07/10/2020

economia

Caute le prospettive sul Real Estate globale

 

Secondo Nuveen Real Estate Global Research Parigi e Londra soffriranno maggiormente della pandemia, e anche negli Stati Uniti la situazione non è rosea. Attraenti i sottomercati suburbani

In questa epoca di pandemia il comparto Real Estate è sicuramente sotto i riflettori. Tra città che si spopolano, strutture adibite a uffici che subiscono lo smartworking ed edifici per la logistica sempre più richiesti, non si può dire che non ci siano elementi di riflessione. Nuveen Real Estate Global Research ha analizzato la situazione al momento nelle principali macro aree globali.
Europa

Caute le prospettive sul Real Estate globale

Vi è il rischio che le due megapoli di Londra e Parigi soffrano di più, nell'economia pandemica su scala globale, di tutte le altre città europee di dimensioni medie. La loro organizzazione infatti è basata su densità molto elevate e sui trasporti pubblici: andare in bicicletta, andare a piedi e muoversi con la propria auto sono opzioni meno praticabili a Londra e Parigi. Questa situazione dovrebbe rafforzare i capoluoghi di regione in Francia e nel Regno Unito. Tuttavia, è stato previsto che nel Regno Unito la Brexit possa colpire le città di dimensioni più piccole più duramente di Londra. Questo quadro di incertezza fa sì che il Regno Unito non sia in questo momento nella lista delle località in cui investire.
In tutti gli altri Paesi assistiamo a un trend di rafforzamento delle economie di molte città di secondo livello, che offrono una migliore qualità della vita. Buoni esempi sono Vienna, Copenaghen, Monaco, Tolosa e Göteborg.

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Prevediamo che le località suburbane possano trarre vantaggio dai cambiamenti strutturali innescati dalla pandemia. I sottomercati suburbani attraenti in tutte le città potranno beneficiare del cambiamento del modello del pendolarismo per l'impatto dello smartworking. Vivere più lontano dai centri urbani diventa un'opzione possibile per le persone che si spostano solo alcuni giorni alla settimana. Il desiderio di uno spazio abitativo di qualità superiore è probabile che renda più attraenti i quartieri meno densamente popolati. L'orbita economica delle città principali potrebbe estendersi geograficamente e il valore delle località centrali potrebbe ridursi leggermente di conseguenza. Questo sottile cambiamento nella domanda potrebbe avere un impatto positivo sia sul settore residenziale che sul retail, ma anche sugli uffici e sul settore della logistica nelle aree che registrassero un richiamo crescente.

Stati Uniti
La traiettoria del virus continua a determinare il percorso della ripresa negli Stati Uniti. Nonostante il ritmo dei nuovi casi di coronavirus sia rallentato nelle ultime settimane, il numero di nuovi casi rimane elevato. I dati sulla mobilità in tempo reale indicano che la ripresa negli Stati Uniti potrebbe essere in fase di stabilizzazione, ma suggeriscono anche una dispersione della ripresa economica nelle diverse aree del Paese. In particolare, l'area del nordest evidenzia una ripresa economica più forte delle altre, perché c'è un maggior contenimento del virus.
Il rapporto di agosto sull'occupazione indicava che l'occupazione totale dei lavoratori non agricoli è aumentata di 1,4 milioni unità in agosto e il tasso di disoccupazione è sceso all'8,4%. Le richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana terminata il 5 settembre non hanno mostrato alcun cambiamento rispetto alla settimana precedente, mantenendosi a 884.000.

Secondo il Green Street's Commercial Property Price Index, i valori aggregati del real estate statunitense sono scesi del 10% dall'inizio della pandemia. Gli asset immobiliari alternativi, tra cui le case prefabbricate, i centri di biotecnologia e gli studi medici sono stati i più resilienti e hanno perso meno del 5,0%.
Asia Pacifico
Gli ultimi dati mostrano che la crescita è rimasta forte fino a luglio e agosto, anche di fronte all'aumento dei casi di COVID-19. All'interno della regione stiamo assistendo a ondate ricorrenti di infezione che colpiscono le varie economie, il che indica che, anche se la fase peggiore della pandemia è probabilmente finita, la strada da percorrere è ancora tortuosa.



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