07/10/2015

economia

La Financial Repression orienta le strategie di investimento

 

Utermann (AllianzGI): nell’attuale contesto di crescita economica modesta, bassi tassi di interesse e sempre maggiore Volatilità, crediamo che un approccio attivo sia necessario per ottenere i rendimenti che il “cheap beta” non è in grado di offrire

Nel corso dell'ultimo Investment Forum di Allianz Global Investors, la revisione e l'analisi delle ipotesi chiave su cui si basa la consulenza strategica ai clienti hanno portato ad una sostanziale conferma delle principali conclusioni di investimento. Vediamo le principali.
Analisi dell'economia globale e della probabile durata della Financial Repression
La politica monetaria resta molto accomodante: Europa e Giappone sono in pieno quantitative easing e tutte le altre Banche Centrali, eccetto la Federal Reserve americana e la Bank of England, nel corso dell'anno hanno abbassato i tassi per sostenere l'economia domestica. Con l'evoluzione delle politiche monetarie, sui mercati valutari è tornata la volatilità, a cominciare da gennaio, quando la Svizzera ha abbandonato il cambio fisso franco-euro; gli investitori temono ora svalutazioni - volontarie o meno - in tutti i Paesi avanzati ed emergenti. L'ampliamento della fascia di trading dello yuan cinese durante l'estate, generalmente ed erroneamente definita una svalutazione, ha destabilizzato gli investitori, creando ancora più volatilità.

La Financial Repression orienta le strategie di investimento

Il contenimento dei costi di finanziamento a livelli bassi per molto tempo ha favorito l'assunzione di debito in tutto il mondo, specialmente tra gli enti sovrani dei mercati emergenti e le imprese. Oggi, infatti, il debito mondiale è di USD 50.000 miliardi superiore rispetto al 2008, al culmine della crisi finanziaria globale.
Gli attuali livelli di indebitamento e la generale mancanza di deleveraging ci portano a concludere che la crescita tendenziale sarà molto più contenuta che in passato - e anche più fragile.
Gli squilibri globali si sono infatti ridotti, ma non sono scomparsi. Un'analisi più approfondita rivela che i surplus commerciali sono legati a un calo delle importazioni più che ad un aumento delle esportazioni - positivo per la crescita - e che, in particolare in Europa, si stanno riformando significativi surplus di bilancio a seguito delle politiche di austerità.

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Cina e mercati emergenti stanno generando investimenti fissi lordi, mentre le economie più sviluppate e mature sono caratterizzate da un sottoinvestimento a livello sia pubblico che privato: una tendenza che vanifica le politiche monetarie e fiscali volte a stimolare crescita e occupazione.
Con una crescita tendenziale nominale più bassa - nonostante il crollo dei prezzi delle commodity e i minori livelli di investimento - la produttività globale è in calo, anche in presenza di nuovi servizi e tecnologie innovativi e rivoluzionari. Le spese per investimenti in conto capitale, oggi in forte diminuzione nell'industria delle materie prime, rappresentano oltre il 60% del totale degli investimenti a livello globale.
La crescente volatilità dei cambi e le svalutazioni evidenziano la mancanza di un coordinamento a livello internazionale. Ciò acuisce i timori di guerre commerciali e valutarie, in cui ogni economia cerca di "sottrarre crescita" alle altre, anziché stimolarla.

È evidente che tali politiche non favoriscono in modo sostanziale la crescita dell'economia globale, certamente non ai livelli osservati nelle precedenti fasi di ripresa.
"La nostra ipotesi di uno scenario prolungato di Financial Repression si conferma valida e, in assenza di nuove politiche e strategie a sostegno della crescita, rimarrà in atto per molti anni: vivremo cioè in un contesto caratterizzato da crescita modesta, bassi tassi di interesse e fragilità economica", ha commentato Stefan Hofrichter, Global Head of Economics & Strategies di AllianGI.
Valutazioni azionarie nel contesto di Financial Repression
Ci sono molti modi per valutare i titoli azionari, dai modelli di attualizzazione dei dividendi all'analisi dei rendimenti di dividendi e utili, al P/E di Shiller a lungo termine. Quasi tutti gli strumenti di valutazione presuppongono un ritorno verso la media nel corso del tempo, ma ciò risulta distorto dal quantitative easing e dalle politiche dei tassi a zero (ZIRP) in atto in tutto il mondo.

