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03/12/2025

economia

Sentiment economico in frenata, ma gli italiani guardano al futuro con maggiore fiducia personale

Osservatorio Anima: l'indagine autunnale 2025 rivela una lieve flessione della percezione sulla situazione del Paese ma il desiderio di progettualità resta alto

L’Osservatorio Anima, realizzato in collaborazione con le società di ricerche di mercato Eumetra e Research Dogma, ha pubblicato l'edizione autunnale 2025 che analizza il sentiment economico degli italiani. I dati indicano un quadro a due velocità: si registra un leggero rallentamento della percezione economica generale sul Paese, ma questa tendenza è accompagnata da un rafforzamento della fiducia nella propria situazione personale e da una marcata propensione alla progettualità futura. L'indagine è stata condotta online su un campione di 1.009 adulti definiti "bancarizzati", rappresentativi di circa 35 milioni di persone in Italia.

La rilevazione mostra una lieve flessione nel sentiment economico sull’Italia. Soltanto il 20% dei bancarizzati e il 26% degli investitori ritengono che la situazione sia migliorata rispetto a un anno fa, valori stabili o in lieve calo rispetto alla rilevazione di febbraio. Le aspettative per il futuro prossimo seguono lo stesso trend: solo il 16% dei bancarizzati e il 21% degli investitori prevedono un miglioramento nel corso del prossimo anno, segnando un calo rispettivamente di 6 e 4 punti percentuali rispetto a febbraio.
Il clima di ottimismo riemerge, tuttavia, quando l'attenzione si sposta sul piano individuale. La quota di chi teme un peggioramento della propria condizione personale si riduce drasticamente, passando dal 30% al 25% tra i bancarizzati e dal 27% al 19% tra gli investitori. Questa diminuzione del pessimismo si traduce in una maggiore percentuale di persone che si aspettano una situazione stabile o in miglioramento.

Nonostante la prudenza sul quadro macroeconomico, gli italiani mantengono una forte volontà di pianificare. Circa 32 milioni di persone hanno dichiarato di avere uno o più obiettivi personali o familiari, con una media di 2,5 progetti per individuo. Le strategie adottate per raggiungere tali obiettivi riflettono un approccio tradizionalmente prudente. Le prime tre strategie economiche per realizzarli sono: il 59% riduce le spese non necessarie, il 52% si concentra sul risparmio o sugli investimenti, e il 31% gestisce i propri risparmi per allinearli specificamente ai propri obiettivi.
Nonostante la volontà di accantonare, la capacità effettiva di risparmio registra una battuta d'arresto dopo un semestre di crescita. Attualmente, il 53% dei bancarizzati (era il 57% a febbraio) e il 67% degli investitori (in calo rispetto al 74%) riesce a mettere da parte regolarmente una parte del proprio reddito.

In linea con il calo generale del sentiment, anche la propensione a investire registra una flessione. Il divario tra coloro che si sentono ottimisti e chi è pessimista si allarga, portando solo il 19% dei bancarizzati a ritenere che il momento attuale sia favorevole per effettuare nuovi investimenti. Quando si tratta di scegliere gli strumenti finanziari, i prodotti finanziari rimangono l'opzione preferita, selezionati dal 51% dei bancarizzati e dal 68% degli investitori. Gli immobili consolidano la loro posizione come seconda scelta di investimento, mantenendo la stabilità osservata nelle rilevazioni precedenti.
Per quanto riguarda la previdenza complementare, si osserva una consapevolezza diffusa ma in lieve declino. Il 68% dei bancarizzati e il 76% degli investitori affermano di conoscere il funzionamento o di averne sentito parlare. Tuttavia, questa conoscenza non si traduce spesso in azioni concrete: sebbene il 55% dei bancarizzati abbia riflettuto sul tema del futuro pensionistico, solo il 21% ha effettivamente attivato soluzioni di previdenza concrete.


La sostenibilità si conferma un criterio fondamentale nelle decisioni dei consumatori: quasi otto italiani su dieci considerano importante adottare comportamenti a basso impatto ambientale e sociale. Nella valutazione degli investimenti responsabili, prevale la ricerca di un equilibrio tra rendimento finanziario e sostenibilità. Si riduce infatti il numero di coloro che danno una preferenza decisa all'uno o all'altro obiettivo, dimostrando che gli investitori italiani, pur rimanendo attenti ai risultati economici, adottano una visione più responsabile, orientata alla creazione di valore nel lungo periodo

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