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12/11/2025

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L'Italia verso un hub digitale: boom dei data center e nuove sfide

Clerici (AGICI): i data center sono strategici per l'innovazione italiana, con un potenziale di crescita economica e occupazionale

I data center stanno assumendo un ruolo centrale per l'economia digitale, l'intelligenza artificiale e la trasformazione digitale di cittadini e imprese, affermandosi come infrastrutture industriali essenziali per la competitività e l'autonomia tecnologica nazionale. Si prevede che entro il 2030 il mercato europeo dei dati raggiungerà un valore complessivo di circa 1.000 miliardi di euro, con oltre 190 miliardi di euro di investimenti destinati a nuovi data center. In Italia, le prospettive di crescita sono elevate, ma sarà fondamentale garantire uno sviluppo equo delle nuove infrastrutture su tutto il territorio.

Questi dati provengono dal nuovo Studio AGICI intitolato "Scenari di mercato dei data center: prospettive per il sistema energetico e la competitività italiana", presentato all'Università degli Studi di Bergamo. La ricerca evidenzia che l'economia dei dati in Europa è in rapida espansione, con un tasso di crescita annuo dell'8%. Questo dinamismo stimola gli investimenti in data center nel continente, con la Germania a fare da traino. Paesi storicamente all'avanguardia come Irlanda, Paesi Bassi e Francia stanno ora affrontando una saturazione delle reti e dei carichi energetici. Di conseguenza, l'area mediterranea emerge come nuova frontiera di crescita, con Italia e Spagna in prima linea grazie a un contesto sempre più vantaggioso per gli investitori.

L'Italia, in particolare, presenta fattori competitivi unici nel panorama europeo. Dispone di ampie aree industriali dismesse pronte per essere riconvertite, una rete di trasmissione elettrica moderna e una vasta disponibilità di energia rinnovabile, soprattutto nel Mezzogiorno. A questi si aggiungono una solida capacità di produzione termoelettrica a gas e importanti connessioni sottomarine internazionali.
Secondo lo studio, in Italia operano circa 110.000 data-user companies, ovvero imprese che utilizzano l'analisi dei dati, l'IoT (Internet delle Cose), il cloud e l'intelligenza artificiale, con una crescita media del 3,5% all'anno. Entro il 2030, il mercato nazionale, che attualmente conta circa 600 MW di capacità installata, potrebbe raggiungere i 2 GW, triplicando la potenza attuale e generando oltre 18 miliardi di euro di investimenti cumulati in tecnologie IT.

L'espansione del settore comporterà un notevole aumento della domanda elettrica, stimata in crescita da 7 TWh nel 2024 a 20 TWh nel 2030, pari a circa il 6% dei consumi nazionali. Le ricadute economiche e occupazionali saranno significative: si prevedono circa 70.000 occupati diretti e indiretti entro il 2030 e un impatto complessivo sul PIL (Prodotto Interno Lordo) compreso tra 17 e 28 miliardi di euro, derivante dagli investimenti e dal valore aggiunto generato.
Accanto a questi benefici, la crescita del comparto potrebbe generare effetti positivi sull'intera filiera industriale, dall'ICT (Information and Communication Technology) all'edilizia, fino alla manutenzione. Questo favorirà una collaborazione sinergica con le utility energetiche. Come evidenziato dallo studio, tale sinergia consentirebbe alle utility di fornire energia ai data center e di valorizzarne l'energia termica, riducendo l'impronta carbonica. Inoltre, stimolerebbe lo sviluppo di nuovi modelli di business integrati tra industria digitale e operatori energetici.


Nonostante lo scenario di crescita, lo studio di AGICI segnala alcune criticità legate alla concentrazione geografica delle nuove infrastrutture in Italia. Ad agosto 2025, le richieste di connessione dei data center hanno raggiunto quota 342, con un aumento del +1600% rispetto al 2020, per un totale di 55 GW di richieste di allaccio alla rete. La metà di queste è localizzata in Lombardia, con 7 GW solo nella città di Milano. Questa concentrazione rischia di generare squilibri sulla rete elettrica e pressioni sui prezzi zonali dell'energia. Mentre il Nord rischia la saturazione, Roma si trova in una fase di espansione e il Sud Italia, pur disponendo di infrastrutture strategiche come le landing station dei cavi sottomarini, mostra ancora un potenziale inespresso.


Guardando al futuro, il report di AGICI individua tre direttrici d'intervento per sostenere la crescita del settore e valorizzare il potenziale dell'economia dei dati nazionale. Il percorso include il potenziamento delle infrastrutture di connettività, la diffusione di competenze digitali specialistiche e la promozione della digitalizzazione nelle imprese e nei servizi locali. In questo quadro, risultano fondamentali una governance nazionale coordinata, una semplificazione dei processi autorizzativi e una politica industriale olistica capace di rafforzare il ruolo dell'Italia come hub europeo della transizione energetica e digitale.
"I data center costituiscono una leva strategica per la crescita economica e l'innovazione del Paese, con un potenziale significativo in termini di competitività, occupazione e attrazione di investimenti", ha dichiarato Stefano Clerici, Consigliere Delegato di AGICI.  "Perché questa opportunità si traduca in un vantaggio duraturo per il sistema Italia è essenziale adottare una pianificazione strategica, capace di garantire una distribuzione equilibrata delle infrastrutture e una politica nazionale organica di settore in grado di attivare benefici e favorire lo sviluppo di una filiera italiana".


"In Italia il mercato dei data center sta vivendo un'importante fase di sviluppo. Sebbene tale crescita sia un segnale positivo, da sola non è sufficiente per rendere il nostro Paese competitivo nel medio periodo nel panorama europeo. Serve infatti un'integrazione multi-livello tra transizione digitale ed energetica", ha dichiarato Gianluca Pratesi, Direttore Advisory di AGICI, "A livello strategico questo si traduce in uno sviluppo delle infrastrutture coordinato con la pianificazione energetica nazionale e con le diverse dimensioni territoriali. Mentre a livello operativo, partnership industriali tra operatori del settore e Utility si stanno dimostrando utili per accelerare e rendere sostenibile la crescita del settore. Così facendo l'Italia sarà in grado di attrarre investimenti internazionali, affermandosi come hub della data economy mediterranea".


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