11/11/2015

marketing

Dal buzz all'advocacy, dallo storytelling allo storyselling

 

Nasce YourBrand.Camp, la prima piattaforma collaborativa per aziende e opinion leader della rete per fare marketing in modo trasparente. Permette alle imprese di realizzare progetti coinvolgenti, notiziabili e scalabili

Social network e relazioni con gli influencer sono le aree in cui i responsabili marketing digitale dichiarano di voler investire di più nei prossimi anni. In particolare il 53,8% dei manager intervistati cita le relazioni con gli influencer.
Ma quale approccio funziona veramente in un web super affollato di campagne preconfezionate, con contenuti standard "spalmati" su tutti, spesso pensati solo in termini di quantità di buzz? Come coinvolgere le persone più autorevoli e attive in Rete per ottenere partecipazione sincera, e quindi risultati e conversioni di maggior valore? In che modo un influencer o un blogger possono fare esperienze che li arricchiscono e conoscere realmente quello che c'è dietro un'azienda e i suoi prodotti? E infine, come si possono scegliere collaborazioni commerciali per diffondere idee utili, interessanti, ed essere remunerati in modo adeguato e al tempo stesso innovativo?

Dal buzz all'advocacy, dallo storytelling allo storyselling

La prima start up di co-creazione per progetti di comunicazione "più umani" in cui le imprese mostrano l'anima
Con questi obiettivi nasce YourBrand.Camp ( www.yourbrand.camp ), la prima start up di co-creazione e marketing collaborativo lanciata dall'Agenzia The Talking Village che permette a persone attive in Rete e imprese di lavorare a stretto contatto. Il risultato sono progetti di comunicazione di nuova generazione, secondo un approccio di co-marketing e co-blogging, in cui i partecipanti diventano a tutti gli effetti partner e stakeholder: non "influenzano" solo il loro seguito, ma l'azienda stessa. YourBrand.Camp nasce dopo una lunga sperimentazione fatta di osservazioni, ricerche e dialoghi con aziende e blogger condotta negli anni da The Talking Village, con un solo chiodo fisso: il marketing buono, utile, veritiero. In totale controtendenza rispetto alla distribuzione di contenuti sponsorizzati fatta in serie che dilaga sul web, l'obiettivo è lavorare insieme agli influencer mostrando l'anima delle imprese con le quali decidono di cooperare e i progetti che hanno a cuore, rendendoli più "umani", realizzando esperienze uniche di empowerment, capaci di premiare risultati veri di "storyselling" e non la visibilità fine a se stessa.

Seguici: 

Un luogo in cui aziende e social stakeholder lavorano a diretto contatto, con remunerazioni meritocratiche e trasparenti Il meccanismo di YourBrand.Camp è semplice.
- L'azienda (o l'agenzia di comunicazione) apre il proprio Brand Camp, gestito da un referente dell'impresa che si presenta e dichiara la propria missione. L'azienda si apre alla conversazione e al lavoro diretto con la rete lanciando un'anteprima prodotto, una campagna di informazione, un evento.
- Gli opinion leader si uniscono ai Camp maggiormente in linea con i loro interessi e sono coinvolti fin dalla genesi dei progetti in una logica di co?creazione. Nelle aree di conversazione dedicate discutono prodotti, strategie e iniziative direttamente con le aziende avanzando proposte. Una volta informati in modo molto approfondito, apportano idee, storie che riempiono di significato concreto i valori dell'azienda, portando in vita i messaggi del brand. Una ToolBox è a loro disposizione per suggerire messaggi e tecniche creative, ma non impone script o contenuti standard lasciando massima autonomia di combinare spunti, messaggi e visual.

- Questo coinvolgimento, unito alla libertà creativa, produce advocacy, cioè sostegno sincero da parte degli influencer, che a sua volta genera contenuti migliori e quindi risultati migliori, attentamente misurati sulla base di KPI e precise call to action in termini di lead, conversioni, acquisti: si produce reach qualitativa e non solo quantitativa. L'unico requisito obbligatorio è la trasparenza: quando l'influencer parla di un determinato prodotto o iniziativa dichiara pubblicamente la genesi della collaborazione.
- La remunerazione è meritocratica e a valore aggiunto sia per le aziende che per i blogger che guadagnano di più se il contenuto (post, video, coupon per l'acquisto, etc.) "converte" di più, mentre le aziende ottengono contributi "branded" di migliore qualità, variabilizzando i costi in base ai risultati concreti. Il meccanismo di reward ai partecipanti non prevede solo prodotti, voucher o premi speciali ma anche training e consulenze personalizzate utili a far crescere la loro professionalità.

Non solo ranking: una community altamente selezionata, e già testata da brand quali Findus, Dyson, AIDEPI, Dash
La piattaforma coinvolge una community altamente selezionata in base a criteri quantitativi (il loro seguito sui canali social) incrociati con molti altri indicatori "soft" quali creatività, grafica, wording, personalità dell'influencer, qualità della presenza in rete e altre skill verticali. Sono già iscritti alla piattaforma, aperta anche a chi non ha un blog, oltre 200 interessati a varie categorie (family, tech&design, beauty, food, travel, entertainment etc.). Tante le aziende attive, tra cui Findus che ha realizzato una campagna di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare, mentre brand prestigiosi come Dash avevano già da tempo sposato questa filosofia. Da segnalare anche Dyson che in questi giorni sta lanciando nuove iniziative sui temi della cura dell'ambiente domestico e AIDEPI, Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, che ha appena avviato un'iniziativa per smascherare le "bufale alimentari" in rete. Gli influencer che vogliono mettersi in gioco sono invitati ad iscriversi, e le aziende che hanno una storia da raccontare o le agenzie di comunicazione che vogliono sperimentare questo approccio a prendere contatto su info@yourbrand.camp .

Si va verso il marketing "con" le persone e non "alle" persone
"Se consideriamo che l'attenzione media di un lettore del web diminuisce continuamente e oggi è di appena sette secondi - ha dichiarato Flavia Rubino fondatrice di YourBrand.Camp e CEO di The Talking Village - si capisce che i contenuti standardizzati non funzionano e che la visibilità senza una relazione genuina finisce per danneggiare sia l'azienda che l'influencer. I tempi sono maturi per un cambio di paradigma, ovvero fare marketing con le persone e non alle persone. Per questo come YourBrand.Camp vorremmo aggregare anche nuove firme dei social, desiderose di crescere e migliorare le proprie skill di comunicazione sposando questa nuova cultura, e imprese innovative o start up disposte a comunicare prodotti o servizi con nuove modalità più efficaci".
Le 4 regole dell'influencer marketing collaborativo di YourBrand.Camp

1) Insight strategici: un piano di marketing deve partire dalle motivazioni profonde delle persone, dalla rilevanza, e rispondere a tre domande fondamentali: di cosa vogliamo parlare, con chi, e perché.
2) Empowerment: gli influencer non sono tali solo perché convincono qualcuno ma anche perché possono influenzare a loro volta le strategie delle aziende. Bisogna farli sentire parte di un vero team di consulenti.
3) Utilità: se un progetto ha utilità concreta per una community, è molto più comprensibile e condivisibile.
4) Trasparenza: è fondamentale dichiarare genesi e obiettivi di un progetto, senza nulla da nascondere, altrimenti l'effetto fake e il crollo della fiducia è immediato.
Federico Unnia, consulente di comunicazione



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