Nel considerare la necessità per i nostri clienti di assumersi dei rischi, AllianzGI cerca di misurare il tasso di sconto applicato dal mercato nel valutare i titoli azionari, per essere sicuri di assumere un livello di rischio corretto. Mentre gli investitori sono preoccupati dallo spettro della deflazione, AllianzGI è convinta che, se il picco stimato per i tassi di interesse in questo ciclo è inferiore ai picchi precedenti, il mercato azionario continuerà ad essere attraente, potrà essere oggetto di un rerating delle valutazioni e offrire redditi da dividendi interessanti e in crescita che accompagneranno l'incremento degli utili.
Shale oil e ramificazioni a livello globale
Nel corso dell'ultimo anno i cambiamenti nella crescita della domanda globale hanno avuto un impatto sia sui volumi che sul valore del petrolio; la situazione è stata poi esacerbata dalla risposta geopolitica dell'Arabia Saudita alla crescita del petrolio di scisto americano e all'aumento della produzione in altre aree. Gli investimenti nel settore evidenziano ora un calo vertiginoso a livello globale, che non si è ancora riflesso nei prezzi di mercato del petrolio alla luce dell'offerta proveniente da Iran, Iraq e Arabia Saudita.

Il nuovo management delle aziende del settore sta imponendo criteri di investimento rigidi e severi, che avranno impatti significativi sull'industria dei servizi petroliferi; inoltre, l'inasprimento dei criteri per la concessione di finanziamenti, soprattutto negli USA dopo il calo dei prezzi, ridurrà la volontà e la capacità di sviluppare progetti nello shale oil.
Di conseguenza, in presenza di una stabilizzazione della domanda, il mondo non sta sostituendo i 2-3 milioni di barili di petrolio al giorno persi per l'esaurimento dei giacimenti esistenti. Inoltre, dati gli altissimi rischi geopolitici in Medio Oriente, temiamo la possibilità che possano verificarsi incidenti che penalizzerebbero la produzione nell'area.
"Mentre le dinamiche del settore sono gravate dalle incertezze su domanda, produzione e tensioni politiche, è ormai chiaro che la prognosi per il petrolio non è così disperata come suggerirebbe il prezzo attuale. In un mondo dominato dalla Financial Repression, molti titoli petroliferi offrono una combinazione attraente di basse valutazioni, notevoli capacità di ‘self-help' e dividend yield elevati", ha commentato Scott Migliori, CIO Equity US di AllianGI.

Evoluzione dell'asset management
Il panorama dell'asset management sta cambiando rapidamente come conseguenza della regolamentazione, che riguarda i distributori, le banche e, soprattutto, i clienti. Una situazione già ampiamente prevista con il concetto di Financial Repression. Oggi però il settore è caratterizzato da una crescente domanda di trasparenza, dall'esigenza di un migliore allineamento delle strutture di commissione e da una diversa visione sul raggiungimento degli obiettivi di rendimento. Il "beta" ormai è pressochè gratuito e gli investitori si concentrano sui costi - non sull'"alpha" - poiché i mercati hanno generato rendimenti positivi.
AllianzGI crede tuttavia che d'ora in poi il "beta" sarà più volatile e non necessariamente positivo. Ciò significa che gli investitori dovranno accettare maggiori rischi e ricercare l'"alpha" come la componente più rilevante del rendimento totale. Inoltre, le nuove normative e la Financial Repression potrebbero dissuadere molti investitori, fra cui le compagnie di assicurazione e i soggetti vincolati a un approccio LDI, dall'assumere livelli di rischio adeguati.

AllianzGI a questo proposito ha sviluppato una nuova gamma di soluzioni di investimento in risposta alle mutate esigenze dei clienti: strategie unconstrained, idee absolute-return con accesso a forti segnali di alpha, strategie di factor-investing e una gestione del rischio altamente qualificata.
"Siamo sempre più convinti che l'attenzione di AllianzGI allo sviluppo di un'offerta attiva, nonchè alla verifica e all'aggiornamento strategico di molti dei nostri processi e delle nostre soluzioni di investimento, sia in sintonia con le nuove esigenze dei nostri clienti. Con un beta gratuito e sempre più volatile, è il momento giusto per proporre ai nostri clienti un alpha sostenibile e di qualità, in grado di soddisfare obiettivi di investimento ambiziosi", ha concluso Andreas Utermann, Global CIO di AllianzGI.

 



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