17/03/2021

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Povera Italia, Paese di scrocconi - recensione del libro "Gli scrocconi. Per ogni italiano che lavora, dieci vivono alle sue spalle"

 

Abbiamo 25 milioni di persone che lavorano e 15 milioni di soggetti che ogni giorno si alzano e non fanno nulla. Sono troppi

In questi giorni combatto contro la variante inglese del COVID-19 con un doveroso ottimismo. L'unico giorno in cui mi sono sentito davvero non bene è coinciso con la presentazione su Facebook del freschissimo, quanto efficace scritto di Francesco Vecchi, noto volto della TV, ottimo giornalista e caro amico, dal titolo "Gli scrocconi. Per ogni italiano che lavora, dieci vivono alle sue spalle" edito da Piemme. Mi sono sentito, da cittadino che paga regolarmente tutte le tasse dovute, preso in giro, per non dire di peggio.

Povera Italia, Paese di scrocconi - recensione del libro

La colpa non è certo dell'Autore, anzi. E' di milioni di individui che incroci in metro, per strada, al lavoro, davanti a scuola, al parco mentre corri con il cane. Italiani che credono di essere più furbi di te?.
Ma torniamo al libro. Questo affronta una domanda semplice che le persone normali si pongono: come gestiremo la ripresa economica e sociale dopo la pandemia in un Paese che fa fatica a distinguere tra poveri veri e presunti, nel quale milioni di soggetti sfuggono al fisco ma esigono e consumano i servizi più costosi che la comunità deve contribuire a finanziare? Vecchi, dati alla mano, è implacabile: i 23 milioni di contribuenti che dichiarano di guadagnare fino a 20.000 euro versano complessivamente allo stato 18 miliardi: circa 780 euro a testa. I 5 milioni che invece dichiarano di guadagnare oltre 35.000 euro versano complessivamente allo stato 90 miliardi: circa 18.000 euro a testa. Come sarà possibile riprendersi dagli effetti economici del COVID-19 con una evasione di queste dimensioni?

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"In Italia ci sono 25 milioni di persone che lavorano e 35 milioni che non lavorano. A questi 35 milioni togliamo chi ha meno di 20 anni e chi ne ha più di 65. Restano 15 milioni di persone che ogni giorno si alzano e non fanno nulla. Sono troppi", spiega Vecchi.
A pochi giorni dalla nascita del Governo Draghi, incaricato di gestire la ripresa economica e sociale del Paese, si profila chiaramente la posta in gioco: gestire i soldi del Recovery Fund. E dunque aiutare sì, ma chi? E con quali prospettive? Dopo quali verifiche sull'effettivo stato d'indigenza in un Paese di furbetti? Anzi, di "scrocconi", come è più giusto chiamarli?
Dati alla mano, in Italia vivere sulle spalle degli altri è piuttosto semplice. Sono moltissimi quelli che scelgono di non lavorare, oppure di farlo ma senza dichiararlo. Sono quelli che non fanno mai la loro parte, che alzano le mani quando c'è da saldare i conti. Sanità, scuole, pensioni: per loro è tutto gratis. Bonus, aiuti e sgravi fiscali: un tesoretto da arraffare.

In questo libro tagliente e documentatissimo, l'Autore dimostra che gli scrocconi si moltiplicano mentre il nostro Paese, con i suoi 60 milioni di abitanti, si regge ormai su un manipolo di italiani operosi che "tirano la carretta" per tutti: 5 milioni di individui che si spaccano la schiena e che dallo stato ricevono molto meno di quanto versino in tasse (di solito, almeno la metà dei redditi).
Tra sgobboni e scrocconi c'è naturalmente un'ampia via di mezzo, fatta di onesti lavoratori, disoccupati veri e famiglie in reale difficoltà. Ma in un Paese che non sa distinguere tra chi è davvero povero e chi no, anche le misure di giustizia sociale rischiano di alimentare nuova iniquità: iniquità nel premiare il merito, iniquità nel distribuire i carichi, iniquità nel chiedere sacrifici.
Ora che la pandemia di COVID-19 rischia di spezzare la schiena produttiva del Paese, l'esigenza di un fisco finalmente equo e sensato è più pressante di qualsiasi altra. Redistribuire gli oneri dell'attività economica è urgente tanto quanto la lotta alla povertà, che spesso è solo la maschera del lavoro nero e dell'elusione fiscale. Ma non potremo mai più aiutare nessuno se gli italiani che lavorano e pagano le tasse si avviano all'estinzione.

Nel corso della presentazione del libro via Facebook, è stato correttamente ricordato che occorre investire in educazione civica, combattere e sanzionare l'evasione, valorizzare il concetto di legalità, semplificare il più possibile il sistema fiscale. Tutto vero e sacrosanto. Io, più sommessamente, partirei dal reddito di cittadinanza, abolendolo (prevedendo chi ha necessità un supporto concreto) e perseguendo i furbetti ben descritti nel libro di Vecchi.
Titolo: Gli scrocconi
Autore: Francesco Vecchi
Editore: Piemme
Pagine: 144

 

@federicounnia - Consulente in comunicazione
@Aures Strategie e politiche di comunicazione

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