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12/11/2025

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Il benessere aziendale stenta a prendere piede in Italia

L'indagine di Timeswapp e LIUC svela un benessere aziendale "appena sufficiente" con sfide chiave in mobilità, welfare e engagement

Un recente studio condotto dall'Osservatorio EWM - Engagement, Welfare, Mobility, promosso da Timeswapp in collaborazione con l'Università LIUC, ha rivelato che la qualità della vita aziendale in Italia raggiunge appena la sufficienza. L'indagine, realizzata nell'ambito del progetto LISA (Learning, Inclusion, Salary, Ageing) della LIUC, ha analizzato la percezione e le abitudini di 839 dipendenti di grandi aziende italiane, restituendo un Wellbeing Index di soli 60 punti. Questo risultato insufficiente sottolinea la necessità per le imprese di agire su tutte e tre le dimensioni chiave per migliorare il benessere organizzativo.

Il pendolarismo si conferma una delle maggiori sfide per i lavoratori. Il 20% dei dipendenti dichiara di arrivare in ufficio già stanco, una percentuale che supera il 50% per chi impiega più di 45 minuti al giorno per gli spostamenti. La dipendenza dai mezzi privati rimane elevata, con il 52% dei lavoratori che non intende rinunciare all'auto o alla moto. Solo il 48% valuterebbe alternative, ma solo a precise condizioni: fermate dei mezzi vicine all'azienda, incentivi economici per gli abbonamenti, maggiore efficienza dei trasporti pubblici o la disponibilità di piste ciclabili, docce e parcheggi dedicati alle biciclette in azienda. Nonostante gli obblighi normativi, il Piano Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) risulta ancora poco noto e scarsamente implementato. Per rispondere a queste necessità, Timeswapp ha sviluppato un servizio di Mobility Management specifico per supportare le aziende nella transizione verso modelli di mobilità più sostenibili.

Il welfare aziendale è riconosciuto come uno strumento strategico, ma il suo potenziale non è ancora pienamente sfruttato. Quasi l'80% dei dipendenti lo considera importante, eppure solo il 51% ne usufruisce appieno. La salute si conferma la priorità assoluta per il 69% dei lavoratori, seguita dalle spese per la casa per il 47%. Tuttavia, l'utilizzo effettivo dei crediti welfare si concentra ancora su beni di consumo, carburante e servizi sanitari di base, evidenziando una discordanza tra i bisogni espressi e i comportamenti reali di spesa. L'Osservatorio ha evidenziato una correlazione positiva tra il welfare e l'engagement, indicando che il benessere dei dipendenti è cruciale per la loro partecipazione e il senso di appartenenza all'azienda.

Anche il livello di engagement con l'azienda è appena sufficiente. Meno della metà dei dipendenti si sente realmente coinvolta, e oltre il 30% dichiara una relazione negativa con la propria organizzazione. Tra le venti dimensioni analizzate, il senso di appartenenza emerge come il fattore più influente sulla qualità della vita lavorativa, seguito dall'ambiente di lavoro, dalle relazioni interne e dall'equilibrio tra vita professionale e privata.
Confrontando i dati del 2025 con la prima edizione del 2024, si osserva un quadro in evoluzione, ma con criticità strutturali persistenti. È cresciuta la consapevolezza sull'importanza del welfare, tuttavia l'effettivo utilizzo rimane carente. L'auto privata continua a dominare gli spostamenti, indicando una limitata sensibilizzazione ambientale. Il livello di engagement, pur mantenendosi stabile, mostra segnali di fragilità nella relazione tra dipendenti e azienda.


"I risultati emersi da questa seconda edizione dell'Osservatorio offrono uno spaccato reale delle aziende italiane e del rapporto tra impresa e persone", ha commentato Pietro Spreafico, Product Manager Welfare & Mobility e Co-founder di Timeswapp. "Un dato su cui riflettere è il sottoutilizzo dei programmi di welfare aziendale, nonostante la loro riconosciuta importanza. Questo evidenzia quanto sia necessario supportare le aziende con strumenti digitali semplici e integrati, in grado di rendere il welfare più accessibile e di valorizzare al meglio le risorse disponibili, aiutandole a comprendere come tali strumenti rappresentino oggi un elemento strategico per attrarre e trattenere nuovi talenti. Un altro tema cruciale, e a me particolarmente caro, è quello della mobilità aziendale", ha proseguito Spreafico. "Le soluzioni di mobility management sono oggi un potente alleato per le imprese che devono rispondere agli obblighi normativi imposti dal piano spostamenti casa-lavoro (PSCL) e dagli obiettivi di sostenibilità previsti dalla CSRD nei bilanci ESG, che contribuiscono a migliorare l'impatto sull'ambiente e a rafforzare la reputazione aziendale, promuovendo comportamenti responsabili e coerenti con i valori dell'organizzazione".


"La collaborazione con l'Osservatorio EWM - Engagement, Welfare, Mobility, promosso da Timeswapp - si conferma coerente rispetto a LISA, il progetto di ricerca che LIUC dedica alle disuguaglianze che si riflettono sulla competitività aziendale e sul mercato del lavoro nella parte italiana dell'Insubria", ha aggiunto Eliana Minelli, Professoressa Associata e Coordinatrice Progetto LISA dell'Università LIUC. "In particolare, lavoriamo su apprendimento continuo, inclusione nel mercato del lavoro, divario salariale, invecchiamento della forza lavoro. Temi per i quali è fondamentale prendere in considerazione anche gli aspetti indagati da questa ricerca, primi fra tutti welfare ed engagement, che rappresentano una chiave importante per favorire la produttività aziendale e migliorare la sostenibilità sociale dei contesti organizzativi".


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