Il Made in Italy vola: verso un 2026 di riscossa
Mentre i titoli di cronaca si concentrano su crisi e incertezze, una notizia passa quasi inosservata ma merita grande attenzione: nel terzo trimestre 2024 l'Italia è balzata al quarto posto nel G20 per esportazioni di merci, con quasi 190 miliardi di dollari. Abbiamo superato il Giappone, posizionandoci dietro solo ai colossi Cina, Stati Uniti e Germania.
Il dato, certificato dall'OCSE e analizzato dall'Ufficio studi della CGIA, racconta una storia di resilienza straordinaria.
Nemmeno i dazi americani sono riusciti a frenare la corsa del Made in Italy, segno che qualità, innovazione e reputazione del nostro manifatturiero rappresentano un valore insostituibile sui mercati globali.
Questo risultato non è casuale: è il frutto di decenni di eccellenza produttiva, capacità di adattamento e competenze uniche nei settori chiave, dalla meccanica alla moda, dall'agroalimentare al design.
Guardando al 2026, questi numeri offrono una prospettiva concreta di speranza.
Se sapremo valorizzare questo patrimonio con investimenti mirati in tecnologia e formazione, l'Italia potrà consolidare questa posizione e trasformare le sfide globali in opportunità di crescita sostenibile.
Buon 2026.

