21/09/2016

idee

Protezione dell'identita': possiamo permetterci di abbassare la guardia?

 

Nilsson (Verizon): in un'epoca di sharing economy e Internet of Things, aziende e utenti necessitano di meccanismi di autenticazione user-friendly e sicuri. Collaborare con un identity partner fidato può semplificare la gestione del processo

La mobilità è ovunque e, se usata intelligentemente, può dare alle aziende il vantaggio competitivo di cui hanno bisogno, fornendo a collaboratori, partner e clienti, l'accesso - sempre e ovunque - ad applicazioni aziendali critiche. I clienti oggi non vogliono aspettare: offrire servizi, come l'accesso a dati personali o aziendali, nel momento stesso in cui ne hanno bisogno è la natura stessa della cultura on-demand in cui tutti viviamo.

Protezione dell'identita': possiamo permetterci di abbassare la guardia?

Accedere in modo sicuro ai propri dati, personali o aziendali, in questo mondo on-demand è di fondamentale importanza. Tuttavia, nell'edizione 2016 del nostro Data Breach Investigations Report (DBIR) abbiamo scoperto che ben il 63% delle violazioni di dati confermate deriva dall'utilizzo di password deboli, predefinite o sottratte. Una password immutata (o semplice), spesso composta da nomi o date di nascita, non è più sufficientemente affidabile; oggi i cyber-criminali più sofisticati non si limitano a bypassare le password, ma le utilizzano proattivamente per promuovere le proprie azioni criminose.
Ora è più urgente che mai combinare quest'evidente debolezza della password con la costante crescita delle transazioni online, lo sviluppo della sharing economy e la progressiva affermazione di Internet of Things (IoT), oltre alla necessità di meccanismi di autenticazione user-friendly.

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L'opportunità
Il vasto ecosistema di identità, composto da numerosi identity solution provider, data provider e service provider, si è ormai evoluto, con l'intento generale di proteggere le informazioni di utenti e aziende da coloro che desiderano ottenerle in modo illegale. Di fronte a così tanti provider e opzioni di sicurezza, la scelta del partner giusto può generare confusione, considerando in particolare i criteri di selezione specifici che ciascun soggetto - come ad esempio consumatori, aziende e governi - usa nel prendere una decisione.
Per esempio, i cittadini che selezionano il proprio provider di identità digitali tramite sito web governativo cercano spesso brand conosciuti e fidati. Le grandi aziende, che hanno reti di comunicazioni globali, forza lavoro decentrata e partner virtuali, desiderano proteggere l'accesso alle informazioni e ai sistemi aziendali, senza compromettere la produttività. Per questi soggetti, la credibilità, la portata e l'affidabilità globale sono di primaria importanza. E, infine, le istituzioni governative che vogliono abbracciare il mondo digitale, cercano di ottimizzare i processi dei vari dipartimenti e offrire, agli utenti finali, l'accesso online ai servizi pubblici, come ad esempio per la dichiarazione dei redditi. Queste attività fanno spesso parte di appalti con l'obiettivo di attirare i provider e partner migliori in grado di favorire la digital transformation.

Il desiderio di avere sempre più servizi online con un'unica procedura o flusso e senza la necessità, per gli utenti, di visitare un luogo fisico per confermare la propria identità, accresce l'esigenza di soluzioni di proofing e verifica online. Queste ultime possono aiutare imprese ed enti governativi nel prendere decisioni sulla base di un profilo di rischio fondato sui dati a disposizione e utilizzato per dimostrare o convalidare i dati identificativi senza invadere la privacy dell'individuo.
Per esperienza, ci sono organizzazioni che evitano metodi di autenticazione multifattoriale dell'identità perché ne temono la complessità in termini di implementazione e gestione. Tutte le violazioni di dati confermate dovute all'utilizzo di password deboli, predefinite o sottratte potrebbero essere evitate con un processo di autenticazione dell'identità più efficace. Per questo motivo, nessun metodo dovrebbe sembrare troppo complicato per rafforzare questo punto di accesso nei sistemi business-critical.

Collaborare con un identity partner fidato può semplificare la gestione del processo. 
Jimmy Nilsson, Professional Services Director for APAC and EMEA - Verizon Enterprise Solutions



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