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14/01/2026

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Physical AI: la nuova rivoluzione è l'ideale per le PMI italiane

Permette alle PMI italiane di inserire intelligenza nei macchinari e aumentare la produttività, soprattutto se manca il personale

Physical AI segna il passaggio dall'intelligenza artificiale generativa, confinata al digitale, a soluzioni capaci di interagire direttamente con il mondo fisico. All'evento CES 2026 di Las Vegas, AMD ha annunciato una partnership con un importante partner italiano, dimostrando che i chip embedded avanzati stanno ridisegnando i confini della manifattura intelligente. Per le piccole e medie imprese italiane, questo sviluppo non è solo un salto tecnologico, ma una chance concreta per portare l'artigianato locale su scala globale.
La Physical AI si differenzia dai tradizionali modelli linguistici perché percepisce, ragiona e agisce nello spazio tridimensionale. Non si limita più a elaborare testi, ma utilizza modelli Vision Language Action (VLA) per comprendere gravità, frizione e dinamica degli oggetti. In pratica, i robot possono uscire dalle classiche gabbie di sicurezza per collaborare fianco a fianco con gli operai, trasformando l'automazione rigida in un sistema flessibile e adattivo.

Innovazioni robotiche per le PMI

- Cobot di nuova generazione: facilità di programmazione e sicurezza operativa - Comau MyCo.
- AMR (Autonomous Mobile Robots): ottimizzazione logistica senza infrastrutture fisse - Comau MyMR.
- Embedded AI Chips: elaborazione locale dei dati (Edge AI) per tempi di risposta immediati - AMD Ryzen AI.
L'Italia si conferma leader nell'esportazione di robot grazie a realtà come Comau, che ha ricevuto un finanziamento di 50 milioni di euro dalla BEI per potenziare la ricerca in automazione avanzata. Le famiglie MyCo e MyMR democratizzano l'accesso alla robotica, offrendo soluzioni scalabili che rispondono alla carenza di manodopera e migliorano l'efficienza intralogistica. I sistemi non richiedono più esperti di codice: apprendono tramite simulazioni in ambienti virtuali come Nvidia Omniverse prima di operare nel mondo reale.

Al CES 2026, la collaborazione tra AMD e il partner italiano ha evidenziato il ruolo cruciale dell'hardware nell'ecosistema della Physical AI. L'uso dei processori Ryzen AI serie400 e delle piattaforme adattive permette alle imprese di integrare capacità di machine learning direttamente nei macchinari, riducendo la dipendenza dal cloud e garantendo la protezione della proprietà intellettuale dei dati di produzione.
Per una piccola impresa italiana, adottare la Physical AI consente di gestire produzioni a alta varietà e bassi volumi con l'efficienza di una grande linea di montaggio. I vantaggi principali includono flessibilità operativa, grazie a interfacce intuitive che cambiano compito in pochi minuti; sostenibilità, con riduzione degli scarti grazie a una precisione millimetrica garantita da sensori AI; e internazionalizzazione, poiché le macchine intelligenti includono già logiche di funzionamento e manutenzione predittiva.

"La Physical AI è la chiave per trasformare la tradizione artigianale in competitività globale" sottolinea Jim Rossi di Gartner. Anche Siemens Italia (abbiamo intervistato qualche numero fa il CEO Floriano Masoero) è concorde sul fatto che l'automazione intelligente può trasformare le nostre aziende in fabbriche intelligenti. Ma quanto vale il mercato a livello mondiale e che prospettive ci sono?.

Quanto vale e cresce il mercato della Physical AI?


Il mercato globale della Physical AI, che combina intelligenza artificiale con dispositivi fisici come robot e droni, vale circa 5,41 miliardi di dollari nel 2025. Le stime prevedono un'espansione fino a 61,19 miliardi di dollari entro il 2034.

Questo percorso di sviluppo si basa su un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 31,26%, che misura l'aumento medio annuo considerando gli interessi composti.
Altre valutazioni, più ampie, incorporano l'intero ecosistema di robotica e droni guidati da AI e proiettano un valore complessivo superiore a 2,8 trilioni di dollari entro il 2030.
Questa evoluzione riflette un cambiamento nel focus del settore, con un trasferimento progressivo del valore dall'hardware al software e ai sistemi che favoriscono la collaborazione tra macchine e umani. Nel dettaglio dei segmenti, l'hardware detiene il 56,40% del mercato nel 2025, spinto dalla domanda di componenti essenziali come sensori, attuatori e chip per l'Edge AI, che elaborano dati direttamente sul dispositivo per risposte immediate.


Il software, invece, mostra un CAGR del 34,10%, grazie allo sviluppo di modelli avanzati come i VLA e piattaforme di cloud robotics per la gestione remota.
Il segmento dei robot umanoidi registra un CAGR tra il 42,8% e il 68,5%, motivato dall'integrazione in ambiti con carenza di manodopera, come l'assistenza sanitaria o la produzione.
I cobots, robot collaborativi progettati per lavorare accanto agli umani, crescono con un CAGR del 35,12%, enfatizzando sicurezza e facilità d'uso nelle piccole e medie imprese (PMI).
Dal punto di vista geografico, il Nord America guida attualmente con oltre il 41% dei ricavi, supportato da robusti investimenti privati e politiche che incentivano il rimborso di spese in innovazione. L'Asia-Pacifico emerge come la regione con l'espansione più veloce, con un CAGR superiore al 33%, alimentata dall'automazione su larga scala in paesi come Cina e Giappone.


Inoltre, le soluzioni di Edge AI - che processano informazioni localmente anziché su cloud remoti - mantengono oltre il 51% della quota di mercato nel 2025. Questo approccio garantisce bassa latenza, ovvero tempi di risposta ridotti, e maggiore sicurezza dei dati, aspetti vitali per l'industria italiana che punta su efficienza e protezione in applicazioni critiche.

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