20/11/2019

economia

BCE: i nodi da sciogliere di Christine Lagarde

 

Gupta (WisdomTree): sono stagnazione economica, consiglio direttivo diviso e una politica fiscale in Europa più rigida del necessario. Oltre che le scelte di Germania e Olanda in tema di spesa pubblica

Il problema principale dell'Europa non è quello della mancanza di accesso al capitale per le imprese o dell'elevato costo del capitale, ma piuttosto quello di una domanda esterna e interna carente.
A causa di shock esterni come le guerre commerciali, Brexit e il rallentamento della Cina, le condizioni della domanda globale rimangono deboli. A causa di ciò, la politica fiscale in Europa, che rimane più rigida del necessario, deve fare di più per sostenere le condizioni della domanda interna.

BCE: i nodi da sciogliere di Christine Lagarde

Anche l'ex presidente della Banca Centrale Europea (BCE) Mario Draghi ha fatto eco a queste riflessioni nell'ultima conferenza stampa della BCE, sottolineando che è giunto il momento che la politica fiscale prenda il testimone dell'allentamento monetario, poiché è improbabile che gli obiettivi di crescita e inflazione vengano raggiunti senza l'apporto della politica fiscale.
È sempre più evidente che la politica monetaria da sola non può risolvere i problemi dell'Europa. Alla luce di quanto sopra, crediamo che il ruolo principale di Christine Lagarde sarà quello di convincere i Paesi con eccedenze di bilancio come i Paesi Bassi e la Germania a investire di più per sostenere la crescita.
Attualmente c'è una profonda divisione all'interno della BCE. I dissensi provengono da membri del consiglio direttivo che mettono in dubbio l'efficacia dei tassi negativi e il riavvio del processo di allentamento monetario per il miglioramento del credito bancario. Inoltre, essi restano preoccupati anche per gli effetti nefasti dei tassi di interesse negativi sul risparmio e sulle banche nazionali. I capi delle banche centrali francese e austriaca si sono pubblicamente opposti alle ultime azioni di politica monetaria della BCE.

Seguici: 

Le dimissioni inaspettate della tedesca Sabine Lautenschlaeger, un altro falco della politica monetaria, sono l'ennesimo segnale del profondo divario all'interno della BCE.
I resoconti successivi alla riunione della BCE indicano che 9 dei 25 membri del Consiglio hanno espresso la loro opposizione all'ultimo pacchetto di alleggerimento annunciato dall'ex presidente della BCE Mario Draghi.
A questo proposito, Christine Lagarde avrà anche il compito di migliorare la coesione tra i membri del consiglio di amministrazione della BCE. In questo modo, rappresentando il consiglio direttivo come un fronte unito, Christine Lagarde sarà in grado di fornire una comunicazione efficace e credibile agli investitori.
Aneeka Gupta, Associate Director, Research, WisdomTree



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