'accelerazione decisa dei prezzi degli alimentari lavorati. Questi passano da un +2,2% di aprile a un più robusto +3,2%.
Questa crescita nel comparto degli alimentari lavorati si riflette sul "carrello della spesa". L'indice relativo ai beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelera infatti al +3,1% (rispetto al +2,6% precedente). Anche i prezzi dei beni durevoli mostrano un'attenuazione della loro flessione (passando da -1,4% a -0,8%).
L'inflazione di fondo, quella che esclude le componenti più volatili come l'energia e gli alimentari freschi, segue la tendenza generale. A maggio, scende leggermente al +2,0%, dal +2,1% registrato ad aprile. Anche l'indice al netto dei soli beni energetici mostra un lieve calo, attestandosi al +2,1% (da +2,2%).
Osservando la distinzione tra beni e servizi, notiamo dinamiche differenti. La crescita tendenziale dei prezzi dei beni accelera leggermente, passando da +1,0% a +1,1%, ma quella dei servizi registra un rallentamento, scendendo da +3,0% a +2,6%. Questo porta a una riduzione del differenziale inflazionistico tra i due comparti, che si riduce a +1,5 punti percentuali, rispetto ai +2,0 del mese precedente.
Su base mensile, l'indice generale non registra variazioni significative. Questo risultato apparentemente piatto nasconde movimenti opposti al suo interno. Da un lato, si sono osservate riduzioni nei prezzi dell'energia non regolamentata (-2,1%) e dei servizi di trasporto (-1,7%); dall'altro, sono aumentati i prezzi sia degli alimentari non lavorati (+0,9%) che di quelli lavorati (+0,8%), oltre ai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%).
Per il 2025, l'inflazione acquisita si attesta al +1,4% per l'indice generale e al +1,6% per la componente di fondo.
Anche l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), utilizzato per confronti a livello europeo, mostra una dinamica simile. Secondo le stime preliminari, registra una variazione mensile del +0,1% e un aumento annuo del +1,9%, in calo rispetto al +2,0% del mese precedente.

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Articolo del 30/05/2025