25/02/2015

economia

Sfide interessanti ma complicate per gli investitori

 

Per Ambrosetti Asset Management SIM sono molte le variabili esogene emerse nelle scorse settimane che impatteranno sui mercati nei prossimi mesi

Una partenza d'anno decisamente "frizzante" accompagna i mercati finanziari in queste prime settimane del 2015.
Il mese di gennaio è stato caratterizzato da un iniziale incertezza e penalizzazione degli asset rischiosi, che ha lasciato spazio poi ad una dinamica decisamente più positiva soprattutto per i mercati azionari.
Sono molte le variabili esogene emerse nelle scorse settimane che impatteranno sui mercati nei prossimi mesi. Andando in ordine cronologico:
- dapprima la pesante correzione che ha interessato il prezzo del petrolio (-17% nel mese di gennaio) ha portato evidenti ripercussioni sulle quotazioni dei titoli del settore energetico, sulla borsa Russa in particolare oltre che sull'allargamento degli spread delle obbligazioni high-yield con un effetto destabilizzante accentuato proprio dalla rapidità del movimento;

Sfide interessanti ma complicate per gli investitori

- poi l'intervento di riduzione dei tassi da parte della Banca Centrale Svizzera e la cancellazione della soglia minima al cambio franco svizzero-euro ha provocato grandi scossoni sul mercato valutario con la discesa del cambio EUR/CHF sotto la parità, zona che dovrebbe rappresentare il pavimento delle quotazioni per il 2015. Importanti anche le conseguenze sulla Borsa di Zurigo, trascinata al ribasso (-10%) ed ora candidata a rappresentare una interessante alternativa di acquisto;
- a seguire la delibera del Quantitative Easing da parte della BCE si è concretizzata in una forte salita dei listini dell'area Euro accompagnati dal naturale ed ulteriore profondo indebolimento della valuta. Un euforia in parte eccessiva ed in attenuazione proprio sul finire di mese, ma l'imprinting decisamente positivo dato ai mercati sosterrà presumibilmente le quotazioni anche nei prossimi mesi;
- infine l'esito del voto in Grecia è apparso inizialmente scontato dai mercati con tensioni tuttavia in crescita sul finale di mese ed interesse spostatosi soprattutto sulla definizione di nuovi equilibri politici tra il fronte "anti austerità" contrapposto al "rigore di stampo teutonico".

Seguici: 

Il risultato finale sui mercati potrebbe essere riassunto guardando gli esiti positivi sull'obbligazionario e le incertezza sulle azioni. In realtà le dinamiche sono state molteplici. A fronte di un indice azionario globale leggermente negativo (-0.41% Msci World LC) spiccano i risultati delle borse Euro (+6.52% Eurostoxx50) con Germania, Italia e Francia a guidare il gruppo.
Il risultato è significativo soprattutto se paragonato alle perdite dell'azionario Usa (-3.10%); bisogna tornare al ciclo rialzista 1997-2000 per trovare dei precedenti di extrarendimento dell'area Euro così importanti. Chiudono il quadro gli emergenti ed il Giappone, di poco positivi. Ancora alta la selettività settoriale con Energy e Financials in difficoltà contrapposti ad Helthcare e Consumer-Staples in crescita. Sul lato obbligazioni, i tassi governativi si sono confermati ancora in discesa su tutta la curva delle scadenze. Favoriti i governativi (Usa +3.12% ed Euro +2.41%) con Corporate ed High Yield più neutri ed emergenti in recupero (+1.00%) dopo un inizio mese difficile.

Significativo questo mese l'impatto valutario: l'Euro ha subito vendite su tutti fronti, favorendo gli investimenti fuori-zona. (Eur/Usd -6.67%, Eur/Jpy -8.42% e Eur/Chf -13.61%).
Per il mese di febbraio si conferma sostenuta l'esposizione azionaria complessiva in linea con i mesi precedenti.
Sul lato allocazione segnaliamo un aumento delle coperture valutarie sui temi esposti in Dollaro ed il contestuale inserimento di investimenti azionari su Italia e Svizzera a cambio coperto. Diminuita invece l'esposizione sugli emergenti, rimane alterata la selezione settoriale. Sul fronte obbligazionario interveniamo con alleggerimenti soprattutto sui temi governativi area Euro.


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