02/12/2020

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I lavoratori pensano di esser preparati ma uno su tre di non essere pagato abbastanza

 

Marisa Campagnoli (ADP): i dipendenti dicono di non non ricevere le opportunità desiderate. Chiedono maggiore responsabilità, autonomia o un ruolo più avanzato. Ciò dovrebbe allarmare i datori di lavoro

Il 95% degli italiani è sicuro di possedere le competenze necessarie per svolgere al meglio il proprio lavoro. I numeri emergono dalla survey "The Workforce View 2020 - Volume Uno" realizzata da ADP, multinazionale leader nell'ambito della gestione delle risorse umane, che ha intervistato circa 32.500 lavoratori in tutto il mondo, 2000 in Italia, esplorando le opinioni dei dipendenti riguardo alle problematiche attuali sul posto di lavoro e il futuro che si aspettano.

I lavoratori pensano di esser preparati ma uno su tre di non essere pagato abbastanza

Poco meno della metà, il 43% degli italiani, pensa di avere il ruolo e la paga appropriato per le proprie competenze (skills) ma, mentre negli uomini questa percentuale è del 47%, nelle donne scende al 38%. Il 36% degli intervistati pensa invece dovrebbe essere pagato di più (30% degli uomini e 42% delle donne), il 30% vorrebbe più responsabilità e autonomia (30% uomini, 28% donne).
Quasi tutti i settori sono stati interessati dall'innovazione digitale negli ultimi anni. Di conseguenza, si è verificato un sostanziale cambiamento del tipo di lavoro svolto dai dipendenti e delle competenze richieste, ma questo non sembra appunto preoccupare gli italiani. Secondo i risultati di Workforce View, un lavoratore italiano su dieci pensa però che il proprio lavoro non esisterà più fra 5 anni, soprattutto per chi lavora nel settore finanziario (23%), nel real estate (20%) e nel settore IT e delle telecomunicazioni (17%).

I lavoratori pensano di esser preparati ma uno su tre di non essere pagato abbastanza

Il 47% degli intervistati pensa però di avere più chance oggi, rispetto a 5 anni fa, di cambiare posto di lavoro (non solo il luogo, ma anche la tipologia).
"Alla luce dell'eventualità di un rapido cambiamento delle competenze richieste, la stragrande maggioranza (95%) dei lavoratori, ritiene di disporre delle competenze necessarie per ottenere successo", commenta Marisa Campagnoli, HR Director ADP Italia. "Questo scenario potrebbe suggerire tanto una mancanza di preparazione nei confronti dell'evoluzione del lavoro da parte di persone incapaci di prevedere il cambiamento, quanto una notevole propensione all'adattamento. Tuttavia, nonostante questa ambizione, i dipendenti non ricevono le opportunità desiderate: un terzo degli intervistati (30%) chiede maggiore responsabilità, autonomia o un ruolo più avanzato. Ciò dovrebbe allarmare i datori di lavoro, il mancato avanzamento di carriera è un importante fattore alla base dell'abbandono dei posti di lavoro.

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La cattiva gestione delle risorse e dei processi, che dovrebbero essere coordinati da manager competenti, è un freno al lavoro e alla relativa produttività. L'investimento nella formazione manageriale è fondamentale e massimizzare la produzione deve essere una priorità assoluta per i datori di lavoro. Inoltre, le competenze devono continuare a evolversi, poiché tecnologie innovative, nuove idee e strategie moderne cambiano continuamente l'aspetto del lavoro. Per restare al passo con i tempi, i datori di lavoro e i dipendenti devono aggiornare le loro skills, in preparazione alle esigenze del futuro", conclude Campagnoli.



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