06/04/2016

idee

Perche' gli imprenditori devono puntare sui giovani

 

Ali Reza Arabnia (Geiko Taikisha): noi titolari d'azienda abbiamo un ruolo di grande responsabilità nei confronti di tutta la società. Abbiamo il dovere morale di incentivare l'occupazione giovanile

Secondo l'ultimo consuntivo Istat sull'andamento del mercato del lavoro italiano dell'anno passato, l'occupazione è cresciuta di 186.000 unità, registrando un +0,8% rispetto all'anno precedente. Sul fronte giovani, tra i 15 e i 24 anni, il tasso di disoccupazione 2015 è sceso al 40,3% (-2,4 punti percentuali), registrando la prima diminuzione annua dal 2007. Per la fascia tra i 25 e i 34 anni il tasso di senza lavoro è sceso al 17,8% (-0,8 punti sul 2014).

Perche' gli imprenditori devono puntare sui giovani

"I giovani sono il motore trainante della nostra economia, sono il nostro futuro e la loro valorizzazione è essenziale per portare freschezza e innovazione a qualsiasi tipo di attività", ha affermato Ali Reza Arabnia, Presidente e Amministratore Delegato di Geico Taikisha.
"Noi imprenditori abbiamo un ruolo di grande responsabilità nei confronti di tutta la società, dalla microcomunità dei dipendenti delle nostre aziende alla macrocomunità che ci circonda. Per questo motivo è importante portare avanti con perseveranza, consapevolezza e ostinazione progetti che possono influenzare positivamente l'economia tutta, e in particolare l'occupazione giovanile.
In tal senso, in Geico, abbiamo istituito un programma - J-Next - pensato proprio con l'obiettivo di offrire ai neo laureati una chance, attraverso un reale percorso di crescita durante il quale viene data loro la possibilità di lavorare direttamente nei nostri impianti sparsi in tutto il mondo.

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Queste assunzioni non sono state basate su una reale necessità per l'azienda, si è trattato di un investimento apparentemente senza ritorno. O più precisamente, senza un ritorno economico, perché in realtà rappresenta il nostro contributo alla lotta contro la disoccupazione giovanile e questo è il ritorno più grande: la soddisfazione e l'orgoglio di poter aiutare un giovane, e di conseguenza la sua famiglia, a comprare casa o anche a trovare altre opportunità di lavoro non ha prezzo.
Queste motivazioni ci hanno spinto poi a dar vita alla Fondazione Pardis, il cui primo progetto è Gate Bridge. L'obiettivo è quello di trovare entro il 2020 cento giovani tra i 18 e i 30 anni, che cercano seriamente lavoro ma che per svariati motivi non lo trovano, ed inserirli nelle imprese del territorio lombardo svolgendo un ruolo di mediazione e finanziando l'attivazione di tirocini della durata di sei mesi ciascuno. Tutto ciò non ha un ritorno né economico né professionale per il nostro gruppo, è solamente un impegno sociale verso la nostra comunità".



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