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12/11/2025

economia

CFA: outlook Italia peggiora mentre i mercati azionari guardano all'AI con cautela

Montalbetti (Consultinvest): gli analisti finanziari rivedono le previsioni anche sull'Europa, con una maggiore attenzione agli Stati Uniti

Le prospettive economiche per l'Italia mostrano un lieve peggioramento a breve termine, nonostante la stabilità generale del quadro macroeconomico globale. Questo dato emerge dal sondaggio condotto da CFA Society Italy tra il 20 e il 30 ottobre 2025, uno strumento che misura mensilmente il sentiment degli analisti finanziari.
Il CFA Society Italy - Radiocor Sentiment Index si attesta a -36,8 punti, registrando un calo di 7,4 punti rispetto al mese precedente. Analizzando le previsioni specifiche per l'economia italiana, la quota di analisti che si aspetta un miglioramento sale al 10,5% (+4,6 punti). Tuttavia, la maggioranza ritiene che la situazione resterà stabile (42,1%, in calo di 16,7 punti) o, in crescita, peggiorerà (47,4%, con un aumento di 12,1 punti).

Le attese per l'economia europea si mantengono allineate a quelle italiane, mentre le previsioni per gli Stati Uniti subiscono un lieve peggioramento. La debolezza del mercato del lavoro americano e lo shutdown del governo federale, dovuto al raggiungimento dei limiti di spesa, hanno avuto un impatto maggiore rispetto alle aperture sul fronte tariffario con la Cina, avvenute solo a fine mese.

Per quanto riguarda l'inflazione, gli intervistati non la considerano più un rischio primario per l'Italia e l'Europa. Negli Stati Uniti, invece, l'aumento del costo della vita è ancora percepito come una dinamica rialzista.
Sui tassi di interesse, vi è un ampio consenso tra gli analisti riguardo a possibili tagli nei prossimi sei mesi, in particolare da parte della Federal Reserve, in risposta a un quadro macroeconomico in progressivo indebolimento. Nonostante ciò, gli operatori non prevedono una discesa parallela dei rendimenti a lungo termine: il crescente fabbisogno di finanziamento pubblico e l'aumento della spesa fiscale generano aspettative di un "irripidimento" della curva dei rendimenti.

Sul fronte azionario, il sentiment generale rimane prudente, nonostante i recenti massimi toccati dai listini. Gli analisti conservano una visione più favorevole verso il mercato statunitense. Per le valute, si conferma la tendenza già osservata nei mesi precedenti: un deprezzamento del dollaro e un rafforzamento dello yen rispetto all'euro. Nel mercato delle materie prime, riemerge una prospettiva rialzista, con previsioni di aumento dei prezzi del petrolio, segnando un'inversione rispetto alle attese di inizio anno.
Gabriele Montalbetti, CFA, CIPM, Portfolio Manager di Consultinvest, ha commentato le dinamiche attuali: "Il rallentamento dell'economia e l'incremento dei prezzi a causa dei dazi non si vedono ancora, ma è difficile che non ci siano effetti perché la storia economica testimonia che si sono sempre verificati. Fed e BCE si sono dimostrate pronte a intervenire e le politiche fiscali sono (USA) o saranno (Germania) molto espansive, per cui i rischi di recessione sono molto limitati. Sorprende in questa occasione la poca preoccupazione per lo shutdown americano che in passato aveva costretto democratici e repubblicani a trattative febbrili per limitarne al minimo la durata. Il fattore principale da considerare in questo momento sono le valutazioni dei mercati azionari che sono piuttosto elevate rispetto al passato e che sono supportate dall'ottimismo per gli aumenti di produttività (e di utili previsti) derivanti dall'intelligenza artificiale. Come sempre in queste occasioni, in caso di qualche situazione che non dovesse confermare questo ottimismo, è possibile che si verifichino delle correzioni, anche importanti. Questo rischio ci sembra al momento sottovalutato e, pur restando ottimisti, crediamo sia necessaria cautela per i titoli o i settori che quotano a valutazioni molto superiori rispetto alle medie storiche".

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