10/06/2020

idee

L'ecosistema delle startup ritorna centrale per lo sviluppo del Paese

 

Gay (Digital Magics): queste aziende sono un portatore sano di innovazione a basso costo ed è giusto che il governo abbia stanziato nuovi fondi

Si parla di circa un miliardo di euro. Questa è la cifra che il Decreto Rilancio ha stanziato per le startup. Un comparto che consente alle aziende del nostro Paese di evolversi e porta innovazione. Ne abbiamo parlato con Marco Gay, Amministratore Delegato di Digital Magics


Il decreto Rilancio del governo e startup: cosa sta accadendo all'ecosistema?
E' un decreto che rimette al centro l'ecosistema dell'innovazione delle startup perché era stato un po' trascurato nei mesi precedenti. E' chiaro che in questo momento il decreto rappresenta un segnale di fiducia per un ecosistema come il nostro, non solo perché come Digital Magics ci lavoriamo, ma perché ha dei numeri che sono importanti. Parliamo di oltre 11 mila e 800 startup attive registrate all'interno del registro speciale delle imprese e oltre 61 mila addetti. Mi piace chiamare questo come l'industria italiana dell'innovazione che ha 11.800 uffici sparsi per il territorio nazionale. In un'epoca di trasformazione digitale forse si tratta di un'industria che merita attenzione più di molte "tradizionali" che ne hanno e l'hanno sempre avuta e forse continuavano ad averla. Il fatto che ci sia un riconoscimento di questo ecosistema all'interno del decreto Rilancio è importante, ma dobbiamo anche essere concreti e aspettare le conversioni. Per questo, bisogna lavorare con attenzione per far sì che è quello che c'è scritto venga realizzato. Si parla di un miliardo di euro a disposizione, che va dal rifinanziamento fino al fondo nazionale per l'innovazione per sostenere investimenti nel capitale. Le misure sono molteplici e si prestano a diverse azioni necessarie per in questa fase economica.

L'ecosistema delle startup ritorna centrale per lo sviluppo del Paese

Un sistema che ha bisogno di più considerazione.
Queste misure rimettono un po' al centro del dibattito economico e politico il fatto che gli investimenti in capitale di rischio sono importanti e io interpreto questo come un buon primo passo, ma non lo reputo un punto di arrivo. Correva l'anno 2015 quando come Digital Magics abbiamo promosso un white paper dove si parlava proprio di sistema per startup. Questo è un ottimo segnale di fiducia del mercato, ma adesso bisogna monitorare che si giunga alla conferma e prenda vita, Noi, come primi operatori sul mercato italiano, chiaramente non possiamo che ritenerci soddisfatti perché far muovere risorse e capitale privato verso l'innovazione tecnologia è importante ed è un bel segnale anche verso i giovani. Non smetteremo di essere positivi, ma con attenzione.
Voi siete molto attenti all'innovazione che passa molto dall'ibridazione e dall'open innovation e mai come in questo momento c'è bisogno del digitale e dell'innovazione nelle aziende.

Credo che in questo momento il digitale è entrato prepotentemente nella vita di tutti noi come cittadini e come imprese, quindi l'open innovation - che è una contaminazione delle industrie più tradizionali con le startup - è un processo che inizia a funzionare. E' importante avere un percorso di innovazione per linee esterne, soprattutto per le imprese italiane, avere una visione diversa dalla consuetudine. Stiamo costruendo qualcosa di nuovo e questo oggi diventa centrale perché l'innovazione e la trasformazione digitale possono rivoluzionare i mercati o crearne di nuovi. Crea sicuramente per le aziende più tradizionali un valore aggiunto sulla produzione soprattutto in un'economia matura come la nostra. Dobbiamo lavorare sul valore aggiunto di quello che produciamo e stiamo perdendo dei pezzi importanti. Le startup sono un portatore sano di innovazione a basso costo, distribuita sul territorio nazionale, ed è proprio per questo che noi come Digital Magics abbiamo sedi operative in tutto il territorio, da nord a sud, da est a ovest.

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E' una questione anche di talenti da coltivare.
Talenti e competenze sono necessari per il nostro sistema, per l'innovazione nelle imprese e per una crescita per il futuro.
Avevamo intervistato Gabriele Ronchini all'inizio del lockdown e si era preoccupato del flusso di cassa delle startup. Ora, in Fase 2, cosa state facendo?
L'attenzione alla cassa non è finita perché comunque l'emergenza sanitaria è ancora presente anche se speriamo che stia diventando sempre meno rilevante. L'emergenza economica non è diventata meno rilevante, anzi. Oggi dobbiamo parlare di una nuova normalità, ma se ci raccontiamo che poi tra un mese, due mesi, sei mesi, un anno tutto sarà com'era al 31 dicembre ci stiamo raccontando una cosa non vera. Soprattutto, non stiamo imparando da quello che è successo. Detto questo, Digital Magics non si è fermata per un giorno perché noi siamo in smartworking per natura e lo facciamo abitualmente. Abbiamo affiancato le nostre 69 partecipazioni nella gestione, come diceva giustamente Ronchini, in questo momento di grande difficoltà, ma è continuato anche lo scouting di nuove iniziative e abbiamo deciso di non arretrare sugli investimenti. Abbiamo affiancato le aziende in cui abbiamo partecipazioni, ne abbiamo cercate delle altre, non ci siamo voluti fermare e non ci fermeremo perché è proprio il momento in cui bisogna cercare di capire questa nuova normalità che impatto potrà avere.



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