21/11/2018

idee

Todd Davis: avere relazioni efficaci sul posto di lavoro

 

Efficienza al lavoro: come andare oltre i luoghi comuni

Abbiamo incontrato Todd Davis, autore del libro "Get Better, le 15 regole per costruire relazioni efficaci sul lavoro", edito da Hoepli, in occasione del World Business Forum 2018. E' stata l'occasione per andare oltre quelle frasi fatte del tipo "le persone rappresentano l'asset delle aziende", ma comprendere quali sono le migliori pratiche per ottenere efficienza sia a livello personale sia a livello professionale, per fare in modo che l'azienda ne possa trarre beneficio.
Todd Davis è Executive Vice President e Chief People Officer in FranklinCovey, società leader nel mondo per il miglioramento delle performance.

Todd Davis: avere relazioni efficaci sul posto di lavoro

"Le 15 regole per costruire le relazioni efficaci sul lavoro": come nasce il libro?
Per la maggior parte della mia carriera ho trascorso il tempo delle risorse umane e ho visto tanti casi specifici e ho potuto osservare tante persone molto portate per le relazioni sul lavoro. Ma ho visto anche quali errori commettono le persone.
Una bella esperienza. E quali sono le regole?
Le 15 regole partono dalla prima: usa gli occhiali giusti. Significa guardare le cose correttamente e dalla prospettiva giusta. La seconda è pensa con la tua testa. Le circostanze sul lavoro spesso determinano i comportamenti e l'umore. E' necessario porre rimedio ed essere protagonisti del proprio umore. La terza regola è comportati in modo da essere credibile. La credibilità è la combinazione di tanti cose, dal carattere e dalle competenze che devono essere dimostrate. La quarta è interpreta correttamente il tuo ruolo. Capire il proprio ruolo nella vita e comprendere qual è il contributo che possiamo apportare è importante. La quinta è guarda il seme, non solo l'albero.

Todd Davis: avere relazioni efficaci sul posto di lavoro

Questa è sfiziosa.
Significa vedere il potenziale nelle altre persone. Guardare cosa fanno e cosa possono fare. La sesta è evita la sindrome da flipper. Nel lavoro, evita di rimbalzare da una parte all'altra, ma guardare cosa è davvero importante per finire un compito.
La regola sette è più semplice: pensa al plurale e non al singolare. Al lavoro si è parte di ingranaggio, si lavora tutti insieme e si raccolgono i risultati insieme.
L'ottava: traccia il bilancio dei tuoi conti correnti personali.
La vita non è solo lavoro, quindi...
Non si tratta di un sistema in cui si fanno versamenti automatici, bisogna depositare ciò che può sviluppare la fiducia degli altri. Mostra la fiducia, appunto, e la buona volontà. Vale nel lavoro e vale nel tempo libero, forse di più. La regola nove è analizza le tue motivazioni. Solo tu conosci a fondo le tue motivazioni, ma certe volte si lavora troppo intensamente e velocemente che si perdono le vere motivazioni. La regola dieci è parla di meno e ascolta di più. Ascoltare, nel mondo del lavoro, è una qualità essenziale per capire. La regola 11 è trova il volume giusto. Quando comunichiamo dobbiamo imparare a regolare il modo con cui parliamo e interagiamo e si corre il rischio di essere male interpretati. La regola numero dodici è estendi la fiducia. E' importante estendere la fiducia nelle persone, non per avere un vantaggio, ma per vincere quei sospetti che sono all'interno di tutti noi.

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Tutte regole interessanti, ma poi ci sono i risultati da portare a casa in termini di lavoro realizzato.
Certo. La regola 13 dice permetti agli altri di dire la verità. Se così non avviene, significa che i feedback raccolti non sono veritieri, quindi sono fondamentalmente inutili. La regola 14 è allinea l'input con l'output. Significa provare qualcosa di nuovo per capire cosa funziona meglio, provando e riprovando. I risultati sono diversi probabilmente perché l'input è diverso. L'ultima regola, la quindicesima, è inizia con umiltà. Non si parte mai bene cercando di imporre il proprio ego, ma è necessario iniziare con umiltà per integrarsi in un gruppo di lavoro.
Io credo che al lavoro dobbiamo pensare che abbiamo a che fare con una persona, che non è semplicemente quella che deve concludere un compito, ma anche madre o padre, figlia o figlio, che ha sogni e speranze, cose belle e brutte e un proprio modo di essere. Questo deve modellare il modo con cui interagiamo con le persone ed questo deve essere il primo pensiero.



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