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24/12/2025

economia

Outlook obbligazionario 2026: impatto di tassi, debito pubblico e mercati emergenti

Tassi in discesa, debito più costoso e opportunità nei mercati emergenti globali

Il mercato obbligazionario del 2026 si presenta con un doppio binario: da un lato le banche centrali continuano a ridurre i tassi di interesse a breve termine, dall'altro i costi di finanziamento a lungo termine rimangono più elevati rispetto al periodo pre-pandemico e le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito pubblico aumentano.
Le principali autorità monetarie proseguono il ciclo di allentamento. Chris Iggo (AXA IM Core) - nella foto - prevede che la diminuzione dei tassi negli Stati Uniti risponderà a un indebolimento del mercato del lavoro, mentre in Europa ulteriori riduzioni arriveranno grazie a un calo dell'inflazione. "I mercati del reddito fisso dovrebbero beneficiare del continuo allentamento delle banche centrali nel 2026", afferma Iggo. Tuttavia, William Davies (Columbia Threadneedle Investments) avverte che i tassi ufficiali e i rendimenti a lungo termine resteranno superiori al livello pre-pandemico, rendendo il debito pubblico un vincolo crescente. "Un taglio troppo rapido dei tassi a breve termine potrebbe provocare un irripidimento brusco delle curve dei rendimenti", commenta Davies.

L'irripidimento della curva dei rendimenti è atteso: i tassi a breve scendono, ma i rendimenti a lungo termine diminuiscono con riluttanza. Gli analisti di Franklin Templeton sottolineano che le ingenti necessità di finanziamento per investimenti privati e spesa pubblica tenderanno a far salire i tassi reali, soprattutto sulle scadenze più lunghe.
In Europa, il BCE ha già ridotto il tasso sui depositi a giugno 2025 e potrebbe effettuare ulteriori tagli se l'inflazione dovesse rimanere sotto il target, limitando così il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato. Filippo Di Naro (Anima Sgr) mantiene una posizione neutra sui Treasury USA per i rischi fiscali, ma è più costruttivo sui BTP e sui Bund tedeschi, evidenziando la stabilità della domanda e il carry elevato dei BTP.

Nel segmento del credito, lo scenario di base resta positivo grazie alla crescita nominale, ma gli spread creditizi sono ristretti e la selettività è fondamentale.  Iggo (AXA IM Core) sottolinea che la performance dipenderà dalla propensione degli investitori a valutare il rischio societario più del debito sovrano in difficoltà. Jenny Zeng (AllianzGI) aggiunge che la volatilità potrebbe aumentare a causa di valutazioni elevate e raccomanda una gestione attiva, con portafogli globali, diversificati e di alta qualità.
Le preferenze di allocazione, secondo i principali gestori, si concentrano su cinque posizioni chiave:

- Investment Grade (IG): Francesco Sandrini (Amundi SGR) definisce il credito di qualità come core per diversificare dai Treasury USA, consigliando un posizionamento in sovrappeso.

- High Yield (HY): Paul Jackson (Invesco) ha spostato l'allocazione all'High Yield a neutrale, prevedendo un'accelerazione globale nel 2026 che favorirà gli asset rischiosi.
- Debito dei mercati emergenti: Gregor MA Hirt (Natixis IM) indica il debito emergente come scelta primaria, supportato da un dollaro più debole e politiche più disciplinate.
- Credito privato: John Horner (Macquarie AM) osserva che, nonostante gli spread contenuti, i rendimenti all-in restano elevati, con una forte domanda di debito infrastrutturale.


- Obbligazioni con scadenza 2-5 anni: Marc Seidner (PIMCO) consiglia di passare dalla liquidità a obbligazioni di alta qualità in questa fascia per assicurare rendimenti e posizionarsi per un apprezzamento del capitale con il calo dei tassi.
I mercati emergenti e i mercati privati continuano a offrire diversificazione e carry. Jenny Zeng (AllianzGI) concorda sul potenziale del debito emergente, prevedendo che i tagli dei tassi nelle economie del Brasile, Messico e India sosterranno la performance del debito in valuta locale. John Horner (Macquarie AM) evidenzia il debito infrastrutturale come classe di attività particolarmente resiliente.


Dennis Shen (Scope Group) riassume il contesto, sottolineando che, nonostante l'allentamento monetario, l'outlook macroeconomico e creditizio globale mostra rischi legati a valutazioni elevate, aumento del debito sovrano e incertezza geopolitica, richiedendo una navigazione attenta e una diversificazione accurata.

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